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Economia

«Per far male agli oligarchi bisogna colpire i conti correnti»

Bloccare ville e yacht, seppur di enorme valore, non fa nulla agli amici di Putin, sostiene Francesco Giumelli Professore Associato di Relazioni Internazionali all'Università di Groningen in Olanda.

«L’impatto economico delle sanzioni europee difficilmente si vede con questa caccia agli oligarchi. Il congelamento di ville, barche e jet non arreca un grosso danno. Un modo per dargli fastidio è bloccargli i soldi ma sono in pochi ad avere conti a loro nome perché si nascondono dietro società che é difficile individuare» ci spiega Francesco Giumelli Professore Associato di Relazioni Internazionali all'Universita' di Groningen in Olanda.

Gli oligarchi russi sfuggono dalle sanzioni investendo in Paesi che hanno una posizione ambigua verso la guerra in Ucraina per loro trasformatasi in vera miniera d’oro. Mai come ora i milionari russi che cercano di proteggere i loro interessi investono sul mercato immobiliare spostando miliardi in Paesi come Dubai, Turchia e Maldive. Per questo ad oggi stabilire il vero valore delle sanzioni resta un argomento molto ampio e soprattutto controverso perché ad esempio in molti Paesi come l’Italia tolgono un indotto importante ed è una spesa per lo Stato che lo impone che non è chiaro come verrà recuperata.

Quali sono le fonti di guadagno degli oligarchi?

«È plausibile sostenere che gli oligarchi hanno due fonti di guadagno. La prima derivante da un rapporto abbastanza intimo con il regime e l’altra con il mercato internazionale. Quindi chiudendo fuori gli oligarchi invece di fargli un dispetto si rischia di consolidare il loro rapporto con la Russia. Le sanzioni in pratica potrebbero addirittura rafforzare il legame che c’è tra gli oligarchi e Putin e lo scopo è ben altro».

Gli oligarchi in quali paesi hanno spostato i loro soldi?

«Gli oligarchi bravi hanno spostati i soldi prima, perché si parlava di sanzioni da parecchio tempo invece era difficile prevedere le sanzioni di gas e petrolio che infatti ancora non ci sono. La struttura dell’economia mondiale è questa: trarre vantaggio portando soldi altrove. Ma c’è da dire che chi aiuta gli oligarchi devi poi dirlo a Bruxelles, Londra, Berlino, Washington ecc..Ad esempio le banche a Dubai (e non solo) che accettano le transazioni dei russi in dollari rischiano delle sanzioni secondarie. Ossia se la banca prende dei soldi da persone che sono sotto sanzione degli Stati Uniti quest’ultimi possono sanzionarla. È sbagliato pensare che le banche fuori dagli USA possono fare quello che vogliono, perché sono soggette a sanzione secondarie che arriveranno dopo perché utilizzano dollari. Mentre per l’euro è diverso. L’Unione Europea non applica sanzioni extraterritoriali. Gli Stati Uniti e l’Ue sono anni infatti che litigano su questo tema».

Quali sono i Paesi dove gli oligarchi traggono più vantaggio a spostare il denaro?

«Difficile dirlo, a volte basta una società o una banca che ti dia protezione dalle sanzioni anzi spesso è proprio un servizio che forniscono. Sicuro è meglio spostare denaro verso Paesi che sono meno conosciuti e quindi meno sospetti. Però ricordiamo che spostando i soldi in altri Paesi si possono trovare sistemi instabili e c’è un costo di transizione oltre che un rischio molto alto. Infatti le sanzioni da questo punto di vista non sono inutili perché fanno diminuire il valore dei soldi che hanno».

È d’accordo ad aumentare le sanzioni?

«In questa fase sono scettico ad aumentare le sanzioni anche su gas e petrolio perché diventerebbe un costo altissimo da gestire per le società che le impongono. Sarei più cauto e poi l’emendamento approvato sulla gestione dei beni mi chiedo come si può riuscire a farlo retroattivo per applicarlo su quelli gia congelati? In più il vero effetto della sanzioni si vede quando vengono tolte in modo da creare un interlocutore interno. È questo il loro valore aggiunto, servono per negoziare con qualcuno in Russia. È l’unica soluzione per indebolire un gruppo di potere. Se vengono trattati tutti come delinquenti si otterrà l’effetto di fargli unire. Infatti all’inizio tutti pensavano che nessuno volesse essere sanzionato mentre alcuni di loro hanno detto: “sanzionatemi” perché non esserlo era un elemento di sospetto che poteva dimostrare infedeltà verso Putin e che potrebbe forse essere legato alle morti dei vari milionari ma è solo un ipotesi».

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