Ryanair: fino a che punto può permettersi gli scioperi?

Michael O’Leary sa che i consumatori sono attenti ai prezzi e questo gli dà spazio di manovra

Ryanair

Un aereo Ryanair - 13 agosto 2018 – Credits: iStock - GoodLifeStudio

Stefania Medetti

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Le ultime proteste dei piloti di Ryanair in Germania, Svezia, Irlanda e Belgio hanno obbligato la compagnia a cancellare il 17% dei voli in programma lo scorso venerdì. Nonostante i disagi causati ai passeggeri, la società ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di mettere in discussione il proprio modello operativo di business. Partendo da questa affermazione, Forbes spiega perché la formula di democratizzazione del trasporto aereo mette la compagnia al riparo dalle pressioni.

L’immagine ribelle

Ryanair, infatti, è consapevole del fatto che gli scioperi, per quanto possano aver reso difficili le giornate dei viaggiatori coinvolti, non impattano sulla voglia di volare degli europei. Parte del successo della compagnia guidata da Michael O’Really, inoltre, è legato a un approccio di rottura rispetto allo status quo dell’aviazione commerciale e Ryanair continua a fare leva sul suo posizionamento. Lo ha confermato nell’ultima trimestrale del mese di luglio: “Per quanto sono attese proteste da parte dei dipendenti e pressioni sindacali che possono influenzare negativamente l’atteggiamento dei consumatori e la profittabilità, Ryanair mantiene il proprio modello economico di basse tariffe e alta produttività”.

Le ragioni della scelta

Come ha dimostrato la compagnia americana low cost Southwest Airlines - a cui si ispira il modello di business di Ryanair -, la formula dell’alta produttività fa da paracadute nei momenti di difficoltà. Nel primo trimestre del bilancio 2019, in seguito a un abbassamento delle tariffe e a un incremento dei costi del carburante e del lavoro, la profittabilità di Ryanair è calata del 20%. Nonostante ciò, la compagnia ha chiuso il trimestre con un utile di 319 milioni di euro. Inoltre, ha mantenuto un margine netto del 15%, contro la media del 4,1% messa a bilancio dalla Iata per il trasporto globale nel 2018.

Il traffico continua a crescere

Anche le altre compagnie aeree europee devono fare i conti con le pressioni dei sindacati che cercano di ottenere condizioni di lavoro e compensi in linea con gli standard di vita dei diversi paesi. A dispetto di 2.500 voli cancellati, però, il traffico di Ryanair nel trimestre considerato è cresciuto del 7%, raggiungendo 37,6 milioni di passeggeri e assicurando alla compagnia il 96% del fattore di carico. Considerato che il break-even per il fattore di carico di Ryanair per il periodo 2017-2018 si attesta al 73%, si capisce come Michael O’Really abbia un comodo spazio di manovra per affrontare il braccio di ferro con i sindacati nei mesi a venire.

Per saperne di più

- Economia: come le compagnie low cost hanno cambiato l’Italia

- Ryanair, la strategia di O’Leary e del primo accordo sindacale


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