
Sarcofago antropoide di Peftjauneith – nell’insieme di cassa e coperchio, riproduce le sembianze del dio Osiride, avvolto in un sudario di lino e con il volto verde che evoca il concetto di rinascita – XXVI dinastia (664 -525 a.C.)

Elemento di pettorale a fiore di loto blu – XVIII dinastia, regno di Thutmosi III (1479 – 1425 a.C.)

Elemento di pettorale a fiore di loto blu – XVIII dinastia, regno di Thutmosi III (1479 – 1425 a.C.)

Gruppo statuario di Maya e Meryt – Statua di Maya : altezza: 216cm, larghezza: 74cm, profondità: 108cm

Vaso decorato con struzzi, colline e acque, Naqada IID1 (3450 – 3325 a.C.)

Rilievi con prigionieri di guerra condotti da soldati egiziani al cospetto di Tutankhamon XVIII dinastia, regno di Tutankhamon (1333 – 1323 a.C.)

Manico di specchio – XVIII dinastia (1539 – 1292 a.C.) – Legno e avorio

Rilievi con prigionieri Nubiani controllati da soldati egiziani XVIII dinastia, regno di Tutankhamon (1333 – 1323 a.C.)

Stele di Aku – XII-XIII dinastia (1976 – 1648 a.C.)
La mostra “Egitto” (dal 16 ottobre 2015 al 17 luglio 2016 al Museo Civico Archeologico di Bologna) non è solo di fortissimo impatto visivo e scientifico, ma è anche un “unicum” nel suo genere, poiché gran parte della collezione egiziana del Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda, 500 reperti databili dal Periodo Predinastico all’Epoca Romana, sono stati trasferiti nella città delle Due Torri per un’operazione che non ha precedenti nel panorama internazionale.
La collezione di antichità egiziane di Leiden – una delle prime dieci al mondo – e quella di Bologna – tra le prime in Italia per numero, qualità e stato conservativo – verranno così a fondersi e integrarsi in un percorso espositivo di circa 1.700 metri quadrati di arte e storia.
Inoltre, i capolavori di questi due collezioni saranno esposti insieme a importanti prestiti del Museo Egizio di Torino e del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, all’insegna di un network che vede coinvolte le principali realtà egittologiche italiane.
“Egitto”
16 ottobre 2015 – 17 luglio 2016
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2, Bologna
