Viaggiare in Grecia: le 4 cose da sapere
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Viaggiare in Grecia: le 4 cose da sapere
Economia

Viaggiare in Grecia: le 4 cose da sapere

Bancomat, rischio scioperi, clausole dei tour operator: qualche consiglio per una vacanza spensierata nonostante il rischio fallimento

I numeri dicono che il turismo ellenico non sta scontando la bufera "Grexit": nonostante l’ipotesi di fallimento o addirittura di uscita dall’euro, Atene e le sue isole continuano ad attrarre visitatori. Anche la serrata bancaria e lo stop ai prelievi in attesa del referendum sulla proposta del Fondo monetario internazionale non sembrano aver provocato, almeno in queste ore, cancellazioni dei soggiorni già prenotati. Le proeizioni per la stagione estiva appena inaugurata parlano di circa 22 milioni di presenze straniere (almeno 2,2 milioni gli italiani), dato solo leggermente inferiore al record di 24 milioni dello scorso anno e, soprattutto, capace da solo di totalizzare oltre un quinto del Pil nazionale. Ma cosa succederebbe se il Paese dichiarasse default proprio mentre ci troviamo lì in vacanza? Ecco i consigli di operatori turistici, associazioni dei consumatori e Farnesina.

1 - Contanti

grecia-bancomat La fila dei greci davanti a un'agenzia della National Bank per ritirare denaro da tenere con sé nella paura di un falimento greco - 28 giugno 2015 Milos Bicanski/Getty Images

A Cipro nel 2013, unico precedente comparabile con lo scenario greco, bancomat e istituti di credito furono chiusi per 12 ore e alla loro riapertura dispensarono importi minimi per altri due giorni. In Grecia il blocco durerà almeno una settimana e, anche se le carte straniere sono esentate da qualsiasi limite, il rischio di trovarsi di fronte a cash dispenser desolatamente vuoti è concretissimo. Per questo il consiglio, soprattutto a chi si trova in zone meno affollate di sportelli come le isole più piccole, è di portarsi dietro il contante necessario. La soglia prevista dall’Italia per la liquidità da portare all’estero è di 10mila euro, l’importante è che sia poi concesso di ritrasportarli in patria una volta che si rientra. I fortunati che possono portarsi in vacanza tanti soldi stiano però attenti. Furti a parte, è possibile che nel frattempo Atene metta un limite alla fuoriuscita di capitali: si potranno riportare in patria tutti i soldi non spesi? Più tranquillo starà chi sceglierà di pagare con moneta elettronica, ammesso e non concesso che gli esercenti locali la preferiscano al cash in questa fase.

2 - Ipotesi Grexit

grecia crisi debito Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis con il premier Alexis Tsipras LOUISA GOULIAMAKI AFP GETTY IMAGES

L’uscita di Atene dalla moneta unica non appare uno scenario immediato, ma allo stato attuale tutto è possibile: anche che ciò si verifichi nel giro di poche settimane successivamente al referendum, magari proprio mentre siete sdraiati al sole di Mykonos. Ma in questo caso, almeno sulla carta, i turisti eurodotati avrebbero una valuta più forte di quella dei poveri greci, che cercherebbero forse di rifarsi, mantenendo i prezzi in euro e accettando solo questo conio. Vale dunque il consiglio di cui al punto precedente: scorta di contanti e carte di credito adeguatamente rimpinguate. Lasciate perdere anche i travellers' cheques: niente di più propabile che banche e uffici di cambio, fiaccati da una settimana (e magari oltre) di chiusura, decidano di alzare ulteriormente il loro tre per cento di commissione

3 - Trasporti

Un traghetto Brindisi-Pireo della linea greca Arek Getty

Le maggiori compagnie di navigazione greche, e anche il vettore aereo nazionale Egean, sono privati: il rischio che falliscano in caso di un default di Stato è molto limitato. Assai più facile invece che, esattamente come cittadini e turisti, le società di trasporti possano restare a corto di liquidità: in questo caso i rischi più evidenti sono legati alla chiusura delle pompe di benzina (due anni fa fu proprio questo il primo effetto della crisi cipriota) e agli scioperi a sorpresa che potrebbero rendere più difficili gli spostamenti.

4 - Come cautelarsi

Viaggiatori in attesa a Fiumicino Ansa/Massimo Percossi

Come difendersi? La soluzione più semplice è quella di organizzare il proprio viaggio tramite un tour operator autorizzato, che per contratto deve garantire tutte le componenti della vacanza acquistata, in primo luogo il rientro a casa: come accaduto durante le primavere arabe, quando per rimpatriare i turisti italiani dalle aree a rischio i voli di linea dal Nordafrica furono rimpiazzati con charter spediti dall’Italia. L’alternativa è stipulare in proprio una polizza vacanze, al costo di poche decine di euro.

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