Cose strane sono accadute in Australia. Certo è che il weekend di Melbourne ha detto una cosa chiara: la Mercedes è tornata. E Toto Wolff ne è più che consapevole. Il team principal austriaco ha accolto i risultati delle qualifiche sfoderando quel suo classico sorrisetto inconfondibile di ci sembra già sapere come andrà a finire. George Russell e Kimi Antonelli hanno firmato un 1-2 in qualifica e anche in gara, un risultato che in casa Mercedes non si vedeva da tempo (più precisamente dal 2021) e che proietta le Frecce d’Argento come favorite (quasi assolute) della stagione.
Il sabato aveva rischiato di complicarsi quando Antonelli ha portato la sua W17 a muro durante le prove libere tre. Il team di Brackley ha lavorato in modo straordinario per rimettere in piedi la monoposto, e il giovane italiano è riuscito a portare a casa una buona seconda posizione. La doppietta Russell-Antonelli è il segnale più eloquente di quanto questo aggiornamento regolamentare possa aver favorito la scuderia tedesca.
Erano anni, appunto, che non vedevamo un Toto Wolff così arzillo, così sorridente, così malizioso nello sguardo. Un volto da «meme» vero e proprio, destinato senza dubbio a rimanere nell’annale 2026.
Gli specchietti della Cadillac
Tocca richiamare una vecchia superstizione particolarmente illustre, risalente addirittura all’epoca degli antichi romani: quella secondo cui, rompendo uno specchio, si ottiene la bellezza di sette anni di sfortuna. Beh, la Cadillac, al suo debutto nel circus iridato, ne ha persi due (di specchietti) nel corso della prima sessione di prove libere. Quello destro con Perez, quello sinistro con Bottas. Coincidenza o meno, il team americano ha chiuso le qualifiche in 18ª e 19ª posizione, e la gara con un ritiro e l’ultimo posto assoluto. Un esordio da dimenticare in fretta. Speriamo non servano sette anni per ribaltare i pronostici.
Hamilton e la mucca «Max»
A margine del weekend australiano, Lewis Hamilton ha regalato uno dei momenti più inaspettati e divertenti. Venerdì 6 marzo, durante un evento, gli viene chiesto di raccontare un episodio stravagante legato alla sua idea di allestire una piccola fattoria personale. Non c’è che dire, l’aneddoto ha superato le aspettative. E di gran lunga. Già, perché, a quanto pare, Hamilton avrebbe adottato una mucca. E il nome dell’animale sarebbe un nome alquanto rinomato nel mondo della Formula 1: Max. Vi ricorda qualcuno? E perché proprio un certo Verstappen?
«Non ho scelto io il nome, l’ho ereditata», ha spiegato il sette volte campione del mondo. «Ho anche un’altra mucca che si chiama Hombre». Una rivelazione che ha strappato più di una risata, e che racconta molto dell’umorismo involontario di certe bizzarre coincidenze.
Le disavventure dell’Aston Martin
Fernando Alonso e Lance Stroll hanno vissuto un Gp d’Australia sui generis (per usare un eufemismo). Dopo le tragicomiche vicissitudini dei giorni precedenti, in cui la vettura era data per spacciata a livello prestazionale e addirittura pericolosa per chiunque la guidasse, l’Aston Martin ha scelto di trasformare la gara in una sessione di raccolta dati, per provare a risorgere dalle ceneri. Un apparente ritiro e poi il ritorno in pista. Lunghe soste ai box per entrambi i piloti. Il risultato, in termini di classifica, è stato impietoso: più di dieci giri di ritardo dai primi, un distacco che non si registrava da tempo. Una scelta che sicuramente guarda già alle prossime gare, e che racconta di una squadra ancora alla ricerca di una direzione e della sua forma definitiva. Se questo è il primo weekend di Formula 1, sarà un 2026 in cui divertirsi.
