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LA BELLEZZA COME VALORE

Che cosa è bello? Che valore ha oggi nella società dell’immagine la bellezza? Le risposte sono soggettive. Sempre. Ma per tutti la bellezza torna ad essere un valore che si può coltivare e che può crescere, se si educano le persone.

Il professor Stefano Zecchi, sostiene che la bellezza è cultura, è armonia e addirittura ci informa che è nato un Istituto di Scienze della Bellezza, con l’obiettivo di organizzare corsi di formazione con crediti formativi, dai beni culturali, all’energia, alla sicurezza, alla medicina. La bellezza è nei progetti che aiutano a crescere.

Si parla di bellezza anche nell’economia, sfruttando il know how nel settore del design, della moda, della creatività, dove l’architetto Alessandro Agrati, spiega l’importanza delle forme come armonia.

E’ il critico d’arte Vittorio Sgarbi che vede la bellezza nei particolari dei giochi tra luce e luce. E indaga sulla prospettiva. Come fece il Bramante. Ma la vista di Sgarbi è ancora più lungimirante. “La bellezza è nel respiro” ed ognuno può volare.

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Albero della vita di Klimt

Per il professor Roberto Vecchioni la bellezza è nella scrittura, nella poesia, dopo il suo “mercante di luce” ci delizia con “La vita che si ama”. Il sapersi riconoscere è bellezza. “ La cultura è un mezzo non un fine, né la vetrina di se stessi”

Il professor Ivano Luppino, noto dermatologo, vede la bellezza nella perfezione data dalla matematica, proponendo immagini d’arte e progetti di medicina, dove fin dall’antichità, tutto era calcolato con il numero Aureo 1,61833497.

Il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna vede la bellezza nell’eccellenza del made in Italy. La bellezza nella natura, contando sul clima e sulla sensibilità di chi lavora con la natura.

Per l’imprenditore Mirco Crespi la bellezza ora si può bere con be-filler drink. E’ qualcosa che si immette all’interno e che nutre, per imparare ogni giorno a stare bene.

La parola “estetica” ha origini greche, e significa “sensazione”, arriva da un verbo che tradotto significa “percepire attraverso la mediazione di senso”. L’estetica non è una parte a sé stante della filosofia, ma l’aspetto della conoscenza che riguarda l’uso dei sensi.

L’estetica era sensibilità antica e discorso settecentesco sull’arte e sul sentimento del bello.

Così i chirurghi della bellezza come Simone Grappolini e Sergio Noviello si sono espressi su un’idea di equilibrio delle forme e proporzione. Sono cambiate le figure e le mode portano a variare le forme del corpo nel tempo, ma abbiamo notato che le persone hanno bisogno di sentirsi bene dentro, per poter essere belle fuori.

Per questo l’educazione parte dal cervello. Bello è sicuramente soggettivo, ma ci sono per tutti codici base. Il bello parte da come noi riusciamo a comunicare al nostro cervello come stare bene. A valorizzare il senso più profondo della vita. A portarci rispetto. Un altro valore che ormai viene confuso e come la bellezza deve essere riportato alla luce.

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