Antonella Clerici: «Torno in tv con l'entusiasmo di un'esordiente»
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Antonella Clerici: «Torno in tv con l'entusiasmo di un'esordiente»
Televisione

Antonella Clerici: «Torno in tv con l'entusiasmo di un'esordiente»

Intervista alla conduttrice da lunedì 28 settembre al timone di È sempre mezzogiorno, in onda dalle 12 su Rai 1. «Sarà come un ritorno a casa», svela. «Prima di accettare ho chiesto consiglio a mia figlia Maelle». A novembre debutta con The Voice Senior

Antonella Clerici si è ripresa il mezzogiorno di Rai1. È la sua comfort zone, quella dove ha puntellato la sua carriera stringendo un patto d'acciaio con il suo pubblico, quella in cui ha cucinato, ha riso, ha fatto gaffe iconiche, ha pianto rivelando di essere incinta e pure quando le hanno tolto (per poi ridargliela) La prova del cuoco. Dopo due anni di panchina – al netto di qualche incursione – da lunedì 28 settembre debutta con È sempre mezzogiorno, format tutto nuovo in cui si cucina, si gioca, si chiacchiera attorno ai fornelli in un clima da pranzo in famiglia. «Porto in tv la mia casa nel bosco», anticipa la Clerici a Panorama.it.

Antonella, è una vigilia di agitazione o di felice consapevolezza?

«Sono agitata com'è giusto che sia prima di ogni debutto. Ma ho superato la fase in cui venivo assalita dalla preoccupazione: vivo un'altra stagione della vita».

Considera È sempre mezzogiorno l'inizio della tua seconda vita professionale?

«No, non so se è una nuova vita. Per la prima volta ho chiesto un solo anno di contratto, poi vedremo».

Il ritorno al mezzogiorno di Rai 1 cosa significa per lei?

«Non una rivincita, come qualcuno ha scritto. Piuttosto sarà come tornare a casa: è come indossare un abito che mi sono cucita addosso».

A proposito di casa: è vero che inizialmente il programma si doveva fare nella casa in cui vive, ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria?

«Sì, è vero. L'idea era di proporre qualcosa di diverso, un progetto più piccolo, portando il pubblico nella mia casa nel bosco e facendo conoscere una zona molto bella e poco conosciuta, quella tra l'appennino piemontese e quello ligure, che è selvaggio come l'Aspromonte. Ma il Covid ha stravolto via tutti i piani».

Ci ha messo del suo anche il direttore di Rai 1, Stefano Coletta, che le ha chiesto di tornare a fare un programma quotidiano.

«Mi ha spiegato che voleva rinnovare il mezzogiorno di Rai 1. Anche lui era d'accordo a realizzarlo da casa mia, perché era un'idea diversa, ma sarebbe stato problematico far spostare trenta persone al giorno da Milano, soprattutto con il rischio di nuovi lockdown parziali. Così farò la pendolare io tutte le mattine».

A È sempre mezzogiorno si parla, si cucina e si gioca. Con i quiz telefonici tornano le sue iconiche gaffe?

(ride) «Temo di sì, perché sono spontanee non le preparo. Il problema dipende spesso dalla diffusione in studio: le chiamate si sentono male e io traviso. Detto questo, mi piace il dialogo con la gente comune, perché mi porta in mondi nuovi e si mette in gioco più di un vip. Visto che non avremo pubblico in studio, almeno giochiamo al telefono. Per altro tutti i giochi sono già sponsorizzati e le telepromozioni sono piene: significa che c'è attesa sul fronte della pubblicità».

Si è parlato di un'ipotetica faraonica scenografia. È vero?

«Non c'è nulla di faraonico. La scena è molto essenziale, con un maxi led che trasmette le immagini in diretta dal bosco. Il resto del set è una scena fiabesca, con gli alberi del fantabosco e una veranda per dare profondità che guarda al bosco: mi piace l'idea di stabilire un contatto con la natura».



Al centro dello studio c'è invece una cucina.

«Una sola, molto grande, ma non ci saranno sfide o gare. La cucina è il mio divano, dove si chiacchiera, si parla, si mangia e si accolgono gli ospiti. Io metterò le mani in pasta, all'occorrenza».

Rivedremo i cuochi de La prova del cuoco?

«Alcuni sì, perché sono diventati miei amici. Ma ruoteranno tanti volti più o meno noti. Come Lorenzo Biagiarelli, con il cestino dei suoi prodotti speciali, la giornalista Angela Frenda che ogni tanto verrà a raccontarci gli amori in cucina e le ricette vip. Tutti i giorni ci sarà Fulvio Marino, il panificatore, mentre il venerdì faremo la scuola di dolci con Luca Montersino».

E poi ci saranno anche tre donne speciali.

«Sì, due nonne molto beat e dinamiche, e una zia di nome Cristina che sarà un po' la mia tata in cucina. E poi c'è Alfio, che ho conosciuto quattro anni fa mentre guidava un trattore vicino casa mia. Lui mi guardò come per dire "cosa ci fa questa nelle mie valli?". Io invece dissi a Vittorio (Garrone, ndr), il mio compagno: "Se farò una trasmissione, lo voglio con me". Sarà il factotum di casa».

Sua figlia Maelle che consigli le ha dato?

«Mi sono confrontata molto con la mia famiglia prima di accettare. "Se vuoi dico di no, non devo dimostrare niente a nessuno", le ho detto. "Sei nata per lavorare, ti ammali se resti a casa", mi ha risposto ironica. Ha 11 anni ma una personalità forte: è intelligente, sensibile. Ha il senso del valore delle cose e cucina meravigliosamente bene».

