ll futuro di Netflix, spiegato bene

L'azienda investe sul contenuto per catturare clienti e allargare le distanze con i concorrenti

Netflix

Tv del futuro - 31 luglio 2018 – Credits: iStock - metamorworks

Stefania Medetti

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Potrebbe essere il più grande successo planetario nel settore dell’intrattenimento o un colossale flop. Ma con un tasso annuale di crescita del 40% e un business plan molto aggressivo, il futuro di Netflix ha i numeri per essere molto roseo. La base clienti e i ricavi, fa sapere Slatecontinuano a crescere: negli ultimi cinque anni, hanno tenuto rispettivamente una media del 29 e del 35%, mentre la spesa per il contenuto viaggia al ritmo di +39% e per quest’anno arriva a otto miliardi di dollari.

Intercettare ogni interesse

I detrattori sostengono che gli investimenti nel contenuto rischiano di mettere in pericolo l’azienda e destabilizzare l’intero settore, ma come sottolinea Redef.com sono funzionali all’obiettivo di Netflix di totalizzare un alto numero di abbonati e diventare la loro unica forma di intrattenimento. E questo spiega anche perché, per intercettare ogni interesse e conquistare il consenso del pubblico, Netflix punta sulla massima differenziazione del contenuto.

Come uno schema Ponzi 

Il modello di Netflix è stato paragonato a uno schema Ponzi: l’azienda, infatti, rastrella risorse per investire sul contenuto, con cui conquistare altri abbonati e finanziare nuove produzioni. A differenza di uno schema Ponzi, però, Netflix investe per consolidare la propria leadership. Il numero degli abbonati, infatti, è legato alla possibilità di aumentare i prezzi, far crescere i ricavi per spendere in contenuto, conquistare nuovi clienti e aumentare la massa critica. 

Obiettivo: 400 milioni di case

A oggi, Netflix può contare su 56 milioni di abbonati negli Stati Uniti e 68 milioni nel mondo, ma il break-even, secondo osservatori esperti come Matthew Ball, ex-strategy head di Amazon Studios, potrebbe richiedere 250 milioni di utenti, con un obiettivo potenziale di 400 milioni di case e, dunque, diversi miliardi di fruitori nel mondo. Negli Stati Uniti, stando alle stime di Ball, Netflix può aspirare a 60-90 milioni di contratti, pari a una penetrazione del 50-75%. Canada e Regno Unito rappresentano ulteriori 23-35 milioni di utenti, un dato in linea a quanto previso per Corea e Giappone, mentre i principali mercati europei come Germania, Italia, Francia e Spagna potrebbero portare in dote oltre cento milioni di case. Al conto, inoltre, vanno aggiunti i mercati emergenti: il Brasile con 65 milioni di case e l’India con 280 milioni. 

Un concorrente sempre più temibile

Netflix, infine, può contare su una formula contrattuale super flessibile e su posizionamento di prezzo molto inferiore rispetto ai concorrenti diretti come Hbo, Hulu, Showtime e Fx. La scommessa di Netflix, infatti, è che i clienti apprezzino i contenuti al punto tale da rinunciare ad altri abbonamenti. L’interesse per i suoi prodotti, in realtà, determina un altro effetto positivo per l’azienda, perché crea anche una nicchia difficile da scalfire che allarga ulteriormente le distanze con i competitor e questo, nel tempo, renderà anche l’investimento in contenuto meno rischioso.

Per saperne di più:

- Netflix, come funzionano gli smart downloads

- Netflix, dietro le quinte del gigante dello streaming


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