«Bombe su Milano», il libro che racconta la seconda guerra mondiale meneghina
«Bombe su Milano», il libro che racconta la seconda guerra mondiale meneghina
Cultura

«Bombe su Milano», il libro che racconta la seconda guerra mondiale meneghina

Ugo Savoia ci riporta indietro nel tempo di 80 anni, quando Milano divenne oggetto dei pesanti bombardamenti aerei tedesci

Le bombe e la paura in una Milano martorizzata dalla guerra. Dagli inizi degli attacchi degli Alleati del 1940, come risposta all’entrata dell’Italia nel conflitto mondiale, alle esplosioni nel 1942 contro i primi obiettivi non strategici fino al martellamento del 1943, che rase al suolo gran parte dei palazzi e danneggiò gravemente gran parte dei simboli della capitale lombarda, dal teatro la Scala alla Galleria Vittorio Emanuele. Migliaia di bombe per almeno 2mila morti, raccontante oggi dalla voce di chi quei duri anni li ha vissuti e li ha ancora impressi negli occhi.

I “ventennial”, come li ha definiti il giornalista Ugo Savoia, una lunga carriera al Corriere della Sera. Ovvero quella generazione che è dovuta ripartire dalle macerie, ha trovato il coraggio di rincominciare e ci è riuscita. E proprio Savoia, nel suo libro “Bombardate Milano. Ottobre 1942, i testimoni raccontano” edito da Castelvecchio, ha raccontato quell’incubo, circoscritto più precisamente al 24 ottobre del ‘42, intervistando alcuni dei 50mila, all’epoca giovanissimi, che oggi sono ancora in vita. C’è così Piero Bassetti, primo presidente della Regione Lombardia, parlamentare e atleta, che ricorda “quei tubetti esagonali che piovevano dal cielo”. O Marco Garzonio, docente universitario e presidente della Fondazione Ambrosianeum, che parla delle “fiamme in via Vignolia” e della “folla ammassata” dopo il bombardamento. C’è l’ingegnere Aurelio Ascoli che ci riporta in una Corso Indipendenza “piena di fosforo”, la micidiale bomba usata dagli angloamericani, e c’è il ricordo di Carla Trezzi, l’ultima telegrafista, che ci fa rivivere come “in piazza Cordusio crollò tutto, non potevamo uscire dal rifugio”. Testimonianze oculari preziose, che non possono non richiamare le immagini contemporanee di quanto sta accadendo in Ucraina. Un libro per riflettere e non dimenticare.

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