Saturnino, Satelliti
Saturnino, foto Andrea Lombardo
Saturnino, Satelliti
Musica

Saturnino: «Il basso, la mia voce»

Cinque nuove canzoni nel segno del beat e del groove: tra elettronica, house e disco music. Le nostre preferite? Mimas e Milano

«Abbiamo iniziato a registrare le nuove canzoni nel dicembre del 2019. L'elemento scatenante è stato il party per i 60 anni di Pierpaolo Peroni all'Apollo. Ero lì insieme ad altri amici, tra cui Claudio Cecchetto e Davide Ferrario, e mi sono divertito tutto la sera perché ho ascoltato un sound particolare: la storia della house che incontrava il meglio della disco music. Dopo un paio di giorni, Pierpaolo mi ha detto: "dovresti farlo tu un disco così, con quel suono» spiega Saturnino raccontando la genesi del suo nuovo mini album, Satelliti, pubblicato da Rollover Milano Records.

"Sono entrato in studio con Davide e abbiamo iniziato a registrare prendendo dei campioni non delle semplici reference. Solo che al posto delle voci che rappano e cantano, c'è il mio basso» continua, raccontando del suo lockdown milanese: «Da solo a casa con il mio cane ho scoperto la solitudine che, come diceva Fabrizio De Andrè, regala forme di libertà inaspettate. Ho suonato tantissimo, anche se sono sempre più convinto che la musica non si debba fare in casa, perché la musica è prima di tutto condivisione. Bisogna farla dal vivo. Auspico al più presto un ritorno alla sana normalità: palchi, transenne, caldo, sudore, luci. Ce n'è bisogno...» sottolinea.

«Un settore, quello dell'intrattenimento live, di cui le istituzioni si sono scordate. Ho parlato con Arturo Brachetti: lui va in scena in teatro in tutto il mondo da solo, ma con lui lavorano 15 persone. Detto questo, è facile immaginare quanta gente sia coinvolta nella produzione di un concerto medio/grande... Senza dimenticare poi che uno spettacolo regala benessere al corpo a dalla mente. Assistere ad un bel concerto condividendolo con una persona che si ama è benzina per l'anima».

Il primo singolo tratto da Satelliti è Milano, un pezzo in cui le linee del basso si intersecano con quella vocale che ripete il mantra del Made in Italy milanese: «Da tempo ricevo molti complimenti per il timbro di voce. Me lo dicono molti di quelli che ricevono i miei messaggi vocali. Così, in studio, al posto di fare uno, due, tre, prova, ho iniziato a dire "Milano" sul ritmo del pezzo. Poi, mi sono venute in mente le prime tre parole che di solito si pronunciano quando vuoi comunicare con un tono un po' fighetto quanto sia forte e cool questa città: "Milano, la moda, design, l'architettura". L'ispirazione stava nel fatto che avremmo dovuto esibirci ad un party durante il Salone del Mobile. A parte l''ironia, Milano è e resta un motore formidabile, è una città che io consiglio a qualunque giovane abbia voglia e intenzione di realizzare dei progetti. Per chi ha un'urgenza creativa, Milano è la città giusta».




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