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Il Nepal dopo il terremoto, tra macerie e preghiere

Il reportage di Chris McGrath nel distretto di Kathmandu, il secondo più colpito dal sisma del 25 aprile

Il fotografo australiano Chris McGrath, reporter in Asia per Getty Images - già premiato, tra l'altro, dal Worl Press Photo - ci racconta in queste immagini, scattate tra il 3 e il 5 maggio, la vita quotidiana della popolazione nepalese a distanza di giorni dal terribile sisma di magnitudo 7,9 che il 25 aprile ha devastato il Nepal. McGrath si è mosso nel distretto di Kathmandu, il secondo più colpito del Paese, con 1.202 morti: con i suoi scatti ci porta tra i quartieri e le località circostanti la capitale: Jalkini, Bhotechaur, Chautara, Dolalghat.

Ci racconta la popolazione al lavoro tra le macerie delle abitazioni, alla ricerca di oggetti recuperabili o già impegnata nella ricostruzione; i feriti curati in un ospedale da campo allestito dalla Croce rossa norvegese; ma anche le celebrazioni di Vesak, il "compleanno del Buddha", intorno allo stupa di Boudhanath, il più grande del mondo, rimasto quasi illeso diversamente da vari templi circostanti, a circa 11 km dal centro.

Man mano che i soccorsi riescono ad arrivare nelle zone più remote, il Ministero dell'Interno nepalese va aggiornando il bilancio delle vittime. A ieri sera il numero delle vittime accertate era di 7.557 persone; 14.536 i feriti. Il distretto più colpito è stato quello di Sindhupalchowk (con 2.911 morti). Per quanto riguarda i danni agli edifici, secondo il ministero sono state completamente distrutte 191.058 case private e 10.718 edifici pubblici. 

Chris McGrath/Getty Images
Kathmandu, Nepal, 4 maggio 2015. Lampade a olio accese per le celebrazioni di Vesak, il compleanno di Buddha, presso lo stupa di Boudhanath.
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