(Ansa)
Economia

Contributo a fondo perduto: chi ne ha diritto, chi no e come ottenerlo

Nel consueto ginepraio attuativo ha preso il via libera la richiesta di accesso ai contributi a fondo perduto per le partite Iva

Dal 15 giugno al 13 agosto 2020 i titolari di partita Iva che abbiano subito perdite di fatturato superiori al 33% a causa del Coronavirus possono inviare all'Agenzia delle Entrate richiesta per ottenere l'erogazione del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio.

L'articolo 25 del decreto in questione spiega chi sono gli aventi diritto, come ottenere il bonus e soprattutto quali sono i vincoli e gli esclusi dal provvedimento perché i paletti non mancano e la stessa legge (ancora in fase di approvazione a Montecitorio) è farraginosa e pieno di eccezioni e rimandi a successive circolari attuative intorno cui bisogna destreggiarsi.

A fare – in parte – chiarezza ci ha pensato la circolare attuativa del 13 giugno emessa dall'amministrazione finanziaria che definisce i criteri di assegnazione del contributo a fondo perduto.

Intanto la prima grande distinzione è tra chi ne ha diritto e chi no. Gli aventi diritto sono i titolari di partita Iva (anche a regime forfettario) con fatturato annuo non superiore ai 5 milioni di euro che, ad aprile 2020, abbiano subito una riduzione di fatturato di almeno il 33% rispetto allo stesso mese del 2019 a causa dell'emergenza Coronavirus.

Ne sono esclusi, invece, gli iscritti agli Ordini professionali, i soggetti la cui attività risulti cessata al 31 marzo 2020, gli enti pubblici, gli intermediari finanziari, le partite Iva che hanno avuto diritto al bonus da 600 euro previsto dal decreto Cura Italia e coloro che risultano beneficiari del reddito di ultima istanza.

Ed è il ginepraio degli esclusi che rende tutto complicato. Perché se è vero che gli iscritti agli ordini professionali non hanno diritto al contributo a fondo perduto esiste un'eccezione dell'eccezione e cioè che gli iscritti alla gestione separata Inps o al Fondo lavoratori dello spettacolo che non abbiano diritto all'indennità di 600 euro possono richiedere la copertura a fondo perduto.

Nello stesso tempo gli autonomi che hanno ricevuto il bonus 600 euro a marzo e ad aprile, ma ne sono stati esclusi a maggio, possono presentare domanda per richiedere il contributo a fondo perduto purché questi siano artigiani e commercianti.

L'ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare complessivo del fatturato di aprile 2019 e di aprile 2020. Questa percentuale è variabile e proporzionale aal fatturato: del 20% per soggetti con fatturato o compenso inferiore ai 100.000 euro; del 15% fino a 400.000 euro e del 10% fino al tetto massimo dei 5 milioni. L'importo del contributo non può essere comunque inferiore ai 1000 euro e i fondi stanziati per il 2020 sono 6.192 milioni di euro.

La domanda va inoltrata per via telematica all'Agenzia delle Entrate e se il modulo appare piuttosto semplice da compilare e chiede che vengano solo riportati i dati fiscali del soggetto richiedente e l'IBAN corrispondente non mancheranno i controlli a partire dalla certificazione antimafia fino alle verifiche cui sarà chiamata la Guardia di Finanza.

Coloro che dovessero aver illecitamente ottenuto il contributo a fondo perduto saranno portati a risarcire coattivamente lo Stato.

Il recupero delle somme non spettanti sarà maggiorato per una percentuale che va dal 100 al 200% e un tasso d'interessi del 4% annuo e una reclusione tra i 6 mesi e i 3 anni. Inoltre chi dovesse aver rilasciato una falsa autocertificazione anti mafia potrà pagare con una reclusione tra i 2 e i 4 anni.

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