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Televisione

Ilary Blasi: «Star in the star, le polemiche, l'ironia come stile di vita»

Intervista alla conduttrice del nuovo celebrity talent al via su Canale 5 da giovedì 16 settembre. «In tv sono anni che non s'inventa niente da zero», racconta a Panorama.it alla vigilia del debutto. In giuria Claudio Amendola, Marcella Bella e Andrea Pucci

Rischiare, mettersi in gioco per spiazzare sé stessa prima che gli altri. Ilary Blasi è un «animale televisivo» strano: gioca con gusto, non ha paura dai passi falsi e non è tra quelle che smaniano per essere in video a tutti i costi. Ma quando Mediaset chiama, lei risponde. Così giovedì 16 settembre debutta su Canale 5 con una novità assoluta per l'Italia, Star in the star, in cui dieci concorrenti vip verranno trasformati in altrettante leggende della musica italiana e mondiale grazie alla ricostruzione del volto con artifici in silicone. A commentare le performance e a cercare di scoprire l'identità dei vip in gara, una giuria composta da Claudio Amendola, Marcella Bella e Andrea Pucci. «Durante le prove ero concentrata, cercavo di cogliere indizi e dettagli ma la verità è che non c'ho capito nulla», svela la Blasi a Panorama.it, rispondendo alle polemiche della vigilia sulle presunte somiglianze con Tale e Quale e Il cantante mascherato.

Lei che star vorrebbe essere se fosse una dei concorrenti?

«Madonna, o Lady Gaga. Mi piace esagerare, il profilo basso lo trovo noioso».

Pochi mesi dopo L'Isola dei Famosi torna in tv con un titolo tutto nuovo. Le piace azzardare?

«Mi piace rischiare, è il sale della vita. Non mi devo annoiare, io sono la prima a dovermi divertire quando faccio un programma. Sono stata nella zona di comfort per undici anni con le Iene e ad un certo punto ho detto basta».

E che ha fatto?

«Ho accettato nuove sfide, mi sono tolta le mie soddisfazioni. Mi gioco le mie carte, delle volte va bene, altre va male. Ma a questo punto della mia vita, a 40 anni, che mi frega di qualche scivolone: io provo a fare tutto al meglio e a godermi le cose».

Quanto c'ha pensato prima di dire sì a Star in the star?

«C'ho riflettuto il giusto, roba di qualche settimana, anche perché lì fuori c'è la fila: appena ti sposti, passa il numero dopo e chissà quando ricapita il tuo turno. Scherzi a parte, valuto bene ogni progetto. Non soffro di bulimia da video, non devo esserci a tutti i costi e dunque cerco di fare le scelte giuste».

È la prima volta che si cimenta con la conduzione di un talent, in questo caso in chiave celebrity. Tra poche ore debutta: cosa la incuriosisce di più?

«Capire che sinergia e che dialogo si creerà con i giudici. Sia tra loro tre che tra me e loro. Il clima giusto è fondamentale per un programma: io non li conosco bene, ho un po' più di confidenza con Andrea Pucci, ma m'incuriosisce creare un rapporto ex novo: all'Isola, per dire, non conoscevo Zorzi, Iva Zanicchi e la Lamborghini, ma è scattato il feeling. In questo lavoro stai a contatto così stretto che se non scatta l'alchimia è un problema enorme. Poi quando scatta si crea un legame che pare duri da sempre anche se ti conosci solo da venti giorni».

Dica la verità: lei conosce l'identità dei concorrenti?

«Ma è pazzo? Per come sono fatta, come minimo avrei già spoilerato i nomi. Li conoscono solo in pochi della produzione e non me li hanno voluti dire per evitare che mi sfuggissero. Questi poveretti praticamente vivono blindati». (ride)

Qualche piccolo spoiler però c'è stato…

«Non li ho letti e comunque non c'ho capito niente: sono entrata alle prove convinta di cogliere indizi e dettagli ma alla fine mi sono lasciata trascinare delle esibizioni, che sono davvero spettacolari».

Intanto Star in the start è al centro delle polemiche per le similitudini con Tale e Quale Show e Il cantante mascherato. Che effetto fa sapere che un suo programma è diventato un caso politico ed è finito addirittura in Commissione di Vigilanza Rai?

«Guardi, le polemiche fanno parte del gioco e la risposta più facile da dare è il solito "nel bene o nel male purché se ne parli" (dice ridendo, ndr). La verità è che sono concentrata più sul programma che sulle polemiche. Guardo nel mio orto, non in quello altrui: quando mi hanno fatto vedere il format – nella versione tedesca – ho provato a capire quanto la mia conduzione si potesse adattare al programma, non quanto somigliasse ad altri show».

Il direttore di Rai1 Coletta ha detto di non aver gradito la collocazione, Carlo Conti invece ha parlato di polemiche inutili: «Può capitare che ci siano programmi che, sulla carta, hanno meccanismi e sfumature simili. In tv c'è spazio per tutti».

