Al via il 5 marzo la rassegna «Comabbio racconta l'Armenia»
(Nadia Pasqual)
Al via il 5 marzo la rassegna «Comabbio racconta l'Armenia»
Cultura

Al via il 5 marzo la rassegna «Comabbio racconta l'Armenia»

«Comabbio racconta l’Armenia» è un progetto voluto da Giusy Tunici per condividere le esperienze dei suoi due viaggi in Armenia. Si tratta di un’iniziativa di respiro internazionale che si terrà da venerdì 5 marzo a domenica 23 maggio nell’incantevole borgo dove il pittore Lucio Fontana amava ritirarsi. Un progetto che nasce dalla consapevolezza che il livello di maturità di una società si misura anche dalla sua capacità di rapportarsi a ciò che è diverso per origini, cultura e religione. «Comabbio racconta l’Armenia» ci porterà alla scoperta di questo paese ricco programma di incontri online, ai quali si aggiungeranno in maggio alcuni appuntamenti in presenza, compatibilmente con l’evolversi della pandemia.

Tra i nomi presenti all’evento troviamo la scrittrice di origini armene Antonia Arslan, autrice del romanzo La Masseria delle Allodole - tradotto in oltre 20 lingue, che ha riportato alla ribalta il tema del genocidio armeno - Shushan Martirosyan dalla capitale armena Yerevan, Siobhan Nash-Marshall del Manhattanville College di New York, e Mons. Levon Arciv. Zekiyan, Arcieparca degli armeni cattolici di Istanbul e di Turchia e Delegato Pontificio per la Congregazione Mechitarista. Sono inoltre previste due conferenze online rivolte agli studenti delle scuole superiori, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Varese.

Si comincia venerdì 5 marzo con «Armenia l’altopiano delle sorprese», un’introduzione all’Armenia a cura del docente Massimo Rolandi, dell’esperta di viaggi Shushan Martirosyan e di Aldo Oriani, naturalista ornitologo e teriologo. Venerdì 12 marzo Marco Ruffilli, membro dell’Association Internationale des Études Arméniennes, racconterà la storia e l’affascinante simbologia del khachkar, stele di pietra tipica dell’Armenia sulla quale è scolpita la croce con altri elementi. Antonia Arslan sarà in scena venerdì 19 marzo con «Ballata Caucasica», mentre il 26 marzo gli chef Sedrak Mamulyan e Shushan Martirosyan ci parleranno di cucina tradizionale armena in collegamento dall’Armenia.

Sabato 27 marzo Siobhan Nash-Marshall, professore di filosofia, affronterà i temi del genocidio armeno e del negazionismo turco. Venerdì 9 aprile l’architetto Paolo Arà Zarian racconterà il suo intervento per il restauro dei dipinti murali del monastero di Dadivank in Karabakh. Sarà dedicato a oltre due millenni di storia armena l’intervento del 16 aprile di Aldo Ferrari, professore di storia, lingua e letteratura armena all’Università Ca’ Foscari di Venezia, autore di numerosi saggi sul tema. Parlerà dell’attuale situazione politica e sociale in Armenia, anche alla luce delle conseguenze del recente conflitto per il controllo del Karabakh, il giornalista Simone Zoppellaro venerdì 23 aprile.

Sabato 24 aprile – anniversario del genocidio armeno – il pianista e musicologo Alberto Nones ci condurrà in un piccolo viaggio musicale in Armenia con esecuzione di alcuni brani armeni interpretati dagli allievi del Conservatorio di Gallarate. Sarà invece un viaggio virtuale attraverso la Repubblica d’Armenia l’incontro del 30 aprile con Nadia Pasqual, autrice della prima guida di viaggio italiana interamente dedicata al Paese, e Shushan Martirosyan, che faranno conoscere i luoghi più interessanti da visitare sotto il profilo storico, culturale e naturalistico. Venerdì 7 maggio appuntamento con due insigni rappresentanti della diaspora armena in Italia, Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia in Italia, e il prof. Baykar Sivasliyan, armenista e presidente dell’Unione Armeni d’Italia, che parleranno degli armeni, popolo di cerniera tra l’Occidente e l’Oriente.

La rassegna proseguirà poi con incontri dal vivo, alcuni dei quali già programmati, tra i quali quello di sabato 15 maggio con Mons. Levon Arciv. Zekiyan, che celebrerà la Messa Vespertina e terrà una conferenza. Sempre il 15 maggio si svolgerà un laboratorio sull’alfabeto armeno e verranno inaugurate le mostre dei fotografi Emanuele Cosmo e Marco Ansaloni. Previsti per domenica 16 maggio i concerti all’alba e al tramonto del trio Piovan-Fanton e un laboratorio sui khatchkar.

Saranno, invece, programmati a breve gli interventi di Alberto Elli, studioso di lingue e religioni, autore di un volume dedicato ad arte, storia e itinerari dell’Armenia, lo scultore Mikayel Ohanjanyan, e l’architetto Gaianè Casnati. Già confermato invece per sabato 22 maggio lo spettacolo «Canta, gru, canta» reading- mise en espace della Compagnia CamparIPadoaN con la regia di Giulio Campari, interpretato dagli attori Natascha Padoan e Marco Balbi. Una ballata per l’Armenia, ideata da vari autori, anche armeni, che rievocherà la “canzone” popolare della gru, un uccello originario dell’Armenia, per dare voce alla memoria di donne e uomini armeni, vittime dimenticate del genocidio. La rassegna si concluderà domenica 23 maggio con una tavola rotonda.

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