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(Ansa)
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Musica

Salmo, il «non artista» senza regole

«Non definitevi artisti se poi non avete le palle per infrangere le regole» risponde il rapper a chi lo critica per lo show improvvisato e senza distanziamento a Olbia. Ma Ermal Meta e molti altri non ci stanno

«Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato esattamente come le spiagge, gli assembramenti per la finale degli Europei andavano bene, il mio concerto gratuito no. Ora avete una persona con cui pendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le palle per infrangere le regole». Parola di Salmo, che così ha replicato ai colleghi che avevano criticato la sua scelta di tenere un concerto gratis ed improvvisato ad Olbia non esattamente conforme alle regole anti Covid (la procura di Tempio Pausania ha aperto un'inchiesta contro ignoti). Migliaia di ragazzi accalcati sotto il palco per tre quarti d'ora, in gran parte senza mascherine: questa la scena immortalata dalle centinaia di video che circolano in rete.

L'esatto opposto di quello che le "famose regole" impongono per gli spettacoli dal vivo. Nella tempesta di interventi sui social, da Fedez ad Alessandra Amoroso, brilla la reazione di Ermal Meta. Ironica, puntuale, azzeccata nei tempi e nei modi: «Ho appena scoperto di non essere un artista perché rispetto le regole».

Ecco, il punto è questo: rispettare le regole per i concerti in tempo di pandemia non è un optional. Rispettarle, pur magari non condividendole, non sminuisce lo status di artista. Anzi, esalta quello di cittadino che fa la sua parte. C'è una salute pubblica da tutelare, ci sono i contagi da tenere sotto controllo e poi ci sono le migliaia di musicisti e promoter che cercano faticosamente di far quadrare i conti organizzando in tutta Italia spettacoli ad afflusso ridotto garantendo le norme di sicurezza, il distanziamento e il controllo dei Green Pass. Non sono servi del potere, ma artisti e professionisti dello spettacolo, che, a proposito di attributi, resistono e ci provano. Nel rispetto delle norme e degli spettatori...

Dulcis in fundo: tra le polemiche scatenate dallo show estemporaneo di Olbia, come era ovvio, anche quelle relative all'autorizzazione dell'evento: «Non si rimedia ai danni di un incendio appiccandone un altro. Il concerto improvvisato ad Olbia con l'intento, almeno così è stato detto, di sostenere le popolazioni danneggiate dai roghi, potrebbe averne acceso un altro, pandemico, considerata la grande folla di giovani accalcati e privi di protezione» ha dichiarato il presidente della Regione Christian Salinas «Un grave e pericoloso errore. Come è un errore affermare che l'evento sia stato autorizzato dalla Regione...».

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