surriscaldamento globale
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Economia

Cambiamento climatico: le conseguenze economiche

Per l'Intergovernamental Panel on Climate Change senza provvedimenti efficaci nel 2100 il Pil globale segnerà -23% rispetto alle condizioni normali

In Italia è stato un Natale caldo come non si era mai visto. Nel resto del mondo, pioggie, tornado e allagamenti dovuti al surriscaldamento globale hanno causato danni ingenti. E siamo solo all'inizio, ci fanno sapere gli esperti.

Un post sul New York Times rilancia un’inchiesta condotta da InsideClimate News che rivela come l’industria petrolifera avesse iniziato a studiare l’impatto del Co2 sull’ambiente già alla fine degli anni Settanta.

E il motivo è semplice: il surriscaldamento globale non avrà conseguenze soltanto sull'ambiente e sul pianeta, ma anche sull’economia. Una nuova ricerca firmata dall’Intergovernamental Panel on Climate Change, infatti, è riuscita per la prima volta a misurare fino a che punto i cambiamenti climatici ridefiniranno il volto dell’economia globale. Lo racconta Time che sottolinea come, se gli stati non prenderanno provvedimenti efficaci, nel 2100 il Pil globale sarà più basso del 23%, rispetto al trend previsto senza il surriscaldamento climatico.

Temperatura e produttività: il rapporto

In particolare, utilizzando una serie storica di dati che vanno dal 1960 al 2010, i ricercatori hanno messo a fuoco la relazione fra temperatura e produttività economica. La ricerca ha preso in considerazione come, nei vari paesi del mondo, l’incremento della temperatura abbia influito sulla produttività.

La previsione è conservativa, visto che dal calcolo sono esclusi gli effetti di un innalzamento del livello del mare e un aumento dell’intensità degli uragani il cui costo economico si misura in miliardi di dollari: l’uragano Katrina, per esempio, ha causato danni per 40 miliardi.

Anche altri studi puntano nella medesima direzione: Citigroup, per esempio, ha dimostrato come limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi rispetto all’epoca pre-industriale potrebbe contenere l’impatto negativo sul Pil globale che, a questo modo, registrerebbe una perdita di “solo” 50 trilioni di dollari. Le conseguenze di un incremento della temperatura prevista di 4,5 gradi nei prossimi decenni, dunque, sarebbero devastanti per l'economia.

Vox, invece, ricorda come, in base a una raccolta di studi, un aumento della temperatura di 2,5° si tradurrebbe per un cittadino medio nella perdita di reddito percepita dell’1,3%.

Citigroup, inoltre, ha distinto l’impatto del surriscaldamento globale sulla produzione agricola e su quella industriale. Mentre è intuitivo immaginare le conseguenze per l’agricoltura (che impiega un terzo dei lavoratori del mondo), i ricercatori sono al lavoro per comprendere come il clima condizioni la produttività in altri settori.

Il surriscaldamento globale, infatti, non influenzerà tutto il mondo allo stesso modo. La produttività è massima nelle regioni dove la temperatura media si attesta sui 15 gradi. Quindi, le zone del nord del mondo potrebbero beneficiare di temperature più alte che, però, avrebbero effetti fortemente negativi sulle regioni meridionali più povere con conseguenze immaginabili sul fronte dell’ineguaglianza economica fra nord e sud del mondo e sui flussi migratori.

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