Economia

Deutsche Bank, la crisi del colosso bancario tedesco

Scandali, errori e debiti hanno portato al crollo del simbolo stesso dell'affidabilità tedesca

Deutsche Bank

Barbara Massaro

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E' drastico il ridimensionamento di Deutsche Bank che, dopo il fallimento del progetto di fusione con Commerzbank, ha iniziato con i licenziamenti.

DB: al via i tagli

Si tratta di tagli molto importanti con 18.000 dipendenti che nei prossimi giorni si troveranno senza lavoro nelle sedi di Londra, Tokyo e New York. Inoltre ci sarà la creazione di una bad bank dove concentrare titoli ad alto rischio per 74 miliardi.

Il progetto è quello di tornare a produrre utili modificando il proprio modello di business concentrandosi sui finanziamenti alle aziende tedesche e abbandonando il modello americano che ha portato a sgretolare il mito stesso dell'affidabilità teutonica.

Basta, quindi, con il mercato dei derivati o il trading di azioni a favore di attività più tradizionali quali gestione del risparmio, finanziamento alle imprese, mercati valutari e consulenza.

A cosa si punta

Un piano lacrime e sangue che porterà al ridimensionamento dell'istituto bancario a livello mondiale e che prevede un blocco del dividendo per almeno due anni e il pareggio di bilancio nel 2020 per poi tornare a una redditività al momento non scontata.

L'impossibilità di mantenere il modello di business americano rispettando le regole europee circa i finanziamenti agli istituti di credito in difficoltà non è il solo male di Deutsche Bank fondata nel 1870 a Berlino e per decenni la banca simbolo della crescita industriale tedesca nel mondo.

Tutti i mali di Deutsche Bank

L'inizio della fine ha una data: il 2015, quando DB ha iniziato a perdere credibilità a causa del susseguirsi di scandali.

Il primo fu la manipolazione fraudolenta del Libor, il tasso di riferimento sui mutui immobiliari. Tra multe e risarcimenti Deutsche Bank dovette sborsare oltre due miliardi e mezzo chiudendo l'anno con una perdita netta di 6,8 miliardi di euro. I vertici furono azzerati e l'intero sistema bancario tedesco perdette di credibilità.

Gli anni successivi servirono per ridurre la voragine dei conti di DB e il 2016 si chiuse con una perdita di 1,4 miliardi di euro mentre il 2017 a meno 0,7 miliardi.

Lo scandalo dei derivati

Gli investitori iniziavano a sperare in una ripresa, ma così non è stato e, anzi proprio quell'anno, sono emerse perdite legate al mercato dei derivati delle quali gli azionisti non sapevano nulla.

Il nuovo scandalo fa saltare le poltrone dei vertici scelti nel 2015 per recuperare credibilità e forza dopo la vicenda Libor.

Ad aprile 2018 l'AD John Cryan viene sostituito da Christian Sewing, che si ritrova a capo di una banca le cui azioni hanno perso il 30% da inizio anno

Il programma Sewing

E' proprio Sewing a elaborare il ripensamento di modello di business concentrandosi sul finanziamento all'impresa europea e lasciando i sogni di gloria del modello bancario USA ai giganti bancari a stelle e strisce coperti dalla solida FED.

Via, quindi, dai mercati obbligazionari americani per puntare sull'Europa e tornare alla vocazione originaria di DB.

Nel frattempo, in borsa, le perdite accumulate dall'inizio 2018 sono giunte al 41% e il prezzo delle azioni è sceso sotto i 10 euro a seguito di una serie di bocciature sulla credibilità e affidabilità della banca, sui piani di capitale e la qualità della gestione.

I guai giudiziari

Come se non bastasse a novembre 2018 iniziano anche i guai giudiziari con un'ondata di perquisizioni negli uffici di Francoforte per il sospetto di operazioni di riciclaggio di denaro sporco con la creazione di società nei paradisi fiscali nell'ambito dell'inchiesta sui Panama Papers. L'inchiesta è ancora in corso.

Infine c'è la questione dell'esposizione dei derivati all'interno dell'istituto per un valore di 43 mila miliardi di dollari.

Berlino ha provato tutte le carte per salvare DB credendo fortemente nella fusione con Commerzbank, operazione ritenuta però troppo rischiosa dagli investitori che hanno mandato a monte il progetto. 

Cosa succede ora

Da martedì 9 luglio è, quindi, iniziato il taglio di 18.000 dipendenti su 90.000 alcuni dei quali non hanno neppure avuto una lettera di preavviso. 

Nella nota ufficiale si legge: "Abbiamo deciso di concentrare le nostre risorse sulle imprese in cui i clienti hanno più bisogno di noi. Stiamo creando una banca aziendale dedicata specializzata in prodotti finanziari e di tesoreria di cui le società del mondo hanno bisogno per sostenere il commercio e gli investimenti in tutto il mondo".

Nella giornata borsistica di martedì il titolo perdeva il 5% e nei primi scambi di mercoledì segnava un calo dell'1,5% a 6,68 euro, dopo aver fatto segnare un minimo in apertura a quota 6,57.

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