Starbucks: i progetti sull'Italia per il prossimo anno

La catena americana punta su un’esperienza premium del caffè, ma competitiva nel prezzo in accordo (anche) con Princi

Starbucks

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Stefania Medetti

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L’esordio dell’insegna Starbucks in Italia era stato annunciato per l’inizio del nuovo anno, ma adesso pare che bisognerà attendere settembre per mettere piede nella prima caffetteria che il colosso di Seattle aprirà in partnership con il gruppo Percassi. L'azienda bergamasca, infatti, è licenziatario unico, nonché proprietario e gestore dei locali.

Ma nel frattempo Howard Schultz ha raddoppiato il tiro. L'amministratore delegato del gruppo, ha deciso infatti di aprire anche dei corner di pasticceria con caffè nei punti vendita di Princi, il panificio-pasticceria milanese che è già presente negli Stati Uniti a Seattle, New York e Chicago.

I punti vendita
Come ha confermato recentemente in un’intervista Antonio Percassi al momento sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’ex-ufficio postale di piazza Cordusio a Milano che ospiterà la prima caffetteria. La tappa successiva potrebbe essere proprio Bergamo, con due location, una in città (il gruppo italiano ha acquistato nella scorsa primavera il Bar Mottino, staccando un assegno da milione di euro) e l’altra all’Orio Center. Ma si vocifera anche di nuove aperture a Verona, Venezia e Roma.

Così come è avvenuto in altri mercati, Starbucks cercherà di intercettare i gusti locali. Coinvolto in ogni dettaglio dell’operazione, Schultz ha anticipato che è stata messa a punto una miscela di caffè ad hoc che “sorprenderà i clienti italiani”. Schulz, del resto, deve parte della propria fortuna e del successo della formula a Milano. È stato qui che, durante un viaggio di lavoro nel 1983 (all’epoca era responsabile marketing di quattro torrefazioni a Seattle), ha intuito che l’appeal della formula del caffè, come spazio fisico, avrebbe potuto trovare consenso nel suo paese.

Dunque, a quanto si sa, negli Starbucks italiani ci sarà un bancone dove consumare il caffè in piedi e Starbucks intende essere competitivo anche sul fronte del prezzo, giocando sul fatto che il contenuto di una tazzina di espresso non è paragonabile a quello delle walking cup americane. Sul fronte del servizio, accanto all’immancabile wi-fi, potrebbero essere disponibili i contenuti di Starbucks Digital Network, cioè film, serie tv e news.

Gli obiettivi entro il 2021
Nel corso dell’incontro biennale tenuto con gli analisti il 7 dicembre scorso, infatti, Starbucks ha presentato il proprio piano quinquennale che prevede un incremento del giro d’affari del 10%, un aumento del 15-20% degli utili per azione e un +5% per il fatturato di ogni punto vendita.

L’azienda, inoltre, ha annunciato l’apertura di 12mila nuove caffetterie nel mondo entro il 2021, di cui cinquemila in Cina. La crescita, nelle parole di Howard Schultz (che ad aprile assumerà il titolo di executive chairman, sostituito nel ruolo di chairman e ceo da Kevin Johnson, attualmente presidente e chief operating officer) sarà raggiunta attraverso un’ulteriore “premiumizzazione” dell’esperienza per i clienti. Con il nuovo anno, infatti, le Starbucks Reserve Roastery, il cui format ha debuttato a Seattle due anni fa, faranno la loro comparsa a Chicago e Shanghai, mentre nel 2018 è prevista l’apertura a New York, Tokyo e in Europa. L’intenzione è di arrivare a mille location nel mondo.

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