Cinema, Venezia 2022: tutti i film in concorso (5 gli italiani)
Immagine del film "White Noise" di Noah Baumbach (Foto: Biennale di Venezia)
Cinema, Venezia 2022: tutti i film in concorso (5 gli italiani)
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Cinema, Venezia 2022: tutti i film in concorso (5 gli italiani)

Al Lido i ritorni di Emanuele Crialese e Alejandro Iñárritu. E poi gli attesissimi Blonde su Marilyn Monroe e Bones and All di Luca Guadagnino. E l'opera seconda di Olivia Wilde con Harry Styles

I dettagli sulla Mostra del cinema di Venezia - al 90° anniversario dalla sua fondazione - si sono fatti attendere ma il festival lagunare, edizione numero 79, ancora una volta sotto l’egida dell’abile Alberto Barbera, promette un gustoso cartellone. Ben cinque i film italiani in concorso (e dai titoli non ci sembra troppo una concessione generosa), tante spruzzate dalla Hollywood più raffinata (con l’attesa di divi come Cate Blanchett, Hugh Jackman, Tilda Swinton, Colin Farrell e Chris Rock post ceffone agli Oscar), il commosso omaggio a Kim-Ki-Duk, l’atteso Blonde vietato ai minori su Marilyn Monroe, il gran ritorno di Alejandro Iñárritu e voci dall’Iran e dall’Ucraina travagliate.

Ecco il cartellone di Venezia 79, presentato oggi da Barbera, affiancato dal presidente della Biennale Roberto Cicutto.

Il film d’apertura

Film d’apertura, come comunicato solamente ieri, sarà White Noise di Noah Baumbach, che torna al Lido – in concorso – dopo l’ottimo Storia di un matrimonio del 2019. Si affida ancora una volta ad Adam Driver, che avrà di fianco a sé la portabandiera del cinema indie nonché moglie del regista Greta Gerwig. Nel cast anche Don Cheadle, Raffey Cassidy, Sam Nivola, May Nivola, Jodie Turner-Smith, André L. Benjamin e Lars Edinger.

«Valeva la pena di aspettare per avere la certezza che il film fosse finito in tempo», ha spiegato Barbera. «Adattata dal grande romanzo di Don DeLillo, Baumbach ha realizzato un’opera originale, ambiziosa e avvincente, che gioca con misura su più registri: drammatico, ironico, satirico. Il risultato è un film che esamina le nostre ossessioni, i dubbi e le paure radicate negli anni ’80, ma con riferimenti molto chiari alla realtà contemporanea».

«È davvero meraviglioso tornare alla Mostra di Venezia – gli ha fatto eco Baumbach – ed è un incredibile onore portare White Noise come film della serata di apertura. Questo è un luogo che ama tanto il cinema, ed è un’emozione e un privilegio unirsi agli incredibili cineasti che hanno presentato qui i loro film».

I 21 film in concorso

Sono 21 i film in concorso tutti in anteprima mondiale. Sarà Julianne Moore ad assegnare il Leone d’oro, presidentessa di giuria di cui è stato svelato il nome solo pochi giorni fa. Avrà come colleghi e compagni con cui disquisire Mariano Cohn, Leonardo Di Costanzo, Audrey Diwan, Leila Hatami, Kazuo Ishiguro, Rodrigo Sorogoyen.

In concorso ci sono ben 5 film italiani, dal ritorno agognato di Emanuele Crialese all’attesissimo film di Luca Guadagnino ancora con Timothée Chalamet, passando per il racconto di Gianni Amelio su Braibanti, il nuovo ritratto femminile di Susanna Nicchiarelli, la conferma di Andrea Pallaoro.
Due i film iraniani, tra cui Khers Nist (Gli orsi non esistono) di Jafar Panahi, regista ora in carcere di cui Barbera ha chiesto il rilascio, in un’invocazione contro ogni violenza e repressione del pensiero, dall’Iran alla Turchia all’Ucraina.

