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Michael Bublé: perché Christmas è diventato l'album natalizio di maggior successo

I segreti del capolavoro del crooner canadese che, con 12 milioni di copie vendute, è diventato un classico di Natale

A Michael Bublé è universalmente riconosciuto il merito di aver rilanciato all'inizio degli anni Duemila un genere musicale, il pop-swing, che sembrava ormai superato e che ora, grazie a lui, è tornato prepotentemente in auge. Il crooner canadese, con 50 milioni di dischi venduti e 4 Grammy Awards conquistati, è riuscito a coniugare abilmente grandi successi del glorioso Great American Songbook a brani originali ad alto potenziale radiofonico, mettendo d'accordo allo stesso tempo padri nostalgici di Frank Sinatra e figli cresciuti a pane e Mtv. Da quasi dieci anni il suo nome è legato inscindibilmente al periodo natalizio grazie al clamoroso successo dell'album Christmas che, con 12 milioni di copie, è diventato uno dei dischi delle festività più venduti di sempre. «Natale è sempre stato il periodo preferito dell'anno sia per me che per la mia famiglia, quindi registrare una raccolta completa di canzoni natalizie è come un sogno che si avvera. Anche se era estate e a Los Angeles c'erano 30 gradi, in studio si respirava un'autentica atmosfera natalizia. Ovviamente abbiamo decorato lo studio con le lucette a metà luglio e questo ha aiutato molto».

Parole di Michael Bublé quando è uscito il suo fortunatissimo album Christmas a ottobre del 2011, prodotto da David Foster, Bob Rock e Humberto Gatica. Il disco, vista la straordinaria accoglienza ricevuta, è stato ripubblicato a novembre 2012 in un'edizione deluxe con quattro tracce aggiuntive: The Christmas Song (Chestnuts Roasting On An Open Fire), Winter Wonderland, Frosty The Snowman (Feat. The Puppini Sisters) e Silver Bells (Feat. Naturally 7) . Non tutti sanno che in realtà il crooner canadese si era cimentato con i classici delle festività natalizie già nel 2004 con l'EP Let it snow!, che conteneva cinque canzoni, tra cui White Christmas e I'll be home for Christmas, anche se in versioni differenti rispetto a quelle contenute in Christmas. Basta ascoltare le prime battute di It's beginning to look a lot like Christmas per essere trasportati in un viaggio musicale ricco di calore e di sentimento, probabilmente i due ingredienti che hanno maggiormente contribuito alle fortune dell'album. D'altra parte Bublé l'aveva dichiarato in una nota stampa, quando era uscito il disco, che il suo ambizioso obiettivo era quello di «realizzare un classico, non per essere primo in classifica, ma per fare qualcosa che durasse per sempre e grazie al quale la gente si ricorderà di me quando non ci sarò più. Per questo ci ho messo il cuore e l'anima».

Obiettivo raggiunto. Mentre alcuni album natalizi, pur godibili, suonano talvolta come dei meri esercizi di stile un po' forzati, in Christmas si respira una grande sincerità artistica e tutto l'amore che il crooner canadese nutre per le festività natalizie. Michael Bublé, la cui voce sembra essere nata per cantare il Natale, padroneggia ogni traccia con la sua voce elegante, rotonda e straordinariamente espressiva, giocosa o intesa a seconda della canzone che esegue. Un altro dei punti di forza dell'album è la setlist, in cui non solo troviamo tutti i maggiori successi del Natale, rielaborati con un tocco personale, ma nella quale ciascuno di noi può trovare la canzone più adatta al suo stato d'animo del momento, con un perfetto equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Anche gli ospiti sono perfettamente calati nell'atmosfera festosa dell'album: le Puppini Sisters prestano il loro vocalese virtuoso e piacevolmente vintage a Jingle bells e a Frosty The Snowman, i Naturally 7 utilizzano il loro caratteristico "vocal play" a cappella nella conclusiva Silver Bells, Shania Twain è giocosa al punto giusto in White Christmas, mentre Thalia è la sensuale voce latina di Mis deseos/Feliz navidad. Bublé passa con naturalezza dalle ieratiche Ave Maria di Franz Schubert e Silent Night di Franz Xaver Gruber a Mariah Carey, interpretando come una ballad prevalentemente piano e voce la sua hit All I want for christmas is you, eccedendo però nel ricorso all'autotune. L'unico brano inedito dell'album è l'accattivante Cold December Night, scritta con il suo co-autore di lunga data Alan Chang e produttore Bob Rock, che conferma anche le sue doti di autore già mostrate nei singoli Home, Haven't met you yet ed Everything.

Da applausi l'interpretazione jazzata e ricca di sentimento di Have Yourself A Merry Little Christmas, sostenuta da un'imponente sezione di archi, così come merita il plauso l'arrangiamento in stile "wall of sound" spectoriano di Christmas (baby please come home), da ascoltare a un volume elevato per apprezzarne tutta la ricchezza strumentale. In conclusione,Christmas è diventato l'album più venduto del terzo millennio perché è un omaggio sincero e affettuoso al Natale, dove Bublé ha espresso compiutamente tutto il suo talento interpretativo di crooner dotato di grande tecnica vocale quanto di feeling, mettendo d'accordo diverse generazioni con un album pressoché perfetto, che non stanca mai e che è ormai diventato il compagno discreto, ma sempre presente, delle riunioni familiari natalizie (benché ristrette, in epoca Covid-19).

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