3/19, Silvio Soldini e Kasia Smutniak: «Un forte viaggio emotivo»
Kasia Smutniak nel film "3/19" (Vision Distribution)
3/19, Silvio Soldini e Kasia Smutniak: «Un forte viaggio emotivo»
Cinema

3/19, Silvio Soldini e Kasia Smutniak: «Un forte viaggio emotivo»

L'attrice di origine polacca è protagonista assoluta del nuovo film del regista meneghino, ambientato in una Milano dalle anime opposte. Li abbiamo incontrati

Investendo Kasia Smutniak del ruolo di faro assoluto del suo nuovo film 3/19, Silvio Soldini si inoltra nel territorio dei senza identità e nei chiaroscuri della memoria e della perdita per raccontare una storia di rinascita e cambiamento. E intanto mette in contatto mondi opposti di una stessa Milano, anche lei protagonista di fulgenti contraddizioni.
Dall'11 novembre al cinema, 3/19 è un film che sa affascinare, perché si insinua in territori poco noti tramite lo sguardo dell'attrice di origine polacca, che sa reggere con sorprendente credibilità la camera sempre addosso: su 7 settimane di riprese, 42 giorni, solo per un giorno e mezzo Soldini non l'ha avuta sul set.

Smutniak è Camilla, un avvocato di successo, brillante e dal piglio deciso, immersa senza tregua in trattative internazionali sul filo di clausole e intese faticose dai tanti zeri. Quando torna nella sua elegante casa, di vasti spazi popolati da vasti silenzi, il rapporto con la figlia ventenne è ridotto all'osso (la interpreta una brava Caterina Forza che smentisce la «regola» de La scuola cattolica e Tre piani: in Italia ci sono anche giovani attori che sanno recitare). Ma in una sera piovosa, mentre Camilla è un po' fuori di sé proprio per un contrasto sul lavoro, mentre attraversa la strada viene urtata da un motorino con a bordo due ragazzi. Uno dei due rimane a terra: ecco il punto di svolta. Quel ragazzo, che rimarrà senza nome, non identificato, riapre una ferita del passato di Camilla, un lutto, che porta dentro di sé come una colpa. Per Camilla diventa una priorità e quasi un'ossessione identificare quel ragazzo, uno straniero, sapere da dove viene, chi può cercarlo, conoscere la sua vita. Con richiami narrativi che ricordano La ragazza senza nome dei fratelli Dardenne e Still life di Uberto Pasolini. E intanto la camera la segue, è lì, guarda con i suoi occhi.

Silvio Soldini sul set del film "3/19" (Foto: Vision Distribution)

«È il mio film con più soggettive, un po' alla Hitchcock, siamo sempre con lei» ci racconta Soldini. «L'idea iniziale era prendere questo personaggio che vive nei piani alti della città - dalla casa e dall'ufficio di Camilla si domina la città, si vedono i tetti sottostanti - e portarla poi ai piani bassi, per le strade, in metropolitana, in cantina, anche nella cantina di se stessa, dove va e ritira fuori cose del passato perché deve risolvere un problema che le sta sempre più a cuore, verso cui si accanisce».

Seguendo Camilla entriamo nell'obitorio di Milano, conosciamo il sito Labanof dove vengono pubblicate le foto dei cadaveri non identificati, esploriamo le mense dei poveri, varchiamo il Cimitero Maggiore per scoprire le lapidi scarne di «sconosciuto uomo» e «sconosciuta donna». «Questo percorso diventa il viaggio di Camilla, viaggio che ho fatto anche io e gli sceneggiatori, perché mi piace andare a verificare le cose, vederle direttamente: sono stato alle mense dei poveri, all'obitorio, a parlare con il direttore dell'obitorio…», dice Soldini, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Davide Lantieri e Doriana Leondeff, la rodata compagna di script da Le acrobate (1997), passando per il suo più grande successo Pane e tulipani (2000), fino agli ultimi film Il comandante e la cicogna (2012) e Il colore nascosto delle cose (2017).

Per Kasia Smutniak, che è mamma anche nella vita, di Sophie, avuta dall'ex compagno Pietro Taricone morto nel 2010, una full immersion emotiva. «Emotivamente è stato un viaggio forte, un po' per tutti quanti perché è un film molto intimo», ci spiega. «Questo stare addosso al mio personaggio, percepire le sue emozioni anche se è ripresa solo di spalle, fa sì che si crei con il pubblico un rapporto quasi intimo: può vivere il cambiamento di Camilla in maniera diretta. Per me è stato molto coinvolgente a livello emotivo, è un film che richiede di mettere sul tavolo cose tue che conosci solo tu. E poi giravamo in una Milano in lockdown…».

3/19 è stato girato tra aprile e maggio 2021, quando la città era in bilico tra chiusure e riaperture.

In bocca a Francesco Colella, che interpreta il direttore dell'obitorio, uomo semplice e generoso, una frase di impatto: «Fare i conti ogni giorno con la morte ti fa pensare davvero alla vita». C'è forse bisogno di un continuo memento mori per ricordarci di vivere ogni giorno con intensità? «La morte fa parte della vita» risponde Soldini. «Ormai la nostra civiltà l'ha allontanata molto ma nelle civiltà passate era molto più vicina. Adesso non ci si vuole pensare».

Nel lavoro di preparazione al film, c'è stata anche una selezione di cimiteri vista mare. Il prescelto della scena finale è stato quello di Bonassola, in provincia di La Spezia. Ed è in quella scena, e nel tour di cimiteri liguri, che per la prima volta ci si allontana da Milano. «Non poteva che essere Milano la città di Camilla, per il lavoro che fa, in uno studio legale internazionale, mi sembrava la più giusta in Italia. È anche la città più collegata con l'estero e la più proiettata verso il futuro», spiega Soldini, milanese. «E poi un'altra cosa: Milano ha due anime, da una parte l'anima del mondo degli affari e della finanza, della ricchezza dei piani alti, dall'altra l'anima dell'accoglienza e del volontariato, molto presente. Sono i due opposti».

Punti di contatto tra Kasia e Camilla? «Io ho fatto delle scelte opposte rispetto a quelle del mio personaggio, il lavoro che faccio, il tempo che dedico a questo lavoro, ho dovuto rinunciare ad affetti, alla mia famiglia» risponde Smutniak. «Ma ci sono tanti punti di incontro, inevitabilmente, sennò Silvio non avrebbe visto in me l'attrice giusta, senza conoscermi ancora, da una prima chiacchierata. Dopo il primo provino ci sono stati altri incontri, ma ha subito visto cose che mi accomunano. E in effetti ce ne sono tante, tra queste il cambiamento del punto di vista. Camilla non fa un viaggio spirituale all'estero ma, rimanendo nello stesso luogo, all'improvviso, vede tutto in una maniera diversa. Questo è ciò che mi affascina e mi riguarda di più».

Caterina Forza e Kasia Smutniak nel film "3/19" (Foto: Vision Distribution)

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