Risponda con sincerità: quanto ha sofferto la mancanza dal video in quest'anno e mezzo di assenza "subita"?

«Non ho avuto la mancanza del video perché ho tanti interessi e mordo la vita, quella vera, fuori dagli studi tv. In lockdown ho scoperto con piacere un modo per me nuovo di comunicare con le persone, via Instagram: è stato confortante, c'era un interscambio vivido e ho capito una cosa fondamentale».

Quale?

«Che volevo fare una televisione in cui attuare una dose di gentilezza in più: voglio fare una tv accogliente».

Capitolo ascolti: aspettative?

«Non butto lì numeri a caso. Siccome questo programma nasce da una mia idea, mi assumo la responsabilità di ciò che faccio: se va bene sarà merito di tutti, se va male solo colpa mia».

Davvero non ha l'ansia dello share?

«Non può essere tutte le mattine un esame di stato. Il quotidiano può avere alti e bassi, all'inizio ci sarà un po' di curiosità, poi ci vorrà tempo per mettere a punto la macchina. Più che agli ascolti, penso a portare in video me stessa, senza maschera e con le mie fragilità: è un patto che ho stretto anni fa con il pubblico. Ecco, oltre agli ascolti spero di ritrovare l'affetto di chi mi segue».

Sua Mamma non c'è più da molti anni: oggi cosa penserebbe di lei?

«Penso sarebbe fiera di me, della donna che sono diventata. E sarebbe felice della mia carriera, visto che lei sognava di fare l'annunciatrice».

A proposito di carriera: come si fa a durare per 35 anni come ha fatto lei, senza stop bruschi?

«Ho capito presto che la testa è più forte di tutto, che devi trovare un equilibrio, capire chi ti vuole trascinare in giù e allontanarlo. Ma non c'è un segreto: tutti hanno momenti di gloria e momenti di down e penso che il mio successo sia durato anche più della media. C'è stato un mio ventennio da re Mida, con la Prova del cuoco e Sanremo. La parabola poi è inevitabile per tutti».

C'è qualcosa che si rimprovera?

«Non ho rimorsi, non rimpiango nulla: ho fatto qualche insuccesso seguendo qualche consiglio sbagliato, ma ho rischiato anche molto. Ecco, penso però a Sanremo Young: se ci avessi creduto e se l'avessimo protetto, avrebbe potuto crescere e durare».

Dai baby talenti di Ti lascio una canzone passerà a quelli over di The Voice Senior, in onda in autunno in prima serata.

«Registreremo The Voice tra ottobre e novembre, che per me saranno due mesi intensi. Regaliamo a questi talenti over, che non hanno l'ambizione di sfondare nella musica, un momento unico nella vita. Ma voglio uno show caldo, non asettico».

Nei due anni in cui ha messo in pausa la tv, è stata corteggiata da altre emittenti?

«Un po' da tutti. Ed è stato bello scoprirlo ma sono monogama e fedele alla Rai. Non ho mai giocato al rialzo, nemmeno economicamente».

Da anni si dice: "La bolla della cucina in tv sta per scoppiare". Invece i cooking show si moltiplicano. Perché?

«Perchéla cucina fa parte del nostro dna, è un argomento senza fine, è una sorta di comfort zone. E pensare che quando volevo fare la Prova del cuoco nessuno mi ascoltava e ho rotto le scatole a mezza tv per riuscire a farlo. Personalmente mi piacciono i cuochi ma non gli chef star».

Lei portò su Rai 1 il reality Il ristorante, in cui un gruppo di vip gestiva un locale. Lo rifarebbe?

«Lo rifarei subito, anche domani mattina. Allora avevamo molti vincoli, non si potevano mostrare i marchi. Ma era un programma con grandi potenzialità, faticoso ma molto innovativo. Il cast era composto da caratteri assurdi e il dietro le quinte era una bomba».

Lei appare sempre composta e impeccabile: ma qual è il lato trasgressivo della Clerici?

(ride) «Me lo chiedono spesso ma il massimo della trasgressione è mangiarmi le unghie. Ma guardi che nell'ambiente non vedo grandi trasgressioni tra i colleghi: chi vuole durare deve avere carattere, devozione a questo lavoro e una dose massiccia di pragmatismo».

Chiudiamo giocando. Con chi cucinerebbe a È sempre mezzogiorno: Benedetta Rossi o Benedetta Parodi?

«Inviterei la Rossi, perché raccontando la morte del suo cane Nuvola, mi ha fatto rivivere il dolore per la morte del mio Oliver. Ma la Parodi mi sta molto simpatica».

Antonino Cannavacciuolo o Carlo Cracco?

«Cannavacciuolo, perché lo vedo più simile a me: è uno da porzioni abbondanti. Cracco è più chic».

Elisa Isoardi o l'ex direttore di Rai 1, Teresa De Santis?

(ride) «Elisa, senza dubbio. Tutti pensano che siamo in lite ma in realtà abbiamo un buon rapporto: è una brava professionista e le auguro il meglio. Ma se incontrassi la De Santis non avrei problemi a dirle ciò che penso: "All'inizio ci sono rimasta molto male, ma adesso ti ringrazio"».

Perché la ringrazia?

«Perché mettendomi in panchina mi ha dato modo di fermarmi a riflettere. Mi sono centrata, ho ritrovato l'entusiasmo che avevo perso negli ultimi anni: quando entrerò in studio da lunedì, il pubblico rivedrà il mio solito luccichio negli occhi e troverà la solita Antonella».

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