Con gli esodi estivi alle porte, viaggiare con gli animali richiede qualche attenzione in più rispetto a caricare valigie e impostare il navigatore. Cani e gatti sono membri della famiglia, ma troppo spesso la loro sicurezza in auto è ancora trattata come un dettaglio. Lasciarli liberi nell’abitacolo, anche per un tragitto breve, mette in pericolo loro, chi guida e gli altri passeggeri.
I numeri raccontano una distanza netta tra percezione e realtà. In Italia vivono quasi 20 milioni di cani e gatti, e per moltissime famiglie il trasporto in auto dei propri animali è ormai la norma. Il problema è come questo trasporto avviene: più di una persona su due ha viaggiato con il proprio animale senza alcun sistema di protezione. Nell’ultimo anno, secondo un’indagine condotta da Statista per Tavo Pets su un panel internazionale di 5.000 proprietari in 10 paesi.
In caso di frenata gli animali diventano dei veri proiettili
Il dato più impressionante riguarda la fisica, prima ancora del buon senso: in caso di frenata brusca o impatto a 50 km/h, il peso di un animale può aumentare fino a 60 volte. Un cane di 20 chili, in quella frazione di secondo, si trasforma in un proiettile da oltre una tonnellata. Non è un’esagerazione, è quello che succede quando un corpo non trattenuto viene sbalzato in avanti durante una decelerazione violenta.
“Sono tante le persone che, pur pensando di proteggere a sufficienza il proprio animale, sottovalutano in realtà i rischi nel trasporto”, spiega Matteo Troncarelli, responsabile marketing di Tavo Pets per il Sud Europa. “Per quanto breve sia il viaggio, o per quanto il nostro amico a quattro zampe abbia un’indole tranquilla, se è libero di muoversi all’interno del veicolo non possiamo avere la certezza che non distragga il conducente o non interferisca con la sua guida”.
Distrazioni pericolose
Ed è proprio la distrazione alla guida uno dei rischi meno raccontati: una persona su tre ha ammesso di aver subito un’interferenza alla guida causata direttamente dal proprio animale. Un dato che si lega a un altro elemento inquietante: il 78% degli incidenti censiti dall’indagine è avvenuto con animali non trattenuti, eppure il 58% dei proprietari continua a credere che i sistemi di ritenuta non siano necessari, se l’animale sembra calmo.
È esattamente questa la trappola: la tranquillità apparente di un animale in auto non garantisce nulla, né sulla sua reazione a un imprevisto né sulla sua incolumità in caso di urto.
Il benessere dell’animale
C’è poi una dimensione meno discussa, ma altrettanto importante, quella del benessere psicologico. “Si può stimare che circa il 60-70% dei cani e dei gatti mostri segnali di disagio in auto, che possono variare dai più lievi ai più evidenti”, conferma la dott.ssa Zita Talamonti, medico veterinario specializzato in comportamento animale. La specialista sottolinea inoltre, come un trasportino ben introdotto possa diventare uno spazio rassicurante, quasi una tana, riducendo ansia, instabilità e la sensazione di nausea legata al mal d’auto.
Il trasporto corretto
La scelta di un sistema di ritenuta va considerata parte della sicurezza stradale, non un accessorio. Trasportini e sistemi di trasporto fissati correttamente, preferibilmente progettati e verificati con crash test, aiutano a mantenere l’animale stabile e riducono il rischio di errori d’installazione. Tavo Pets cita come riferimento la certificazione ONU ECE R129, lo standard applicato ai seggiolini auto per bambini, e propone trasportini con aggancio Isofix.
“Il trasportino, se ben introdotto, rappresenta uno spazio sicuro e prevedibile, che riduce l’ansia e lo stress dell’animale aiutandolo a sentirsi più protetto e tranquillo durante il viaggio”, ricorda la veterinaria, ma è importante che venga introdotto gradualmente, perché l’animale sia portato a considerarlo una tana, e non una gabbia.
La regola di fondo resta semplice: viaggiare con gli animali in modo sicuro significa adattare l’auto alle loro necessità e non vice versa. Bisogna quindi evitare che siano i nostri amici cani e gatti, ad adattarsi a un viaggio imprevedibile e potenzialmente pericoloso. In estate, con traffico, temperature elevate e tempi di percorrenza più lunghi, la preparazione non è un eccesso di prudenza: è un gesto concreto di cura.
