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(Ansa)
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Economia

Contratto di espansione 2021: cos'è e come funziona

L'esecutivo studia il modo per estendere lo scalone d'accesso alla pensione anticipata anche alle aziende più piccole

Mandare in pensione prima i dipendenti più anziani per favorire l'assunzione dei giovani. E' questa la teoria alla base del cosiddetto "contratto di espansione" ovvero quell'accordo consensuale tra lavoratore e azienda che viene considerato un accompagnamento alla pensione anticipata.

Cos'è il contratto di espansione

Di contratto di espansione – introdotto dal Decreto Crescita in via sperimentale per il biennio 2019-2020 - si torna a parlare ora visto che la Legge di Bilancio 2021 lo ha esteso alle aziende dai 250 dipendenti in su.

Finora, invece, questa modalità di riconversione e ristrutturazione aziendale era stata utilizzata solo in grandissime aziende (dai 1.000 dipendenti in su) per consentire ai lavoratori di sfruttare lo scalone che permette di lasciare il mondo del lavoro 5 anni prima sia in caso di pensione di anzianità sia in caso di pensione di vecchiaia.

L'accordo tra le parti

Sottoscrivendo l'accordo il lavoratore percepirà una pensione pari a quella maturata al momento dell'uscita dal mondo del lavoro e per tutta la durata dell'anticipo il costo è a carico dell'azienda.

Il contratto di espansione, ovviamente, non può essere firmato da tutti i dipendenti, ma solo dagli impiegati cui mancano meno di 60 mesi dal decorrere della pensione, sia quella di vecchiaia che quella anticipata. La pensione che poi riceveranno sarà cumulabile con qualsiasi reddito da altra attività lavorativa. Il rapporto dovrà essere risolto entro il 30 novembre 2021.

Cosa prevede il piano di assunzioni

Parallelamente allo scalone d'uscita l'azienda dovrà sottoscrivere un accordo sindacale in merito alle assunzioni specificando numero di persone che si impegna ad assumere, tipo di contratto e durata del medesimo. Inoltre devono essere specificati i profili professionali compatibili con i piani di reindustrializzazione o riorganizzazione del personale; la programmazione temporale delle assunzioni; l'indicazione della durata a tempo indeterminato dei contratti di lavoro, compreso il contratto di apprendistato professionalizzante.

Va infine indicata la riduzione complessiva media dell'orario di lavoro e il numero dei lavoratori interessati, relativamente alle professionalità in organico, nonché il numero dei lavoratori che possono accedere.

La circolare INPS

In questo senso INPS ricorda, tramite la circolare n.48 del 24 marzo, che il contratto di espansione spetta ai lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato che risultino iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) o alle forme sostitutive o esclusive dell'Assicurazione generale obbligatoria, gestite dall'INPS, e abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro entro il 30 novembre 2021.

Allo stesso trattamento hanno diritto anche i dirigenti e i lavoratori assunti con contratto di apprendistato.

Se questo meccanismo fosse allargato e consentito anche ad aziende ancora più piccole, per esempio fino a 50 dipendenti, la platea degli aventi diritto aumenterebbe di circa 20.000 imprese a livello nazionale.

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