«La penso esattamente come Carlo, c'è posto per tutti. Lui è un professionista serio e un uomo intelligente. E poi diciamolo: in tv sono anni che non s'inventa niente da zero ma il conduttore e gli autori possono comunque dare un twist imprimendo un'identità diversa a un programma».

Ma lei è davvero così ferma e distaccata come appare? Sembra che nulla la scalfisca.

«Semplicemente gestisco bene le emozioni, non sono ansiosa e certamente essere un po' cinica mi aiuta a ridimensionare ogni cosa».

È più fredda o più cinica?

«Fredda no, mai. Il cinismo invece è un po' la mia chiave di lettura della vita. Ma guardi che sono così anche con i miei figli e con mio marito (Francesco Totti, ndr). Ho coltivato da sempre il sarcasmo, l'ironia e l'autoironia: non ci credo mai fino in fondo, smorzo ogni situazione. E chi pensa che reciti un personaggio sbaglia: sono questa ogni giorno, istintiva, spontanea, qualche volta pure troppo. Poi in tv cerco di darmi un limite, perché in casa sono pure peggio».

I vip del Grande Fratello li prendeva bonariamente in giro, quelli dell'Isola pure. Farà lo stesso con quelli di Star in the star?

«Cominciamo con i giurati, poi passo ai cantanti in gara (ride). Scherzo, ma se mi diverto io per prima, si diverte anche il pubblico».

Vent'anni fa esatti la svolta della sua carriera: diventava letterina di Passaparola. Lo farebbe da conduttrice?

«Non lo so, perché non ho mai fatto i quiz e non so se ne sarei capace. Magari mi divertirei…ma non voglio mettere le mani dappertutto: è un attimo che la gente si scocci di te».

Lì conobbe anche Silvia Toffanin, ancora oggi una delle sue più care amiche.

«Una delle poche famose. Non frequento il jet set, non sono mondana e non ho frequentazioni "famose": tranne Silvia e Morena Salvino, anche lei ex letterina, tutte le mie amiche sono persone che fanno lavori lontani dai riflettori»

Diceva di non aver mai condotto un quiz: c'è un genere che le piacerebbe sperimentare?

«Soddisfazioni direi che me ne sono tolte parecchie e tutto ciò che volevo fare, l'ho fatto. In questo momento non ho mire particolari. Mi piace il varietà di una volta con gli ospiti, il corpo di ballo, le grandi scenografie. Ma io non sono una showgirl, sono tutto e non sono niente. Che faccio, la Pippo Baudo?».

C'è un sì di cui si pente?

«Mi pento ogni volta che vado in onda. Mi dico sempre: "perché sto qui, chi me l'ha fatto fare". Ma il senso di responsabilità mischiato all'adrenalina è quella roba che ti tiene viva. È una droga naturale».

E un'occasione mancata di cui si pente?

«No, perché per ora penso di non essermi persa nulla e di essermi goduta tutte le mie scelte. Se mi sono persa qualcosa è perché non me l'hanno proposta (ride

Nel 2006 ha fatto Sanremo con Giorgio Panariello. Lo rifarebbe?

«Quando andai via, dissi a un'amica: "Io qui ci tornerei volentieri". Avevo 24 anni e mi sono tolta una gran bella soddisfazione che mi è rimasta nel cuore. Lo rifarei da conduttrice, magari in una versione tutta al femminile, ma non dipende da me: questo è un lavoro in cui coincidenze e occasioni giocano un ruolo fondamentale».

Su Instagram si è divertita con un piccolo format, Fashion or Trashion, in cui lei e i suoi ospiti commentavate in maniera irriverente i look dei famosi. Qualcuno se l'è presa?

«Macché, non ci si filava nessuno. Era un gioco nato per noia, durante la pandemia: io sui social magari ci sto un mese, poi sparisco per due perché mi annoio, mi sembra tutto già visto e stravisto. Ci siamo divertiti a cazzeggiare un po', tutto qui».

Durante una puntata disse: «Da Barbara D'Urso non possiamo salvarci, invade tutti i giorni le nostre case». E giù titoloni sui siti. Se l'è presa?

«Macché, è troppo intelligente per cadere nelle trappole dei social. E poi un minimo di ironia dai, era un gioco sui look mica un insulto. Non vorrei che dopo il body shaming passassimo al fashion shaming».

Tornado alla tv: state già lavorando al cast della nuova Isola dei famosi?

«Con calma, la prego. Ora ci concentriamo su Star in the star, poi parleremo dell'Isola. E poi questo è un lavoro strano, tutto può succedere da qui a marzo».

Mediaset ha acquistato i diritti de La Talpa: è un programma che le piacerebbe fare?

«Direi che è già un anno intenso, mi posso anche levare dalle scatole per un po', altro che Talpa».

Ultima curiosità: quando lei non è a casa, delle vostre sette capre chi se ne occupa?

(ride) «Si autogestiscono, brucano sulla collinetta, brigano tra di loro, sono indipendenti. Ho già tre figli, un marito, i naufraghi e adesso i cantanti, se dovessi stare dietro pure alle capre impazzirei».

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