Paola Marella: «Il mio viaggio italiano tra le case da sogno»
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Paola Marella: «Il mio viaggio italiano tra le case da sogno»
Televisione

Paola Marella: «Il mio viaggio italiano tra le case da sogno»

Intervista all'esperta d'immobiliare più nota della tv, che conduce Un sogno un affitto, in onda su Sky Uno e Now il giovedì sera. «Regaliamo al pubblico evasione e divertimento», racconta a Panorama.it. Paola Marella, che rivela di essere stata operata per un nodulo al seno

Attici vista mare, ville settecentesche nei posti più belli d'Italia, dimore hollywoodiane dove vivere una vacanza indimenticabile. È ripartito il viaggio tutto italiano di Paola Marella con Un sogno in affitto, il format realizzato da Milano Produzioni in onda su Sky Uno e NOW il giovedì sera alle 22:20 e sempre disponibile on demand. Tra terrazzi da brivido e giardini che paiono set cinematografici, l'esperta del settore immobiliare più celebre della tv, si sposta in ogni puntata in una località diversa – il 24 giugno sarà sul Lago di Garda - e al suo fianco c'è sempre un ospite dello spettacolo e dello sport (questa settimana Gabriele Cirilli). «È il mio sogno d'inizio estate: dopo un anno da dimenticare, regaliamo a chi ci guarda la possibilità di svagarsi e fare il pieno di bellezza italiana», dice a Panorama.it, raccontando la sua vita tra tv, case da rifare e qualche «inciampo» di troppo - anche a causa del Covid che le ha portato problemi al cuore - per via dei quali ha ribaltato la prospettiva con cui guarda le cose.

Paola, a parte le meravigliose case "protagoniste" di puntata, qual è il punto chiave di Un sogno in affitto?

«Il punto è il sogno, l'aspirazione. È chiaro che mostriamo abitazioni che pochi si possono permettere, ma la gente ha voglia di viaggiare ed evadere. E, perché no, di sognare in grande».

Le sceglie lei tre case in cui girate gli episodi?

«No, lo fa la casa di produzione. Un sogno in affitto sembra un programma facile da fare ma non lo è: gli accordi per certe case possono saltare all'ultimo minuto, capitano intoppi e imprevisti. La forza è avere una grande squadra alle spalle».

Di suo cosa ci mette?

«Trentacinque anni di esperienza nel settore immobiliare. Visiono tutto, mi faccio un giro accurato prima di iniziare le riprese, mi studio ogni dettaglio della casa e arrivo preparatissima. Questo mi consente di valorizzare un punto, segnalare un certo oggetto e lasciarmi per ultimo il pezzo forte, perché l'"effetto wow" non deve mancare».

In trentacinque anni di carriera, quanti immobili ha venduto?

«Pochi giorni fa mi è capitato di passare in Via Rembrandt 56, a Milano, e ho avuto un ricordo pazzesco: in quello stabile c'è il primo immobile che ho frazionato, nel 1989. Il conto di quanto e cosa ho venduto o rimesso a nuovo con decine di committenti, non l'ho mai tenuto. Ma è stata ed è un'avventura bellissima».

Cosa la entusiasma del suo lavoro?

«L'incontro con persone nuove, scoprire le loro storie, realizzare i loro desideri. E poi mi piace la creatività. I frazionamenti poi sono una storia a sé: entri nelle case della gente, ragioni con loro su come liberarle, poi t'inventi un progetto, segui passo dopo passo cantieri lunghi anche due anni. Ogni tappa importante della mia vita è stata contrassegnata da un cantiere diverso».

Qual è oggi lo stato di salute del mercato immobiliare?

«Deve fare i conti con il cambio di esigenze e di richieste dei clienti. È un po' in crisi per gli immobili più piccioli, perché dopo il lockdown le persone preferiscono stare in case più decentrate ma con più metri e possibilmente con balconi e terrazzi. Gli immobili d'epoca, invece, non risentono della crisi».

Tornando a Un sogno in affitto, in ogni puntata al suo fianco c'è una guest star, da Filippo Magnini a Max Giusti. Chi l'ha sorpresa?




«Sono stati tutti molto generosi e disponibili e sono stati delle belle scoperte umane. Ma la vera rivelazione per me è Gabriele Cirilli: non conoscevo il suo eclettismo, è un artista straordinario, canta, declama in latino. La scuola di Proietti si sente tutta».

Da Noto alle Langhe, da Venezia a Courmayuer, ha girato l'Italia per questa seconda stagione. Il suo sogno in affitto dove lo realizzerebbe?

«A Noto. Amo molto la Sicilia, la conosco abbastanza bene ma vorrei tornarci con più calma: mi colpisce ogni volta l'accoglienza dei siciliani, capaci di farti sentire come se fossi a casa tua».

Lei è stata tra le prime a parlare di case e trasformazioni immobiliari in tv, quindici anni fa. Che ricordi ha dei primi anni a Real Time?

«Ricordo che dissi alla mia socia: "Faccio tre mesi di tv, poi torno nei cantieri". Invece il successo mi è esploso tra le mani. La verità è che siamo stati i primi a parlare di qualcosa di diverso, potendo inventare da zero un tipo di tv che, almeno in Italia, non c'era. La cosa divertente è che grazie a Un sogno in affitto ho ritrovato Antonella d'Errico, Executive Vice President Programming Sky Italia, e Francesca Carravieri, Direttore Sky Uno: con entrambe ho lavorato proprio in quegli anni a Discovery».

