Deutsche Bank: ecco perché i tedeschi sono preoccupati

Quali sono le variabili che pesano sul destino della banca e della finanza europea

Deutsche Bank

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Stefania Medetti

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Non è mai un buon segno quando una banca deve rassicurare clienti e creditori della sua solidità. Lo sottolinea il magazine americano Slate che analizza le quattro ragioni della preoccupazione sulla salute e il destino della più grande banca d’investimento tedesca. La prima: Deutsche Bank, ma non è un caso isolato in Europa, deve fare i conti con una crescita rallentata dell’economia e un basso costo del denaro che hanno reso meno facili e meno redditizi i prestiti. La seconda: gli accordi di Basilea 3 hanno imposto alle banche di costituire una propria “rete di sicurezza” per la gestione del rischio e, dunque, dovendo destinare una parte dei fondi a migliorare le capacità di assorbire shock derivanti da tensioni economiche e finanziarie, anche gli investimenti risultano meno redditizi, tanto che il Wall Street Journal ha scritto di una “cronica crisi di profittabilità”.

La terza variabile, invece, è espressamente relativa a Deutsche Bank. Sulla salute dell’istituto finanziario, infatti, pendono sanzioni per frodi e violazioni a livello internazionale. Un elemento che, solo nel 2015, ha contribuito a un passivo di oltre 6,8 miliardi di euro. Ma il conto non è ancora chiuso e gli investitori sono preoccupati del fatto che le cause in corso possano tradursi in guai ancor più seri sul fronte legale e, dunque, finanziario.

E poi, ci sono i CoCo bonds, le obbligazioni contingenti convertibili. Il nuovo tipo di obbligazioni nato per cercare di rafforzare le risorse e recuperare liquidità introdotto in seguito al nuovo sistema di regolamentazione bancaria. Una formula a metà strada fra un’azione e un’obbligazione che Bloomberg non ha esitato a definire “bombe a mano ad alto rendimento”. Perché, mentre assicurano interessi superiori al 6%, sono gravate da un duplice tipo di rischio: non rendere alcun interesse, in quanto le banche hanno la facoltà di sospendere i pagamenti quando il debito supera il limite di guardia, ma anche riversare le perdite sugli obbligazionisti se la situazione finanziaria dovesse deteriorarsi ulteriormente. In questo caso, il nuovo tipo di bond verrebbe trasformato in azioni o cancellato. E Deutsche Bank ne ha venduti per 4,6 miliardi di euro.

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I commenti dei media americani

Gli investitori, convinti che le banche avrebbero trattato di CoCo bonds come normali obbligazioni, hanno li hanno acquistati con voracità, ma le cose – ricorda Blooomberg – potrebbero andare di male in peggio, perché se la banca non onorasse i pagamenti, la corsa alla vendita potrebbe destabilizzare il mercato obbligazionario e, eventualmente, l’intero sistema finanziario.

A proposito di preoccupazione, il pungente commentatore economico-finanziario Wolf Richter dalle pagine del suo sito wolfstreet.com fa notare la scelta delle parole con cui il ceo della banca John Cryan si è rivolto ai dipendenti la scorsa settimana: “Dite a tutti che Deutsche Bank è solida come la roccia”. Scrive Richter: “Quando si tratta di banche, la semantica è importante: Cryan non ha dichiarato: “Deutsche Bank è solida come la roccia”, ma ha specificato cosa devono dire i dipendenti. I media hanno colto la seconda parte della frase, ma il ceo non è riuscito a confondere gli investitori”.

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