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Fisco italiano – Facebook: tutti i dettagli sull’accordo da 100 milioni

Il colosso del web guidato da Mark Zuckerberg mette così fine alla controversia sul pagamento delle tasse dal 2010 al 2016

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Giuseppe Cordasco

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Facebook decide, finalmente è il caso di dire, di mettersi in regola con il pagamento delle tasse in Italia, e raggiunge un accordo con il fisco per il pagamento di 100 milioni di euro di arretrati.

La somma in questione infatti, mette fine a una controversia relativa a indagini fiscali condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura di Milano per il periodo tra il 2010 e il 2016.

Tra l’altro, pare che la cifra pagata da Facebook risulti persino superiore al previsto e comunque, l'Agenzia delle entrate ci ha tenuto a precisare come, in sede d'accordo, non ci sia stata "nessuna riduzione degli importi contestati". Ma come era nato questo contenzioso tributario milionario?

Le indagini

Nel corso delle indagini, la Guardia di Finanza aveva scoperto che il colosso americano fondato da Mark Zuckerberg con sede a Menlo Park aveva creato un'organizzazione di filiali societarie, come Facebook Ireland limited (operante in Europa) e Facebook Ireland holdings (con sede alle isole Cayman), con l'obiettivo preciso di versare meno tasse.

Nello specifico, per quanto concerne il nostro Paese, è emerso che dal 2010 al 2016, Facebook Italy srl avesse nascosto al fisco italiano ben 296,7 milioni di euro in ricavi pubblicitari pari a circa 54 milioni di tasse. Una cifra alla quale sono state aggiunte sanzioni per una somma finale appunto di circa 100 milioni di euro.

Una nuova strategia

L’accordo con la nostra Agenzia delle entrate, rientra in una nuova strategia adottata da Facebook sui pagamenti delle tasse relative ai ricavi pubblicitari realizzati nei diversi Paesi.

A partire dal 2017, infatti, i ricavi pubblicitari realizzati dalle controllate locali non saranno più contabilizzati dalla sede internazionale di Dublino, ma dalla società presente nel Paese di riferimento, per l'Italia appunto Facebook Italy.

Questo significa che da subito i ricavi pubblicitari generati nel nostro Paese saranno soggetti al fisco italiano. Il cambiamento in Italia è già cominciato e i primi effetti sulle entrate dovrebbero vedersi a partire dal prossimo anno.

L’ultimo di una serie di accordi

L’intesa sul pagamento delle tasse per Facebook in realtà non rappresenta una novità per il nostro fisco sul fronte dei rapporti con i grandi big mondiali del web.

Negli ultimi anni infatti l'Agenzia delle entrate ha già sottoscritto altri accordi modello con i colossi dell’online. Vale la pena ricordare infatti che a dicembre del 2017 Amazon ha raggiunto con il nostro fisco un’intesa per pagamento anch’essa di circa 100 milioni di tasse arretrate.

Sempre l’anno scorso poi era stata la volta di Google a mettersi in regola con il pagamento delle imposte, questa volta a fronte di un versamento ben più sostanzioso di 306 milioni di euro, che sanava inadempienze relative al periodo 2012-2015.

Infine, una citazione d’obbligo lo merita quello che può considerarsi l’accordo apripista in materia di trattamento fiscale delle multinazionali dell’informatica in Italia, ovvero quello raggiunto a dicembre del 2015 con Apple, che, per regolarizzare la propria posizione tributaria, accettò di versare una somma pari a 318 milioni di euro.

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