Yoram Gutgeld
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Economia

Spending review, tutti i tagli del 2017

Nella legge di stabilità previsti risparmi per più di 4 miliardi di euro, che però non interesseranno la Sanità

In un momento storico in cui in Italia si punta al rilancio dell’economia, il termine spending review sembra essere passato in secondo piano. Eppure, anche nella nuova legge di stabilità appena varata dal governo e che ora dovrà essere discussa in Parlamento, non mancano i riferimenti, anche di rilievo, a importanti tagli della spesa pubblica. Non fosse altro che per il semplice motivo che questo resta uno dei parametri fondamentali per dimostrare all’Europa che il nostro Paese è davvero incamminato sulla strada di un pieno risanamento dei conti pubblici. Ma vediamo nel dettaglio quali saranno i risparmi che l’esecutivo intende perseguire, e che, secondo le stime, dovrebbero fruttare circa 4 miliardi di euro di minori uscite.

Acquisti centralizzati

Viene innanzitutto rafforzato il meccanismo che prevede la centralizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione. Seguendo questa strada il governo conta di raggiungere un efficientamento della spesa complessiva valutabile in circa 3,3 miliardi. Da notare che si tratta di una cifra superiore di circa 700 milioni a quella preventivata per lo stesso tipo di programma di razionalizzazione dei costi contenuta nella Nota di aggiornamento del Def che parlava appunto di circa 2,6 miliardi di risparmi.

Modello Consip

Anche in questo caso si tratta della riproposizione di un sistema già attivo e che sta dimostrando di funzionare: il cosiddetto modello Consip. In pratica questa procedura prevede che sia stabilito un prezzo benchmark, ossia un prezzo di riferimento per gli acquisti di un determinato bene o servizio, che non può essere superato da una amministrazione che voglia fare quel tipo di acquisto. Da notare che solo sul fronte sanitario, grazie anche al lavoro del commissario alla spending review, Yoram Gutgeld, finora nel 2016 con il modello Consip, si sono già ottenuti 600 milioni di risparmi in più rispetto al miliardo complessivamente preventivato.

Tagli ai ministeri

Come ogni programma di spending review messo a punto negli ultimi anni, anche in quest’ultimo non potevano mancare dei tagli alle spese dei ministeri. Nel caso specifico la legge di stabilità del 2017 prevede risparmi complessivi da questo fronte pari a circa un miliardo di euro.

L’eccezione della Sanità

L’unico dicastero che non subirà tagli, almeno sul fronte della dotazione economica, è quello della Sanità. Il governo infatti, accogliendo le richieste giunte da più parti, ha deciso di lasciare immutato il gettito del Fondo sanitario nazionale, che resta fissato a quota 113 miliardi, nonostante alcune indiscrezioni avessero in un primo momento parlato di possibili tagli.

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