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(Ansa)
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Economia

Bitcoin in caduta libera, cosa c’è dietro al crollo delle criptovalute

Secondo il Professor Fabrizio Zampieri, analista finanziario ed esperto in criptovalute l’attuale crisi è passeggera e conseguente a un contesto di precarietà finanziaria che ha radici lontane

Siamo agli albori di una rivoluzione copernicana del sistema finanziario tradizionale e il crollo di queste settimane delle criptovalute e del Bitcoin in particolare fa parte di una corsa alle vendite spregiudicate che sta investendo tutti i mercati.

Perché il valore del Bitcoin è sceso così tanto

Ne è convinto il Professor Fabrizio Zampieri, analista finanziario ed esperto in criptovalute che, per Panorama.it ha tracciato un’analisi di quanto sta accadendo in questi giorni sul mercato delle criptovalute con il Bitcoin sceso sotto la soglia dei 27.000 dollari mentre a novembre – solo 5 mesi fa – aveva superato quota 69.000 dollari di valutazione.

“Se osserviamo bene – analizza Zampieri - in questo periodo non è che sia sceso solo Bitcoin e le criptovalute, ma stanno scendendo tutti i mercati in generale partendo dall’azionario per arrivare all’obbligazionario; stanno scendendo persino le quotazioni di oro e d’argento e ovviamente anche le criptovalute che - essendo un mercato più giovane e con minore liquidità - hanno dei movimenti sia al rialzo che al ribasso molto più ampi e molto più alti rispetto al mercato tradizionale”.

Si tratta di una crisi passeggera o la caduta dei mercati anticipa un nuovo ciclo finanziario in divenire?

“Ci troviamo in un periodo di una crisi finanziaria sistemica; gli investitori stanno, infatti, vendendo tutto. Sono presi da panico e paura e quindi vendono qualsiasi asset comprese le criptovalute. A questo va aggiunto che le grandi banche d’affari e i fondi speculativi giocano su questo fatto e innescano posizioni short che incentivano ancora di più i movimenti ribassisti”

Si può parlare di bolla finanziaria in arrivo?

“Secondo me rispetto a Bitcoin e le criptovalute non siano di fronte a una bolla finanziaria perché Bitcoin ormai ha 12 anni di attività e se fosse stata una bolla sarebbe esplosa ben prima. In passato già più volte Bitcoin ha vissuto movimenti di questo genere: picchi rialzisti notevoli seguiti da fasi di cali persino del 70, 80 per cento. Non la definirei, quindi, una bolla speculativa in particolare anche perché ormai ci sono molti organi istituzionali – banche, fondi, istituzioni – che sono entrati nel business. Bitcoin si sta diffondendo sempre di più e non credo che si tratti di una bolla”

Quali fattori hanno determinato l’attuale crisi in corso? Si punta spesso il dito verso guerra e pandemia; è proprio così?

“Io credo che fattori come la guerra e la pandemia non siano state le cause scatenanti di questa grande crisi generata a livello finanziario, magari hanno dato la spinta per far aumentare il fenomeno, ma la crisi è iniziata ben prima. Il rialzo dei prezzi delle materie prime, ad esempio, è iniziato in una fase precedente a quella del conflitto. Secondo me la grande crisi è dovuta piuttosto a una sistema finanziario – quello tradizionale – che non riesce più a reggersi in piedi”.

Secondo lei, quindi, è proprio l’attuale sistema finanziario quello che rischia di collassare?

“ Ormai da una ventina d’anni le banche centrali stanno inondando i mercati di banconte che sono carta straccia create dal nulla attraverso politiche di quantitative easing o di sostegno agli stati e alle imprese. Le banche centrali stanno stampando moneta senza avere un terreno sottostante. E’ un sistema creato sul debito che ha raggiunto un tale livello che ormai è difficile che continui a rimanere in piedi. C’è bisogno di una rivoluzione in campo finanziario e quindi ci saranno dei grossi fenomeni di rinnovamento e cambiamento per quanto riguarda la finanza. Il problema è che adesso stiamo assistendo a degli eventi piuttosto ampi al ribasso che poi permetteranno di generare nuovi strumenti o di generare un nuovo sistema finanziario.”

E il nuovo paradigma della finanza in quale direzione guarda?

“Nell’arco di una paio d’anni secondo me assisteremo alla nascita delle cosiddette ‘criptovalute digitali di stato’ che non sono delle vere criptovalute perché saranno controllate a livello centralizzato dalle banche centrali. Con la nascita delle valute digitali di stato scomparirà il contante e si azzererà il debito degli stati che ormai ha raggiunto livelli incalcolabili. Una rivoluzione del sistema monetario”

Quindi del concetto stesso di moneta visto che i detrattori di criptovalute – per esempio cito il nome dell’economista americano Nouriel Roubini – ritengono che tali valute non abbiano nessuna delle caratteristiche richieste a una valuta tradizionale per essere considerata tale a partire proprio dalla stabilità sui mercati?

“Sì, senz’altro anche se bisogna ricordare che al momento molte istituzioni finanziarie e diversi stati stanno combattendo Bitcoin e ne chiedono una regolamentazione. Vedo in un prossimo futuro a breve termine l’introduzione di una proposta di legge da parte di stati e governi che preveda la regolamentazione fiscale e normativa delle criptovalute”.

Mai come oggi, del resto, la criptovaluta avrebbe bisogno di regolamentazione normativa visto che se ne parla spesso come strumento favorito per il riciclaggio di denaro e per attività illecite.

“Bisogna ricordare che il 95% dei movimenti finanziari legati alle attività illecite quali il contrabbando, armamenti o droga avvengono ancora tramite i canali finanziari tradizionali con spesso la complicità delle banche o delle società in paradisi fiscali e attraverso il cash. Inoltre Bitcoin non permette assolutamente l’anonimato come spesso si sente dire perché tutte le transazioni sono trasparenti e visibili da chiunque in rete e si può arrivare a chi ha generato un movimento senza alcun problema”.

A fronte di questo scenario, dal Suo punto di vista, come uscirà la criptovaluta dalla crisi in corso?

“Bitcoin, come tanti altri asset finanziari, in questo momento è soggetto a una forte caduta di prezzo, ma il periodo negativo è iniziato già da tempo, dopo il picco al rialzo di novembre. Personalmente ho assistito a tanti altri momenti e periodi negativi su Bitcoin, ma poi si è sempre ripreso quindi credo che anche questa volta bisognerebbe evitare di farsi prendere dal panico e di non vendere a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo magari in perdita e di avere pazienza. Sono convinto che bitcoin presto riprenderà le quotazioni e tornerà di nuovo verso livelli alti.”

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