Nonostante svariati tentativi di imitazione, lei resiste: ha capito cosa piace di lei al pubblico?

«Se ci hanno copiato, vuol dire che abbiamo fatto cose interessanti, non pensa? Quanto a me, la gente ha capito che faccio le cose con serietà, mi preparo, schivo gli eccessi e cerco sempre di parlare di case normali. Anche quando trattiamo dimore importanti come in Un sogno in affitto, trovo sempre uno spunto nel racconto che sia interessante per tutti».

Qual è la domanda che le fanno più spesso quando la fermano per strada?

(ride) «Ovviamente mi chiedono dei capelli. Vogliono sapere se sono miei o è una parrucca, perché li porto così e se cambierò look».

E lei cosa risponde?

«Che ho cambiato molto fino a trovare ciò che mi piace tanto e dunque resterò così fino a quando mi piacerà. Da giovane ho fatto di tutto, dalla permanente ai capelli arancioni con l'henné. Ventitré anni fa iniziai a diventare bianca e il mio parrucchiere mi suggerì un nuovo taglio e un gioco di colori. Ogni tanto accorcio o cambio lunghezza, ma non tradisco il mio look».

Del resto, la sua immagine è estremamente identitaria.

«Pensi che quando firmai il primo contratto con Discovery, c'era una clausola che m'imponeva di non cambiare il taglio dei capelli. Poi l'ho fatta togliere: mi piaccio così, ma voglio essere libera di cambiare in qualsiasi momento».

A proposito di tv: quanti reality le hanno chiesto di fare?

«Direi tutti, dall'Isola al Grande Fratello Vip, ma è qualcosa che non mi sento di fare, non fa parte della mia vita. Mi sentirei fuori luogo: di fatto sono riservata, mi piace stare nel mio mondo, parlare di ciò su cui sono preparata. Non saprei inventarmi televisivamente in maniera diversa».


Paola Marella e Gabriele CirilliUfficio Stampa Sky


Quest'estate cosa farà?

«Mi godrò Formentera, che è il mio buen retiro da diversi anni. Dopo un inverno pesante, mi prendo un po' di riposo: purtroppo ho contratto il Covid e nonostante sul momento non abbia avuto sintomi gravi, il virus ha lasciato strascichi con un coinvolgimento importante del cuore».

Oggi come sta?

«Ho completato gli ultimi accertamenti e si è sistemato tutto. Ma non è stato semplice affrontare tutto da sola: sono stata curata a casa con una terapia, nonostante non ci fosse un protocollo chiaro, poi purtroppo sono sopraggiunte una miocardite e una pericardite che ho curato al meglio grazie al mio cardiologo e ad una brava ematologa. Sono stata fortunata».

Dal punto di vista psicologico, affrontare in solitudine questa situazione l'ha segnata?

«Ero sola ma ho sentito l'affetto della mia famiglia e dei miei amici e questo mi è servito. Poi, avendo avuto un po' di inciampi nella vita, non perdo mai la lucidità e tendo ad essere molto razionale. Sarà un retaggio dell'educazione di mio padre, che era un ingegnere meccanismo, un tipo quadratissimo».

Non ha mai avuto paura?

«Certo che sì. L'ho avuta nel 2012, quando fui operata per la prima volta di un tumore al seno. E purtroppo anche lo scorso anno: è la prima volta che ne parlo, ma il 21 marzo del 2020 mi hanno tolto un altro nodulo, che per fortuna è poi risultato essere di natura benigna. Mi sono potuta operata in piena pandemia solo perché avevo un'assicurazione sanitaria. E devo tutto alla prevenzione, cerco di seguire uno stile di vita sano e mi controllo spesso perché purtroppo deve tenere conto del fattore ereditarietà».

Le ha parlato diverse volte del tumore e ha mostrato anche la cicatrice dell'operazione. È stato il suo modo per sfidare il tabù della malattia?

«La prima operazione la affrontai ai tempi di Cerco casa e girai per mesi con i drenaggi addosso ma non ne parlai per pudore e perché non mi piaceva l'idea di esibire il mio privato. Poi però ho trovato le parole giuste per farlo: il messaggio che dobbiamo lanciare è che non dobbiamo avere paura, che non siamo soli, che purtroppo la malattia arriva ma oggi grazie alla scienza sappiamo come affrontarla».

Lei ha raccontato anche il tumore al seno metastatico in un programma che ha condotto su La7. Qual è il ricordo più forte di quell'esperienza?

«L'incontro con Ilaria, una donna che scoprì di essere malata di tumore quando il figlio aveva appena 3 mesi. La sua forza, la energia e il suo modo di ispirare positivamente le altre donne, mi hanno travolto. Purtroppo è morta all'inizio di quest'anno. Per questo voglio lanciare con forza un messaggio: per via del Covid, troppe persone non vanno più negli ospedali a fare le visite specialistiche e anche l'accesso alle cure è complicato. Dobbiamo ritornare subito a curarci e a fare prevenzione».

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