Bonus biciclette e monopattini: la storia infinita del voucher che non arriva
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Bonus biciclette e monopattini: la storia infinita del voucher che non arriva
Economia

Bonus biciclette e monopattini: la storia infinita del voucher che non arriva

Si tratta di una delle misure inserite nel Decreto Rilancio di maggio, ma dopo mille rinvii la data dell'entrata in vigore è rimandata a novembre

E' da maggio che se ne parla, ma del cosiddetto "bonus bicicletta e monopattino" per ora non c'è traccia; o meglio c'è traccia più che altro dei suoi continui rinvii e rimandi. Prima avrebbe dovuto essere operativo da maggio, poi agosto e ora la data da segnare sul calendario è quella del 4 novembre quando, finalmente, dovrebbero arrivare i primi soldi.

Una storia travagliata Il voucher per stimolare la mobilità urbana dolce ed ecologica in un primo momento era stato inserito all'interno del Decreto Rilancio, quello che, dopo il Cura Italia, avrebbe dovuto varare una serie di misure socio economiche studiate per far sì che il nostro Paese potesse rimettersi in moto dopo il lockdown da Coronavirus. Il decreto è stato firmato a maggio e in tema di mobilità sostenibile si proponeva di rimborsare solo il 60% della spesa sostenuta per un massimo di 500 euro per acquistare biciclette nuove o usate anche con pedalata assistita oltre a monopattini, hoverboard e segway elettrici.

Altro paletto che ha fatto discutere era quello relativo al target di cittadini cui era rivolto il bonus ovvero solo i maggiorenni con residenza in una città con più di 500.000 abitanti oltre ai capoluoghi di provincia e regione e le città metropolitane. Questo significa che ne sono esclusi la stragrande maggioranza dei pendolari che vivono nei dintorni delle grandi città che forse sarebbero proprio la categoria più bisognosa di un simile contributo.

Come funziona

Per ottenere il bonus (per un massimo di 500 euro) era necessario conservare il documento giustificativo di spesa, ovvero la fattura (non bastava lo scontrino a meno che non sia quello "parlante") e allegarlo all'istanza da presentare mediante una fantomatica piattaforma informatica cui si starebbe ancora lavorando.Il bonus, di fatto, è in vigore dal 4 maggio, ma dei rimborsi ancora non c'è traccia: mancavano i decreti attuativi, la piattaforma non era pronta, il sistema, come concepito, non funzionava.

Ennesima promessa non mantenuta

La promessa (non mantenuta) era che gli italiani avrebbero potuto riavere il proprio denaro entro agosto, che la piattaforma tramite cui accedere al servizio sarebbe stata pronta entro allora e che tutto sarebbe stato pronto e operativo in tempi rapidi. Invece si è dovuto aspettare fino al 30 agosto perché il bonus mobilità fosse registrato alla Corte dei Conti e sabato 5 settembre verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Questo significa che a partire dal 5 settembre c'è da aspettare altri 60 giorni perché i primi rimborsi (di acquisti già effettuati a partire da maggio) vengano approvati.

Costa: "Ci sono stati degli intoppi""Non nascondo – ha dichiarato il Ministro dei Trasporti Sergio Costa - che ci siano stati degli intoppi amministrativi, che comunque con il lavoro a pieno ritmo in tutto il mese di Agosto abbiamo superato". Costa ha poi aggiunto: "Il fondo è stato quasi raddoppiato: da 120 milioni a 210 milioni di euro proprio grazie ad un lavoro congiunto tra governo e Parlamento, che ringrazio".

Nei prossimi 2 mesi il portale dovrebbe essere concluso dalle società appaltatrici del progetto e il fondo dovrebbe essere operativo.

Ovviamente ci sarà da capire come funziona il portale e quali dati bisognerà inserire. Nel momento in cui si era parlato del bonus l'idea era quella che i commercianti fossero il tramite per inserire sulla piattaforma i dati relativi all'acquisto e agevolare la burocrazia del funzionamento del sistema, ma ora il dubbio è che sigli acquisti già effettuati dovranno essere i cittadini ad effettuare il log-in e a districarsi nei meandri del procedimento di rimborso.

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