Elisabetta II, le serie che amava di più e il rapporto complicato con la tv
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Elisabetta II, le serie che amava di più e il rapporto complicato con la tv
Televisione

Elisabetta II, le serie che amava di più e il rapporto complicato con la tv

I documentari, gli scontri con la BBC, la sua unica intervista: per non violare la sacralità della Monarchia, la Regina ha sempre tenuto le telecamere a giusta distanza. Ma da spettatrice ha invece amato i quiz e le serie, su tutte Downtown Abbey

Elisabetta II ha fatto la storia, la televisione l’ha raccontata. Eppure la Regina, scomparsa ieri a 96 anni, ha sempre mantenuto un sobrio distacco dal piccolo schermo, con cui ha sempre avuto un rapporto complicato e altalenante: c’era sempre, anche quando avrebbe voluto non esserci, presenza fissa ogni Natale dal 1957 al 2021 e poi nei momenti più complicati della vita politica e sociale della Nazione (24 milioni di spettatori per il discorso straordinario sull’emergenza Coronavirus, nell’aprile del 2020). Ma più che da protagonista, tanto da aver concesso una sola intervista nella sua vita, la Sovrana amava la tv da spettatrice: ecco le serie e i programmi che preferiva.

Elisabetta II e il boom di ascolti per la sua incoronazione

La BBC è nata nel 1922, quattro anni prima di Elisabetta II, che con la British Broadcasting Company ebbe il suo primo incontro all’età di 14 anni, quando nel 1940, in piena Seconda Guerra Mondiale, parlò alla radio ai giovani del Commonwealth evacuati dal Paese. Ma il vero e proprio esordio in tv coincide con la sua incoronazione, nel ’53: a Palazzo sconsigliavano la diretta, ma il Principe Filippo insistette perché le telecamere riprendessero tutto. Un’intuizione perfetta, un primo tassello per svecchiare la Monarchia. La cerimonia «fu seguita in 8 milioni di abitazioni e si stima che altre 10 milioni di persone fossero ospiti di amici e parenti per assistere all’evento», scrive Lavinia Orefici nel suo libro Elisabetta II dalla A alla Z (Piemme). E proprio quella diretta fece impennare le vendite dei televisori in Gran Bretagna, passando da poco più di 700mila a oltre 3,2 milioni di apparecchi. Ma ogni sua apparizione era un successo di pubblico, dai discorsi di Natale – trasmessi ininterrottamente dal 1957 e seguiti sempre da oltre 10 milioni di spettatori– all’ultimo evento pubblico, il Giubileo di Platino per i suoi 70 anni sul trono che nel mondo è stato visto da oltre 250milioni di persone.

Il rapporto complicato con la tv e la sua unica intervista

Ma nel corso del suo lunghissimo regno, il rapporto tra la Regina e il piccolo schermo è stato complicato e tutto sommato distaccato. Un po’ per non violare la sacralità della Monarchia, un po’ per preservare quell’alone di mistero che ha sempre accompagnato la famiglia reale più potente del mondo, Elisabetta II ha sempre tenuto le telecamere a giusta distanza. La BBC ha ovviamente raccontato i momenti più importanti della sua vita e c’è stata anche qualche incursione nel privato, ma solo quando era lei a concederlo. Tanto che dopo il celebre documentario Royal Family, del 1968, con le telecamere ammesse a filmare alcuni spezzoni della blindata vita reale, bisognerà attendere fino al gennaio del 2018 per la sua prima e unica intervista televisiva. Che The Queen concesse per raccontare il giorno della sua incoronazione, nel doc The Coronation, in cui si raccontò ad Alastair Bruce in maniera inaspettatamente informale con dettagli sulla scomodità della carrozza o sulla pesantezza della corona: «Sì, è pesante al punto che il collo si spezzerebbe se guardassi in basso per leggere i discorsi», ironizzò la Sovrana. Che almeno due volte, nel 2007 e poi nel 2021, ebbe degli scontri frontali con la BBC cui chiese di stoppare due documentari sgraditi: il primo era su di lei (ma l’emittente trasmise un trailer fake con tanto di falsa lite con la fotografa Annie Leibovitz), il secondo sul nipote Harry a causa del quale pensò persino di rompere i rapporti con la BBC.

Le serie tv preferite (su tutte Downtown Abbey)

Da spettatrice, invece, la Regina aveva gusti molto più pop di quanto ci potesse aspettare. Non mancava mai di guardare i programmi di informazione (su tutti News at Six, sulla BBC) ma, soprattutto durante i soggiorni invernali ed estivi, guardava anche il quiz show Pointless e persino le soap. La sua preferita era EastEnders, seguitissima da milioni di spettatori, ma le piaceva anche Emmerdale, tanto che nel 2002 visitò il set della fiction vicino a Leeds e proprio poco prima del suo arrivo scoppiò un incendio. Ma sul fronte delle serie tv, la sua preferita era senza dubbio Downton Abbey: secondo alcuni insider ogni domenica sera si piazzava davanti alla tv con il principe Filippo per gustarsi i nuovi episodi e qualche volta interveniva rilevando dettagli sbagliati sulla ricostruzione di Highclere, il castello dov’era allestito il set, un posto che lei conosceva bene. «Ogni estate nella residenza scozzese di Balmoral venivano recapitate intere casse di dvd con i programmi preferiti di Elisabetta», rivela ancora Lavinia Orefici. Tra questi anche Doctor Who, serie che ha guardato fin dagli anni ’60, e persino X Factor.

I dubbi della Sovrana su The Crown

Ma la domanda delle domande è: Elisabetta II ha mai guardato The Crown, l’iconica serie Netflix che racconta la sua storia e quella della sua famiglia? Dare una risposta secca, è impossibile, visto che diversi membri della Royal Family hanno espresso pubblicamente malumori per la virata della sceneggiatura della serie. Pare che fino ad un certo punto la Sovrana abbia seguito le puntate assieme al figlio Edoardo e all’amata nuora Sophie: «L’ha davvero adorata, sebbene abbia trovato che alcune parti siano state sottoposte ad un’eccesiva drammatizzazione», rivelò una fonte anonima. Le cose poi avrebbero preso una piega ben diversa: prima il principe Carlo ha fatto sapere «di non essere affatto come mi dipinge Netflix», poi il figlio William ha polemizzato per la ricostruzione fatta della vita della madre, Diana Spencer, e pare che dalla quarta stagione in avanti anche la Regina abbia smesso di guardarla, indispettita dalla ricostruzione della vita della sua famiglia fatta dagli sceneggiatori.

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