Olio d'oliva: perché quello italiano è sotto attacco
Sergio Oliverio Imagoeconomica /
Olio d'oliva: perché quello italiano è sotto attacco
Economia

Olio d'oliva: perché quello italiano è sotto attacco

Maltempo e parassiti fanno crollare la produzione interna, mentre sempre più produttori del made in Italy si riforniscono all'estero

L'olio di oliva italiano è in crisi d'identità. Gran parte del contenuto delle bottiglie che si trovano negli scaffali dei supermercati ha un'origine incerta: due su tre, che sono state riempite in Italia, contengono di sicuro olio di oliva straniero. Una tendenza sempre più diffusa quella di miscelare oli nostrani con quelli stranieri, a volte ai limiti della truffa, che sta mettendo alla berlina uno dei prodotti più richiesti all’estero della tradizione alimentare italiana.  

Coldiretti ha chiesto di mettere a punto una task force coordinata di controllo per l'immediata attuazione delle norme contenute nella legge "salva olio", entrata in vigore lo scorso anno per smascherare i furbetti dell'extravergine.

Intanto maltempo e malattie delle piantagioni hanno fatto crollare la produzione interna tanto da spingere il valore delle importazioni quest'anno a raddoppiare il valore nazionale, mettendo a rischio un patrimonio ambientale con oltre 250 milioni di piante sul territorio nazionale e un fatturato di 2 miliardi di euro.

Ma quando è iniziato e quali sono le cause dell’attacco all’olio italiano? Ve lo spieghiamo, di seguito, in quattro punti.

LA CRISI DELL'OLIO E LA DIFESA DEL MADE IN ITALY

Prezzi alle stelle: le cause

carrello_spesa Un carrello della spesa in un supermercato Oliverio/Imagoeconomica

Il valore dell'extravergine di oliva è schizzato del 40% in una sola settimana per il pesante taglio dei raccolti. Colpa del maltempo e della mosca olearia che ha infestato le piantagioni negli scorsi mesi. Fermarla è quasi impossibile, ammettono i coltivatori.

Così uno dei principali esportatori al mondo di olio di oliva ha visto quest'anno dimezzare la produzione, soprattutto in regioni come Umbria, Toscana e Liguria. Il crollo, a livello nazionale, è del 35% per raccolto di olio di oliva, secondo la Coldiretti sulla base dei dati Istat sulla produzione industriale a settembre. 

Falso olio italiano: l'accusa del New York Times

L'infografica del New York Times Extra Virgin Suicide nytimes.com

A mettere nel mirino il prodotto principe del made in Italy a tavola è stato il New York Times che lo scorso gennaio ha pubblicato un'infografica sul proprio sito web che metteva in discussione la produzione dell'olio extravergine di oliva, la qualità più pregiata, nel nostro Paese.

L'olio, secondo il quotidiano americanao, verrebbe importato dall'estero, soprattutto da Tunisia, Marocco e Spagna, e miscelato con quello italiano, anche se poi venduto come made in Italy al 100%. La fonte dell'articolo è il blog di Tom Mueller, autore del libro "Extraverginità" sugli scandali nella produzione di olio di oliva.

Il boom delle importazioni

David Silverman/Getty Images

Quest’anno le importazioni di olio di oliva dall’estero nei primi sette mesi sono aumentate del 45% rispetto allo scorso anno. A vantaggio di un partner europeo come la Spagna che ha addirittura quadruplicato le spedizioni verso la Penisola (273%).

Se il trend sarà mantenuto, l'arrivo in Italia di olio di oliva dall'estero raggiungerà a fine anno il massimo storico, pari al doppio di quello nazionale, attorno alle 300.000 tonnellate. Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, lancia l'allarme:

"In altre parole due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero e occorre adottare tutte le misure necessarie per garantire trasparenza negli scambi, combattere i rischi di frodi e assicurare la possibilità di fare una scelta di acquisto consapevole ai consumatori italiani".


Etichette "furbette" e consumatori ignari

Distinguere le bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati da quelle che contengono solo olio italiano è quasi impossibile.

Nella stragrande maggioranza dei casi, avverte Coldiretti, le scritte "miscele di oli di oliva comunitari", "miscele di oli di oliva non comunitari" o "miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari", obbligatorie per legge nelle etichette, sono volutamente nascoste: compaiono in caratteri molto piccoli posti dietro la bottiglia o in una posizione sull'etichetta che le rendono difficilmente visibili.

Le bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere, inoltre, sono vendute a volte con marchi italiani che riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all'italianità, anche se fortemente ingannevoli.

Scrive Attilio Barbieri, giornalista e fondatore del blog Etichettopoli della piattaforma Italia in Prima Pagina: "A portare fuori strada i consumatori, e questo è un elemento fondamentale, è soprattutto la marca: la maggior parte di loro dà per scontata l’uguaglianza: brand italiano uguale prodotto italiano".

Barbieri in occasione dell'Expo Tour in Lombardia ha chiesto a 100 consumatori se erano in grado di distinguere le bottiglie di olio made in Italy da quelle che contenevano anche olio estero: solo 7 hanno saputo indicare con certezza le bottiglie di olio italiano (erano 4 su un totale di 12).

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