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Economia

Perché Pechino è il cuore della tecnologia mondiale

Facilità di accesso ai finanziamenti, basso costo della vita e alto indice di crescita delle start-up la favoriscono rispetto alla Silicon Valley

Nella classifica dei principali centri tecnologici del mondo, la Cina ruba il podio agli Stati Uniti: Pechino, infatti, batte la Silicon Valley. Lo certifica Expert Market, società di ricerca e consulenza americana, che firma la seconda edizione della classifica "Top Tech Cities in the World 2017" rilanciata da ForbesBerlino perde una posizione e si attesta al secondo posto, seguita da San Francisco, mentre fra le prime venti città figurano anche Shanghai, Bangalore, Singapore e Sydney.

Dietro le quinte del successo

Complessivamente, sono stati utilizzati dieci parametri per determinare i risultati. Pechino conquista il vertice grazie a un clima particolarmente favorevole all’imprenditoria tecnologica. In particolare, la città vanta un rapido accesso ai finanziamenti, costi di vita contenuti (anche se acquistare casa a Pechino è più costoso che a San Francisco). Nel conto, inoltre, figurano gli stipendi degli ingegneri software, i tempi necessari per lanciare una start-up e l’indice di crescita delle nuove realtà imprenditoriali.

Nuovi equilibri globali 

La classifica, in particolare, fotografa il dinamismo dell'industria tecnologica internazionale e la sua capacità di attrarre i talenti più brillanti del settore. Per quanto la Silicon Valley continui a eccellere in aree chiave, il baricentro della competizione si sta spostando, inseguendo le condizioni economiche più favorevoli. Lo scorso anno, per esempio, il governo cinese ha annunciato che avrebbe investito 1,5 miliardi di dollari per ristrutturare e sviluppare l'area che ospita alcune fra le più importanti società tecnologiche come Xiomi e giganti come Intel.

Le dimensioni del mercato

A vantaggio di Pechino giocano anche le dimensioni del mercato cinese, la velocità di adozione delle novità da parte dei consumatori e la fame di innovazione. La Cina, inoltre, vanta un alto numero di start-up di successo: Alibaba, per esempio, ha registrato una crescita degli utili del 132% dell’ultimo trimestre, mentre le azioni di Tencent hanno segnato + 2.636% negli ultimi dieci anni. Secondo la società di consulenza Frost & Sullivan, il mercato dell'e-commerce del sud-est asiatico supererà un giro d'affari da 25 miliardi di dollari nel 2020.

Un aiuto dalla censura

La censura di internet in Cina fa sì che il mercato sia precluso a molte delle società che dominano il panorama digitale in Occidente, come YouTube Google e Facebook, ma questo ha giocato a favore degli imprenditori tecnologici cinesi che hanno creato versioni equivalenti. Alibaba, in particolare, ha sfruttato questa possibilità per diventare un player globale e, infatti, si sta preparando a sfidare Amazon nel sud-est asiatico dove detiene l’83% delle quote della società di e-commerce Lazada.

Non solo e-commerce

Oltre all’e-commerce, le aziende e le start-up cinesi conquistano terreno in settori come supercomputer, prodotti per la sicurezza, app, ride-sharing e auto elettriche. Secondo i ricercatori americani autori della classifica, il caso della Cina dimostra che i numeri sono importanti per creare l'ambiente in cui sviluppare innovazione.

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Stefania Medetti

Sociologa e giornalista, ho barattato la quotidianità di Milano per il frenetico divenire dell'Asia. Mi piace conoscere il dietro le quinte, individuare relazioni, interpretare i segnali, captare fenomeni nascenti. È per tutte queste ragioni che oggi faccio quello che molte persone faranno in futuro, cioè usare la tecnologia per lavorare e vivere in qualsiasi angolo del villaggio globale. Immersa in un'estate perenne, mi occupo di economia, tecnologia, bellezza e società. And the world is my home.

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