Immagine del film "L'immensità" (Foto di Angelo Turetta)

Tra i grandi attesi il ritorno del messicano Alejandro Iñárritu, il premio Oscar di Birdman, con Bardo (o falsa crónica de unas cuantas verdades) su un noto giornalista e documentarista messicano che torna nel suo Paese affrontando la sua identità e i suoi affetti, e poi The Son di Florian Zeller, che dopo il film The Father - Nulla è come sembra che valse l’Oscar ad Anthony Hopkins, torna sui rapporti famigliari. Con Hugh Jackman, Laura Dern, Vanessa Kirby, Zen McGrath, lo stesso Hopkins, Hugh Quarshie. E ovviamente Blonde di Andrew Dominik, con Ana de Armas nei panni della bionda più esplosiva di sempre, Marilyn Monroe, di cui il 5 agosto ricorrono i 60 anni dalla morte (uscirà a settembre su Netflix con bollino rosso vietato ai minori di 18 anni). Chi ha amato Tre manifesti a Ebbing, Missouri si frega le mani per il ritorno del britannico Martin McDonagh con The Banshees of Inisherin, con Colin Farrell e Brendan Gleeson.
Promette un interessante quanto struggente spaccato di storia Argentina, 1985 di Santiago Mitre, con il superbo Ricardo Darín nei panni del coraggioso pubblico ministero del processo alla Giunta militare argentina, accusata della sparizione, tortura e morte di migliaia di persone, i cosiddetti desaparecidos.
Per i romantici desta curiosità il raro film di finzione Un couple di Frederick Wiseman, sul carteggio tra Tolstoj e la moglie. Anche quest’anno spazio a un’opera prima, Saint Omer della francese Alice Diop: «Ogni anno scommettiamo su un esordiente», ha detto Barbera, «per noi è stato colpo di fulmine».

Ecco l’elenco completo.

  • Il signore delle formiche di Gianni Amelio (Italia)
  • The Whale di Darren Aronofsky (Usa)
  • White Noise di Noah Baumbach (Usa)
  • L'immensità di Emanuele Crialese (Italia, Francia)
  • Saint Omer di Alice Diop (Francia)
  • Blonde di Andrew Dominik (Usa)
  • Tár di Todd Field (Usa)
  • Love Life di Kōji Fukada (Giappone, Francia)
  • Athena di Romain Gavras (Francia)
  • Bones and All di Luca Guadagnino (Italia, Usa)
  • The Eternal Daughter di Joanna Hogg (Regno Unito, Usa)
  • Bardo, falsa crónica de unas cuantas verdades di Alejandro Iñárritu (Messico)
  • Shab, Dakheli, Divar (Oltre il muro) di Vahid Jalilvand (Iran)
  • The Banshees of Inisherin di Martin McDonagh (Regno Unito, Usa)
  • Argentina, 1985 di Santiago Mitre (Argentina)
  • Chiara di Susanna Nicchiarelli (Italia)
  • Monica di Andrea Pallaoro (Italia, Usa)
  • Khers nist (Gli orsi non esistono) di Jafar Panahi (Iran)
  • All The Beauty and The Bloodshed di Laura Poitras (Usa)
  • Un couple di Frederick Wiseman (Usa)
  • The Son di Florian Zeller (Regno Unito)
  • Les Miens di Roschdy Zem (Francia)
  • Les Enfants des autres di Rebecca Zlotowski (Francia)

Focus sui 5 italiani in concorso

Con L’immensità Emanuele Crialese, che torna a undici anni da Terraferma, «ha deciso di mettere in scena sua vicenda da adolescente, con Penélope Cruz protagonista«». Ci porta nella Roma anni ‘70, in un mondo sospeso tra quartieri in costruzione e varietà ancora in bianco e nero, conquiste sociali e modelli di famiglia ormai superati.

Bones and All di Luca Guadagnino, «il regista italiano più cosmopolita» da definizione di Barbera, è «il film non americano più profondo e incredibile su un'America poco frequentata e poco conosciuta, vittima del fallimento del Sogno americano» e per certi versi è anche un film di genere, con cannibali. Cast super allettante: Taylor Russell, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, André Holland, Chloë Sevigny, David Gordon-Green, Jessica Harper, Jake Horowitz e Mark Rylance.

