In sala al 100%: l'ultima carta per salvare il mondo del cinema
Spettatori distanziati in Sala Darsena alla Mostra del cinema di Venezia 2020 (Foto: Ansa/STR)
In sala al 100%: l'ultima carta per salvare il mondo del cinema
Cinema

In sala al 100%: l'ultima carta per salvare il mondo del cinema

Dall'11 ottobre le sale tornano alla loro massima capienza. Fino a ieri gli incassi erano però alquanto incerti, del 50% in meno rispetto al 2019 pre-Covid. La pandemia ha lasciato per strada un'ottantina di cinema che probabilmente non riaprirà più

«Da lunedì 11 ottobre dove vi sedete non sarà più affar nostro, yeh!». Così festeggia con un simpatico video su Facebook, strappando un foglio con lo schema dei posti a sedere, Paola Corti, che gestisce il cinema Beltrade di Milano insieme alla socia Monica Naldi. Il 26 aprile 2021, quando scoccò la seconda riapertura dei cinema di questa epoca pandemica, il Beltrade era stata la prima sala cinematografica in Italia a riportare gli spettatori davanti a un grande schermo grazie a una proiezione all'alba: la lunga fila di cinefili mattinieri e frementi ebbe eco sino agli States, dall'India all'Uganda.

Cinema con capienza al 100%

Finalmente è deciso: al termine del Consiglio dei ministri, il Governo ha approvato le nuove misure anti-Covid per il settore dello spettacolo e della cultura. La grande novità: in zona bianca, dall'11 ottobre, i cinema (e anche teatri, sale da concerto, musei e tutti i luoghi della cultura) tornano alla capienza del 100%, quella massima autorizzata, sia all'aperto che al chiuso, sempre con obbligo di Green pass e mascherina. A consentire questo allentamento sono stati i dati incoraggianti: la campagna di vaccinazione ha in mano l'obiettivo dell'80% di popolazione immunizzata; con le scuole aperte si temeva una nuova impennata dei contagi invece la curva epidemica continua a scendere rispetto al «picco» estivo.

I cinefili che prendono i mezzi pubblici si chiedevano già da un po' come mai ai cinema vigesse ancora il distanziamento in sala, un posto sì e uno no (se non conviventi), mentre invece in metropolitana o in treno capita di trovarsi un estraneo appiccicato accanto.

Gli incassi dell'anno: il 50% in meno rispetto al 2019

Ma basterà questa ventata di quasi normalità a salvare i cinema in Italia? Anche se i titoli forti non rifuggono più la sala, come capitava dopo la riapertura del 2020 con una moria di film targati grandi studios, ancora il botteghino italiano è incerto, complici la capienza ridotta delle sale e il clima di circospezione.

Un esempio? Black Widow con Scarlett Johansson, uno dei film di grido tra i primi a scendere in campo (a luglio), al momento è il quarto incasso migliore dell'anno in Italia, con 4.772.929 euro (all'8 ottobre secondo dati Cinetel): è stato addirittura superato da Me contro Te - Il film: Il mistero della scuola incantata dei due Youtuber siciliani Luì e Sofì (secondo in classifica con 5.076.467 euro). Il confronto con un altro capitolo Marvel al femminile ma pre-pandemia? Captain Marvel nel 2019 incassò oltre 10 milioni di euro. Nel Nord America Black Widow è comunque il secondo maggior incasso del 2021 e a livello globale ha almeno superato i costi di produzione (200 milioni di dollari) incassando oltre 379 milioni di dollari. Captain Marvel, che si rivelò un incredibile successo, ne incassò più di 701 milioni.

Fast & Furious 9 - The Fast Saga (uscito ad agosto), altro titolo su cui le sale più commerciali facevano affidamento, al momento ha incassato 4.856.972 euro (terzo film dagli incassi maggiori in Italia). Fast & Furious 8 nel 2017 ne conquistò 14.708.426.
Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto, il sequel della commedia di successo Come un gatto in tangenziale che tra il 2017 e il 2018 ha incassato più di 10 milioni di euro? È fermo a 3.050.070.
Al momento il leader del botteghino è lo sci-fi Dune di Denis Villeneuve (uscito il 16 settembre) con poco più di 6 milioni di euro. Era un film attesissimo. Ancora ha alcune settimane per gonfiare le reti, ma mai potrà toccare gli incassi del re del botteghino del 2019, Il re leone con più di 37 milioni di euro, o del 2018, Bohemian Rhapsody con più di 21 milioni.

Nel confronto tra oggi e il 2019 pre-Covid, i botteghini lamentano una perdita di più del 50%: il mese di settembre 2021, rispetto al 2019, ha chiuso con un -55% di presenze. Da sottolineare, però, che il 2019 si era rilevato un anno più che positivo per il cinema, con incassi record.
La prima settimana di ottobre 2021, che tra l'altro ha visto il lancio di un film rimandato a lungo e altisonante, il nuovo capitolo sullo 007 No Time To Die, conferma la perdita di circa il 50%: gli incassi sono stati di 7.353.083 euro (dal 27 settembre al 3 ottobre 2021) e 1.045.710 gli spettatori, contro incassi di 13.352.114 euro e 1.983.052 presenze in simil periodo due anni fa (dal 30 settembre al 6 ottobre 2019).

La pandemia ha lasciato per strada un'ottantina di cinema

Chi si salverà? Al momento (secondo dati Anec riferiti al primo weekend di ottobre) è attivo l'88% delle strutture cinematografiche aperte nel medesimo weekend dell'anno 2019. Nelle prossime settimane sono previste ulteriori aperture dovute all'allungamento della stagione estiva, soprattutto nel Meridione, e al cambio di gestione di alcuni cinema e multisale.

Oggi sono aperti 900 cinema, per 2900 schermi, contro i 1044, per 3200 schermi, nel medesimo weekend del 2019. A regime si raggiungerà un 92-93% delle strutture del periodo pre-pandemia. 70-80 cinema, quindi, (un 7-8% dei cinema italiani) probabilmente non riapriranno più, anche se le cause non sono tutte da ascrivere alla pandemia: il Covid ha concluso l'agonia di sale già in difficoltà.

La capienza tornata al 100% è il motore che rilancia il cinema e fa ben sperare. No Time To Die.

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