Coronavirus: cosa prevede il decreto a favore dei comuni in quarantena
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Coronavirus: cosa prevede il decreto a favore dei comuni in quarantena
Economia

Coronavirus: cosa prevede il decreto a favore dei comuni in quarantena

Confermato lo stop al pagamento di bollette, cartelle esattoriali e mutui. In aggiunta agevolazioni fiscali per le aziende della "zona Rossa". Ed un bonus per i lavoratori autonomi.

Sospensione di mutui, cartelle esattoriali e bollette, ma non solo. In sostegno a famiglie e aziende che vivono nella zona di Codogno in uno negli undici comuni italiani messi in quarantena a causa della diffusione del Coronavirus il Governo ha varato un decreto legge con lo scopo di sospendere temporaneamente gli obblighi fiscali e tributari dei soggetti interessati al blocco delle attività produttive.

Il decreto contiene "misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", all'interno - oltre alle regole e alle norme di comportamento da osservare nella zona rossa - si tiene in conto delle ripercussioni economiche che avrà la chiusura di negozi, locali, aziende.

Ricordiamo che le località attualmente poste in quarantena sono Lombardia Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e per il Veneto Vo' Euganeo.

All'interno delle aree interessate dal contagio da Coronavirus sono previsti il divieto di allontanamento e di accesso, la sospensione di manifestazioni di qualsiasi tipo, la chiusura di scuole e università e dei musei, la quarantena per chi ha avuto contatti stretti con casi confermati di malattia, la chiusura delle attività commerciali escluso quelle per l'acquisto di beni di prima necessità, la chiusura o limitazione degli uffici pubblici, la sospensione delle attività lavorative per le imprese, a esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare.

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Un blocco totale che, quindi, avrà ripercussione economiche notevoli sul breve e lungo periodo e per affrontare l'emergenza il provvedimento varato dall'esecutivo stabilisce che sia le aziende con sede legale in uno degli 11 comuni sia le persone fisiche che vi risiedono possano chiedere lo stop temporaneo nei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli che derivano da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione (specificando che non vi è rimborso di quanto è stato già versato).

In questo modo tutti gli adempimenti e scadenze comprese tra la data del 21 febbraio e il 31 marzo (salvo proroghe) possono rimanere in sospeso per poi essere saldati in un'unica soluzione quando l'emergenza sarà terminata. Confermato l'annullamento delle bollette, comprese quelle per i rifiuti.

Va aggiunto un bonus di 500 euro mensile, per un massimo di tre mesi (totale 1500 euro) per i lavoratori autonomi che hanno visto la loro attività fermarsi.

Inoltre Abi (associazione bancaria italiana) ha dato la disponibilità di andare incontro ai titolari di mutui e finanziamenti (aziende e persone fisiche) che vivono nelle zone soggette a restrizioni da Coronavirus

Il primo istituto bancario che ha sposato l'apertura di Abi è stato Intesa Sanpaolo. In un comunicato stampa la banca guidata da Carlo Messina ha fatto sapere di aver messo a punto un piano che prevede la possibilità di richiedere la sospensione per tre mesi delle rate dei finanziamenti, per la sola quota capitale o per l'intera rata. La sospensione sarà, in caso necessario, prorogabile per ulteriori tre o sei mesi a seconda della gravità dell'epidemia. La sospensione è estesa anche alle aziende presenti sul territorio nazionale che in qualche modo potranno essere danneggiate o subiranno cali produttivi a causa del blocco operativo delle imprese che si trovano nella zona rossa. Per richiedere la sospensione di rate e finanziamenti è sufficiente recarsi in una delle filiali presenti sul territorio nazionale.

Sempre all'interno del decreto il Governo ha approvato e dato il via libera al ricorso allo smart working all'interno degli undici Comuni. Per attivare il lavoro per via telematica non serve un accordo privato sottoscritto e firmato da dipendente e datore di lavoro, ma basta un'autocertificazione congiunta tra le parti.

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