Immagine del film "Bones and All" (Foto: Yannis Drakoulidis / Metro Goldwyn Mayer Pictures)

Il signore delle formiche di Gianni Amelio rievoca la condanna per plagio del drammaturgo e poeta Aldo Braibanti, punito con nove anni di reclusione per aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Con shock degli intellettuali suoi amici, da Pier Paolo Pasolini a Carmelo Bene. Alcuni anni dopo, il reato di plagio venne cancellato dal Codice penale, ma in realtà era servito per mettere sotto accusa i “diversi” di ogni genere. Con Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Sara Serraiocco.
Chiara di Susanna Nicchiarelli è un nuovo ritratto femminile della regista dopo Nico, 1988e Miss Marx, già in concorso a Venezia. Ricostruisce la storia di storia di Chiara e Francesco d’Assisi, riscoprendone la dimensione politica, oltre che spirituale, della “radicalità” delle loro vite. Con Margherita Mazzucco e Andrea Carpenzano.
Monica di Andrea Pallaoro è il ritratto intimo di una donna che esplora i temi universali dell’abbandono e dell’accettazione, del riscatto e del perdono. Con l’attrice transessuale Trace Lysett, Patricia Clarkson, Emily Browning, Joshua Close, Adriana Barraza.

Fuori concorso e Orizzonti, cosa aspettarci

La categoria Orizzonti, dedicata agli emergenti e a chi esplora terreni insoliti, conta 12 cortometraggi e 18 lungometraggi: la presidente di giuria è la regista Isabel Coixet. Al secondo anno, torna anche la sezione Orizzonti Extra, con 9 film con premio assegnato direttamente dal pubblico.

Film d’apertura di Orizzonti è Princess di Roberto De Paolis, che dopo l’esordio del 2017 Cuori puri, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes, ora presenta la storia di una giovane clandestina nigeriana che vende il proprio corpo ai margini di una grande città.

Sotto Orizzonti c’è anche Pippo Mezzapesa, per la prima volta a Venezia, con Ti mangio il cuore e l’esordio come attrice della cantante Elodie.
Tizza Covi e Rainer Frimmel, anche loro per la prima volta al Lido ma beniamini dei festival, con Vera, dedicato alla figlia di Giuliano Gemma, proporranno - secondo Barbera - un film «sorprendente».
E ci sono anche due grandi attrici in Orizzonti: Cruz, che oltre a essere in concorso per Crialese è in En Los Márgenes, opera prima dell’attore argentino naturalizzato spagnolo Juan Diego Botto; e Isabelle Huppert, che gareggia con La syndicaliste del francese Jean-Paul Salomé, sulla storia vera di una sindacalista vittima di aggressione fisica che fece molto scalpore in Francia.
Dall’Ucraina c’è Luxembourg Luxembourg di Antonio Lukich, il racconto di due fratelli gemelli.

Immagine del film "Chiara" (Foto: Emanula Scarpa / Vivo film, Tarantula)

Tra i film fuori concorso trovano posto tante novità che destano interesse. Come l’opera seconda da regista dell’attrice Olivia WildeDon't Worry Darling, thriller psicologico con protagonisti Florence Pugh e il cantante Harry Styles, che attirerà di certo uno stuolo delirante di fan (proprio il set di questo film fu galeotto per Wilde e Styles).
E poi c’è il toccante omaggio a Kim-Ki-Duk, regista sudcoreano morto due anni fa per Covid, che a Venezia tante volte ha trovato fortuna (Leone d’oro nel 2012 con Pieta), con il suo film postumo Kone Taevast (La chiamata del cielo). È Fuori concorso anche Siccità di Paolo Virzì, «film profetico» con Claudia Pandolfi, Silvio Orlando, Valerio Mastandrea, Sara Serraiocco, Elena Lietti, Gabriel Montesi, Tommaso Ragno, Max Tortora, Monica Bellucci.

I due Leoni d’oro alla Carriera saranno attribuiti alla divina Catherine Deneuve e al maestro Paul Schrader. Non può mancare quindi il suo ultimo film, Master Gardener, con protagonisti Joel Edgerton e Sigourney Weaver.

Sempre in Selezione Ufficiale Fuori concorso, due miniserie entrambe danesi, da due grandi registi: Riget Exodus (The Kingdom, Exodus) firmata Lars von Trier e Copenhagen Cowboy di Nicolas Winding Refn.

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