Detroit è fallita, ecco perché

Popolazione in calo, crimini alle stelle, una base fiscale sempre più fragile e venti miliardi di debiti: ecco il mix che porta un’amministrazione al black-out

Un’immagine della città di Detroit con aree abbandonate (Bill Pugliano/Getty Images)

Stefania Medetti

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Nel 1960, Detroit era la città con il reddito pro-capite più alto degli Stati Uniti. Oggi è la più grande città americana ad avviare le procedure di fallimento, con un debito vicino a 20 miliardi di dollari. Dietro questa cifra stratosferica, in realtà, si nasconde una realtà difficilissima: il 60% dei bambini di Detroit, infatti, vive sotto la soglia della povertà. Il 50% della popolazione è analfabeta. Il 33% della città, che misura 360 chilometri quadrati, è abbandonato, per un totale di circa 80mila edifici in disuso . Nel primo trimestre del 2013, il 40% delle luci nelle strade non era funzionante. Sempre secondo l’Ufficio statistico nazionale, l’83% dei 713mila residenti è nero, complice la perdita di posti di lavoro e l'aumento del crimine che ha portato le classi più abbienti ad allontanarsi dalla città. Negli anni Cinquanta, Detroit contava 1,8 milioni di abitanti e 200mila dipendenti dell’industria automobilistica, oggi solo 20mila persone lavorano in questo settore.

Le cose non vanno meglio a livello statale: il Michigan, lo stato in cui si trova Detroit, ha perso il 48% dei posti di lavoro in ambito manifatturiero nel giro di un decennio, dal 2000 al 2010. Il che si traduce in una caduta verticale del 25% della base di cittadini che paga le tasse. Oggi, un numero crescente di economisti ed intellettuali punta il dito contro il Nafta, l’accordo di libero commercio nel Nord America siglato nel 1994 e sostenuto, fra gli altri, anche dal Premio Nobel per l’economia Paul Krugman. La firma, a quanto pare, è costata quasi 700mila posti di lavoro. Ma non è tutto. Dal 2000 a oggi, la disoccupazione è triplicata e adesso è il doppio della media nazionale, con il 18% della popolazione che non ha un lavoro. Il tasso di omicidi, negli ultimi vent’anni, ha fatto sì che Detroit scalasse la classifica delle città più pericolose d’America e oggi il 70% del crimine è legato al traffico della droga. In media, i cittadini aspettano 58 minuti per una risposta da parte della polizia, contro gli 11 minuti di chi abita in un’altra città. 

Secondo il Governatore del Michigan Rick Snyder la bancarotta è preferibile al peso di dover continuare a gestire una città gravata di debiti. Ma non tutti sono d’accordo e c’è chi evidenzia  come la bancarotta complicherà ulteriormente la vita dei 9.500 dipendenti comunali e dei 20mila pensionati che, insieme agli altri cittadini, vedrebbero tagliati redditi e servizi. E una volta creato il precedente, l’effetto a catena presso altri città americane potrebbe essere inarrestabile. 

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