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Sergio Marchionne, 10 frasi da ricordare

Da cosa significa essere liberi alla sua idea di leader giusto fino al messaggio ai giovani. Ecco l'eredità del manager di Fca

Sergio Marchionne

Simona Santoni

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Il capitano d'industria Sergio Marchionne se n'è andato. Abbracciando la filosofia del cambiamento, costi quel che costi, con decisioni spesso impopolari, ha salvato e rilanciato la Fiat. Stesso dicasi per Chrysler. Oggi che se ne va, Fca (ovvero Fiat Chrysler Automobiles, la fusione di due aziende automobilistiche passate attraverso il buio più buio) è il sesto produttore mondiale di auto.

Nato a Chieti, in Abruzzo, migrato in Canada a 14 anni, viaggiatore e innovatore, dal 2003 è entrato nel mondo Fiat, inserito nel Consiglio di amministrazione del Lingotto da Umberto Agnelli. Quindici anni dopo è forte la sua eredità.

Ecco 10 frasi da ricordare di Sergio Marchionne. Mentre parlava di leader, capitalismo, strade da scegliere, libertà. 

FIAT A TESTA ALTA

Fine novembre 2004, a Toronto per ritrovare sua madre, Sergio Marchionne era presente alla cena di gala dell'Associazione nazionale carabinieri. Al giornalista Alan Patarga del Corriere Canadese, quando la Fiat di Marchionne ancora non esisteva, disse una frase tra il vaticinio e la promessa:

"Torneremo in America, con Fiat e soprattutto con Alfa, e non ci prenderanno più in giro".

IL LEADER GIUSTO

Dalla lectio magistralis per il conferimento della laurea ad honorem in Ingegneria gestionale, Politecnico di Torino, 27 maggio 2008.

"La vera validità di un amministratore delegato oggi si può pesare soltanto in termini di impatto umano che ha sulla sua struttura. Suo compito più importante è quello di scegliere i leader giusti e metterli nei posti giusti. Per leader giusti intendo persone che hanno il coraggio di sfidare l'ovvio, di seguire strade mai battute, di rompere schemi e vecchie abitudini che sono visibili alla concorrenza, di andare oltre a quello che si è già visto. Uomini e donne che comprendono il concetto di servizio, di comunità e di rispetto per gli altri. Sono persone che agiscono con rapidità ma hanno la capacità di ascoltare. Sono affidabili, nel senso che mantengono sempre le promesse e non fanno promesse che non sono in grado di mantenere. E soprattutto hanno la visione del loro agire in un contesto sociale".

IL PROFITTO

Così Sergio Marchionne ha parlato agli studenti dell'Università Luiss, a Roma, il 27 agosto 2016:

"Esiste un limite oltre il quale il profitto diventa cupidigia e coloro che operano in un libero mercato hanno anche l'obbligo di agire entro i limiti di ciò che una buona coscienza suggerisce". 

IL MESSAGGIO AI GIOVANI

E ancora:

"Siate come i giardinieri, investite le vostre energie e i vostri talenti in modo tale che qualsiasi cosa fate duri una vita intera o perfino più a lungo".

IL VIAGGIO

Giovedì 26 agosto 2010 al Meeting di Rimini il manager italocanadese si confronta con una platea di giovani. Parlando delle difficoltà dello sradicamento e del viaggio, come pure delle sue opportunità:

"Ho dovuto abituarmi presto a cambiar casa, abitudini e amici. Avevo 14 anni quando la mia famiglia si è trasferita in Canada e vi confesso apertamente che non è stato facile. Non è mai facile iniziare tutto da capo, in una terra sconosciuta, in una lingua straniera, imparare a gestire la solitudine di alcuni momenti, non è facile lasciare le certezze del tuo mondo abituale per le incertezze di un mondo nuovo. [...] Ma è proprio per questo che viaggiare, cambiare ambiente e conoscere altre culture è uno straordinario modo per crescere e per farlo in fretta. Il contatto con un mondo sconosciuto è qualcosa che ti cambia nel profondo, perché ti costringe a contare solo sulle tue forze e a superare i tuoi limiti. 

COSA SIGNIFICA ESSERE LIBERI

Sempre dal Meeting di Rimini del 2010:

"Se c'è una cosa che ho imparato in tutti questi anni è che la prima garanzia che dobbiamo conquistarci per poter scegliere è la libertà; essere liberi significa avere la forza di non farsi condizionare, essere liberi vuol dire anche trovare il coraggio di abbandonare i modelli del passato e le vecchie abitudini e dipendenze. Le strade comode e rassicuranti non portano da nessuna parte e di sicuro non aiutano a crescere; fanno solo perdere il senso del viaggio. 

IL CAMBIAMENTO

Il 22 settembre 2007 Sergio Marchionne interviene al XXXI Convegno di Economia e politica industriale di Foggia:

"Una società liberale che vuole durare nel tempo deve difendere chi è colpito dal cambiamento".

IMPRENDITORE E "DISTRUZIONI CREATIVE"

Sempre dal XXXI Convegno di Economia e politica industriale:

"Il ruolo dell'imprenditore in economia è quello di stimolare investimenti e innovazione e quindi provocare una serie di  'distruzioni creative'".

L'ITALIA

In un'intervista a Repubblica del 23 ottobre 2007, Sergio Marchionne dice:

"L'Italia è un paese che deve imparare a volersi bene, deve riconquistare un senso di nazione".

LA SOLITUDINE DEL CAPO

È della stessa intervista anche questa riflessione sulla leadership:

"La leadership non è anarchia. In una grande azienda chi comanda è solo. La collective guilt, la responsabilità condivisa, non esiste. Io mi sento molte volte solo".


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