Maestro Ennio Moricone alla Perth Concert Hall, Australia, 24 febbraio 2012 (Foto: Ansa/EPA/Tony McDonough)
Cinema

È morto Ennio Morricone, il Mozart del cinema

Il leggendario musicista romano ha composto le colonne sonore di oltre 500 film, sperimentando e introducendo «strumenti» nuovi come lo schiocco di frusta, fischi, rumori di gola. Ha collaborato con i massimi registi e ha firmato anche alcuni film inaspettati

«Morricone è il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che è la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert».

Così parlava Quentin Tarantino di Ennio Morricone, che definire autore di colonne sonore cinematografiche è riduttivo. Ennio Morricone, morto oggi all'età di 91 anni in una clinica romana in seguito alle complicazioni di una caduta e rottura di femore, è stato un musicista e compositore straordinario, che sapeva rendere la musica altra protagonista scintillante di film. Anzi, di alcuni film, prima vengono in mente le sue note, poi tutto il resto.

Tim Roth, attore protagonista de La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornare, di quel film disse: «L'altro personaggio straordinario è Morricone, perché protagonista è la musica».

Durante la sua illustre carriera, Morricone ha scritto la musica per oltre 500 film. È lui la mente dietro molte iconiche colonne sonore di spaghetti western, dai film di Sergio Leone ai recenti amarcord in chiave pulp di Quentin Tarantino.

L'Academy, che ha riempito di Oscar il compositore americano John Williams (52 nomination, 5 statuette), si è ricordata tardi del nostro Ennio, ma per fortuna l'ha fatto: Morricone ha vinto due premi Oscar, uno onorario nel 2007, l'altro nel 2016, finalmente, per The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Qui il video in cui Morricone riceve l'Oscar dalle mani di Clint Eastwood (protagonista di Per un pugno di dollari by Leone & Morricone): per lui una standing ovation e poi il suo tenero ringraziamento, in italiano, con parole rotte dalla commozione:


La collaborazione con Sergio Leone

Morricone, nato a Roma il 10 novembre 1928, è diventato famoso nel mondo per la sua collaborazione con Sergio Leone, producendo colonne sonore per la celebre Trilogia del dollaro (Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo) e per la Trilogia del tempo (C'era una volta il West, Giù la testa, C'era una volta in America).

La collaborazione tra Leone e Morricone risale all'inizio degli anni '60, anche se i due si conoscevano già dai tempi della scuola dai Salesiani. Nel 1964 Leone lo cercò per il suo primo film western, Per un pugno di dollari. Gli era stato consigliato dai produttori Papi e Colombo della Jolly Film, che già aveva prodotto il western italo-spagnolo Duello nel Texas (1963), musicato proprio da Morricone (con lo pseudonimo di Don Savio). Leone non era propriamente entusiasta ma accettò di contattarlo, per scoprire poi che era un suo vecchio compagno di scuola.
La colonna sonora che Morricone scrisse è ormai epica, nonché un magnetico marchio di fabbrica, con un certo sperimentalismo e l'utilizzo di strumenti insoliti come campane, frusta, ocarina, fischio umano. Da lì è nata la cavalcata meravigliosa fatta insieme.

Quei film inaspettati

Morricone iniziò a comporre colonne sonore per cinema e tv agli inizi degli anni '60, con Il federale (1961) di Luciano Salce, con cui collaborò più volte.

Tanti i maestri italiani che lo hanno voluto: Lina Wertmüller (I basilischi), Bernardo Bertolucci (Prima della rivoluzione, Novecento, La luna), Marco Bellocchio (I pugni in tasca, La Cina è vicina), Pier Paolo Pasolini (Uccellacci e uccellini, Salò o le 120 giornate di Sodoma), Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso, La sconosciuta, La migliore offerta), Dario Argento (Il fantasma dell'opera), Franco Zeffirelli (Amleto), Luigi Comencini (La donna della domenica, Il gatto)...

Tra i registi internazionali, oltre a Quentin Tarantino, Brian De Palma (The Untouchables - Gli intoccabili, Vittime di guerra, Mission to Mars), Warren Beatty (Bulworth - Il senatore), Pedro Almodóvar (Légami!), Margarethe von Trotta (Il lungo silenzio)….

Ci piace ricordare, anche dei film inaspettati che rientrano nel suo forziere ricchissimo di tesori: ecco ad esempio Escalation (1968) di Roberto Faenza. Faenza allora era al suo primo film, Morricone accettò di buon grado perché accoglieva sempre con entusiasmo le proposte di registi alla loro opera prima. Per questo piccola ed eccentrica commedia grottesca, Morricone ebbe carta bianca e ideò suoni freschi, mai usati, anche prodotti da bocca e laringe, eseguiti anche dallo stesso compositore.

E poi, i sono le note di Ennio Morricone anche dietro a L'esorcista II - L'eretico (1977) di John Boorman, horror sequel de L'esorcista che fu un mezzo flop: Morricone usò come tema note dolci e inquietanti.

Dal terrore alle risate, c'è lo zampino di Morricone anche in Un sacco bello (1980), l'esordio alla regia di Carlo Verdone, con tanto di bis l'anno dopo in Bianco, rosso e Verdone.

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