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Cinema

10 film belli su ciclismo e bicicletta

Mentre il Tour de France affastella chilometri su chilometri, rispolveriamo dieci pellicole sulla passione per le due ruote

"All American Boys" (1979) di Peter Yates

Storia di formazione e riscatto sociale, divertente ed emozionante, ma anche film sportivo avvincente, All American Boys (Breaking Away, 1979) è diretto dall'inglese Peter Yates. La sceneggiatura originale firmata dal serbo-statunitense Steve Tesich ha vinto un Oscar, a fronte di altre quattro nomination agli Academy Award ricevute (una come miglior film).
Dave (Dennis Christopher) è un neo-diplamato dell'Indiana con la passione per la bicicletta e per l'Italia. Durante una gara di ciclismo però proprio una famosa squadra italiana, la Cinzano, lo spinge fuori pista. Nel cast c'è anche un giovane Dennis Quaid. Nella squadra Cinzano un corridore è interpratato da John VanDe Velde, padre del ciclista professionista americano Christian Vande Velde. La bici da collezionisti inforcata da Dave? Una Masi Gran Criterium.

"Appuntamento a Belleville" (2003) di Sylvain Chomet

Un cartoon? Sì. Appuntamento a Belleville (Les Triplettes de Belleville, 2003) è un autentico capolavoro dell'animazione - scritto e diretto dall'animatore francese Sylvain Chomet - e anche uno dei migliori film sul ciclismo. Pochissimi i dialoghi, ha uno stile vintage e tanto cuore. Madame Souza ha un nipote apatico e triste, si disinteressa a tutto. Ha solo una grande passione: il tour de France.

"La bicicletta verde" di Haifaa al-Mansour

Ne La bicicletta verde (Wadjda, 2012) di Haifaa al-Mansour, la bici diventa un mezzo di lotta, di libertà e riscatto, di uguaglianza di genere, di dignità. In Arabia Saudita andare in bici è sconveniente per le donne. La piccola Wadjda (Waad Mohammed), bambina sveglia e un po' irriverente verso il "conformismo" religioso, vuole poter andare in bicicletta anche lei come il suo amico Abdullah (Abdullrahman Al Gohani).
Non siamo di fronte a un film sul ciclismo, ma a un'opera dai tanti significati. È anche il primo film di una regista donna saudita.

"Il vincitore" (1985) di John Badham

Lo sceneggiatore Steve Tesich dopo All American Boys torna a narrar di bicicletta, anche se con più sentimentalismo e minore efficacia. Classico film sportivo anni '80, Il vincitore (American Flyers, 1985) regala emozionanti scene in bicicletta. John Badham, il regista de La febbre del sabato sera, racconta una storia di burrascosi rapporti famigliari, malattia e passione per il ciclismo che riesce a unire due fratelli divisi. Protagonista un Kevin Costner trentenne che nello stesso anno si era fatto notare con Fangando. Insieme a David Marshall Grant partecipa alla gara ciclistica "L'inferno del West".

"La banda della BMX" (1983) di Brian Trenchard-Smith

Film australiano diretto dal britannico Brian Trenchard-Smith, La banda della BMX (BMX Bandits) è una storia di avventure giovanili, ladruncoli pasticcioni e acrobazie su due ruote. Pur coi suoi evidenti limiti, offre sequenze piacevoli e ritmate per gli amanti della BMX, particolare bicicletta da cross. Pellicola per teenager, ha una grande chicca: Nicole Kidman sedicenne, con una chioma riccissima che non riesce a domare neanche il casco.

"Senza freni" (2012) di David Koepp

"Mi piace pedalare. Scatto fisso. Niente freni". In Senza freni (Premium RushJoseph Gordon-Levitt è un Pony Express in bicicletta per le strade di New York. Assoldato per la consegna di una busta misteriosa, in sella alla sua bici ultraleggera è braccato da un poliziotto corrotto, dando vita a inseguimenti mozzafiato e ad azione a tutta velocità nel traffico della Grande Mela. Durante le riprese l'attore ha avuto un incidente urtando con la bici contro un taxi: 31 punti di sutura a un braccio. 

"Line of Sight" (2012) di Lucas Brunelle

Folli, esagerati, assolutamente da non imitare, ma così entusiasmanti. Sono i temerari partecipanti delle gare "alleycat", spericolate e informali corse di bicicletta spesso ambientate in spazi urbani con "checkpoint" da raggiungere. Tra i più estremi, incoscienti e preparati c'è lo statunitense Lucas Brunelle, che pedala contromano a tutta velocità, a zig zag tra auto affastellate, senza fermarsi a semafori o stop, munito di casco con videocamera che riprende tutto, emozioni, rischi, adrenalina. Line of Sight è il film che ne è nato nel 2012, un doc che gli italiani hanno potuto vedere al Bicycle Film Festival di Milano. 

"Totò al giro d'Italia" (1948) di Mario Mattoli

Tra Gino Bartali, Fausto Coppi e Louison Bobet, quelli veri, pronti alla corsa rosa, ecco inserirsi uno strano ciclista barbuto e tutt'altro che atletico mai visto prima: è il professor Casamandrei, ovvero l'inimitabile faccia da schiaffi di Totò. È comicità pura quella di Totò al giro d'Italia più che storia da emozioni sportive, ma la commedia di Mario Mattoli ci porta tra atmosfere d'altri tempi e tra veri idoli del ciclismo. Nel cast e in sella anche Ferdi Kübler, Vito Ortelli, Alberic Schotte...

"The Armstrong Lie" (2003) di Alex Gibney

Un'altra faccia del ciclismo, che dietro a gesti eroici e parabole umane commoventi, talvolta nasconde menzogne che oscurano tutto. Lance Armstrong è stato prima un mito e un esempio di vita, vincitore per sette volte consecutive del Tour de France dopo aver sconfitto il cancro. Ma poi ha sconvolto e deluso tutti quando è stato dimostrato il suo uso di sostanze dopanti. Alex Gibney, documentarista consumato (di cui è ora al cinema il doc sui segreti di Scientology Going Clear: Scientology e la prigione della fede), con The Armstrong Lie ordisce un atto di accusa efficace, aspramente tagliente, contro il suo protagonista senza scrupoli e contro la "cultura dello sport" che lo ha generato. 

"Una domenica all'inferno" (1976) di Jørgen Leth

Documentario danese sulla Parigi-Roubaix del 1976, Una domenica all'inferno (En Forårsdag i Helvede) ci porta dentro una delle più leggendarie corse ciclistiche. Leth cattura il dramma, il crepacuore, la fatica, le condizioni atmosferiche che torturano sui tratti di pavé. Si può rivedere la maggior parte dell'elite dei ciclisti su strada degli anni '70, ma soprattutto la sfida tra Eddy Merckx, Roger De Vlaeminck, Freddy Maertens e Francesco Moser.

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