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Tasse

Condono cartelle fiscali: tutto quello che c'è da sapere

Il testo uscito da Palazzo Chigi restringe la platea degli aventi diritto del 74% con tutti i limiti del caso

Saranno 16 e non 61 milioni le cartelle dell'Agenzia delle Entrate che avranno diritto di accedere al maxi condono cui sta lavorando Palazzo Chigi.

Nonostante diverse perplessità all'interno dell'ala moderata della maggioranza il testo del condono fiscale che arriverà in Parlamento prevede lo stralcio solo per le cartelle fiscali riferite al periodo compreso tra il 2000 e il 2010, e non si estenderà fino al 2015 come nelle ipotesi precedenti e come auspicato da Lega e Forza Italia.

Chi ne ha diritto

Questo taglio netto prevede che dal condono venga escluso il 74% della platea che ne avrebbe usufruito se la sanatoria fosse arrivata a coprire il quinquennio successivo, ovvero un debitore su tre non avrà diritto a nessuno sconto per le sue vecchie cartelle.

Inoltre lo stralcio potrà essere richiesto sono da debitori che abbiano dichiarato un reddito 2019 fino a tetto massimo di 30mila euro.

Restano escluse dal provvedimento le multe stradali, i pagamenti di danni erariali e i debiti per il recupero di aiuti di Stato.

L'obiettivo del condono

L'obiettivo sostanziale del condono fiscale è quello di liberare il cosiddetto "magazzino" della cartelle dell'ex Equitalia che in ogni caso non sarebbero facilmente esigibili per velocizzare la pachidermica macchina fiscale italiana.

Il leader leghista Matteo Salvini che ritiene il testo uscito da Palazzo Chigi solo un "primo passo" ha spiegato che l'accordo prevede che entro aprile si arrivi a una revisione del sistema generale delle riscossioni che permetta l'azzeramento di decine di milioni di cartelle.

Il leader leghista osserva che "parliamo di 137 milioni di cartelle che riguardano 18 milioni di italiani: uno su tre. L'obiettivo è quello di cancellare il 90% di queste cartelle. Per la prima volta, nel decreto ci sono tre righe che impegnano a una riforma generale di quello che possiamo chiamare il sistema Equitalia: basta con i multati a vita".

Cosa succede adesso

La battaglia parlamentare sarà quindi più sul restringimento della finestra temporale delle cartelle coperte da condono che sul limite di reddito visto che, a livello pratico, il tetto a 30.000 euro non avrà effetti tanto drastici quanto la riduzione della forbice temporale.

Le simulazioni condotte dall'amministrazione finanziaria su un maxi-campione da 3 milioni di persone con vecchi debiti iscritti a ruolo mostrano che il limite di reddito finisce per tagliare fuori solo il 17% dei contribuenti potenzialmente interessati. In pratica, dei 3 milioni del campione analizzato dall'agenzia delle Entrate, 2,49 milioni potranno dire addio alla loro vecchia pendenza.

I tempi

I tempi delle pratiche saranno definiti sulla base degli affidamenti dei ruoli all'agente nazionale della riscossione. Questo comporta che potranno essere cancellate anche cartelle notificate dopo il 31 dicembre 2010, a patto che l'affidamento sia avvenuto entro quella data inclusi i debiti superiori a 5mila euro, ma divisi in più ruoli come accade a chi viene colto a non aver pagato più imposte contemporaneamente.

Mentre il calendario della sanatoria è ancora da definire i candidati al condono potranno sfruttare l'estensione allo stop alla riscossione delle cartelle anche oltre il termine generale del 30 aprile.

Fino a quella data è tutto fermo e si attende il dibattito parlamentare e i successivi decreti attuativi per comprendere esattamente in che modo e cosa finirà nel calderone del condono.

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