L'album del giorno: Bryan Adams, Reckless
La cover di Reckless
L'album del giorno: Bryan Adams, Reckless
Musica

L'album del giorno: Bryan Adams, Reckless

Il capolavoro del rocker canadese, che ha venduto 12 milioni di copie, contiene brani indimenticabili come Summer Of '69, Run To You, Somebody, Heaven e It's Only Love

Sono passati 40 anni dal suo eponimo album di debutto, eppure Bryan Adams, dopo 14 album in studio, 100 milioni di dischi venduti tra album e singoli, un Grammy Award, un American Music Awards, 3 Ivor Novello Awards e una stella sulla Walk of Fame di Hollywood, ha ancora molto da dare e da dire al pop-rock. Lo dimostrano gli ultimi due album, Get Up! di fine 2015 e il recente Shine a Light del 2019, trascinato dall'omonimo singolo scritto da Adams insieme a Ed Sheeran.

Per un curioso gioco della memoria, in molti associano l'elegante figura del cantautore canadese alle ballatone da accendino come (Everything I Do) I Do It for You, Please Forgive Me ed Heaven, mentre la cifra caratteristica di un suo live è un robusto e tiratissimo classic rock, suonato con l'energia di un esordiente e la perizia di un navigato professionista del palco. Dal vivo impressiona come la sua voce, graffiante, potente e comunicativa, sia assolutamente identica a quella ascoltata tante volte su disco: una lezione per tanti cantanti pop di oggi, che non pubblicano neanche un brano senza l'ausilio dell'auto-tune.


Anche le canzoni sono fedeli alla loro struttura originale, una scelta che il pubblico apprezza, soprattutto nelle irresistibili Summer Of '69, Run To You, Somebody, Heaven e It's Only Love, capisaldi del suo album-capolavoro Reckless, pubblicato il 5 novembre del 1984, che lo ha lanciato, a soli 24 anni, nell'empireo dei grandi del pop-rock, grazie a dodici milioni di copie vendute. Dieci canzoni, in meno di quaranta minuti, dove ogni nota è vibrante e al tempo stesso perfettamente calibrata: pop-rock per tutti, certo, ma con anima e di grande qualità, che suona benissimo dall'inizio alla fine, senza un solo brano trascurabile.


Bryan Adams - Summer of 69 (Live At Wembley 1996) www.youtube.com


Indimenticabile anche la copertina in bianco e nero, con un intenso primo piano del cantante, con t-shirt bianca e giubbotto nero, che ne evidenzia l'aria di sfida da James Dean dell'adult-oriented rock. Il titolo dell'album, che in italiano vuol dire "spericolato", "temerario", è quasi una dichiarazione programmatica delle sue intenzioni artistiche, all'insegna di un deliberato e consapevole edonismo.

Basti pensare all'energica Run To You, nella quale corre dalla sua focosa amante, lasciando a casa la sua fidanzatina, o alle avventure mordi e fuggi di One Night Love Affair, dove anche gli amori più appassionati svaniscono alle prime luci dell'alba. Apparentemente meno carnale è la monumentale Summer Of '69, indubbiamente una delle migliori canzoni degli anni Ottanta per il suo micidale riff di chitarra e per la sua celebrazione della giovinezza, ma in realtà il numero 69, come confessato più avanti dallo stesso cantante, è un riferimento neanche troppo velato a un reciproco piacere fisico con la sua amata.

It's Only Love, è solo amore, certo, come suggerisce il titolo del memorabile duetto con Tina Turner, qui nel pieno del suo splendore vocale, anche quando il sentimento si fa più romantico in Heaven (la ballata perfetta) e nell'inno da stadio Somebody, che hanno conquistato in egual misura sia i cuori delle mamme che delle loro figlie, confermando la capacità di Adams di saper comunicare ad almeno due generazioni. Nella tiratissima Kids Wanna Rock il rocker canadese mette alla berlina l'electropop che allora dominava le classifiche, sostenendo che "questa schifezza sintetica non mi prende per niente".

Impossibile, invece, non farsi prendere dall'ascolto integrale di Reckless, un album che è ancora oggi un compagno perfetto per un viaggio in auto, grazie al suo equilibrato mix di grinta e di sentimento.
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