È in arrivo la quattordicesima per milioni di pensionati. Va dai 336 ai 655 euro ed è un’integrazione che viene riconosciuta automaticamente dall’INPS. Negli ultimi anni ha riguardato circa tre milioni di pensionati. Ma resta fondamentale verificare i propri requisiti: non è automatica per tutti e, proprio per questo, informarsi è il primo passo per non perdere un diritto.
Quattordicesima pensionati 2026: cos’è e a cosa serve
Si chiama “somma aggiuntiva”, ma tutti la conoscono come quattordicesima. È una prestazione nata nel 2007 e successivamente ampliata, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto dei pensionati con redditi medio-bassi. A differenza della tredicesima, che è universale, questa misura non è per tutti, ma è legata a requisiti ben precisi. È una prestazione previdenziale, quindi spetta solo a chi ha versato contributi nel corso della propria vita lavorativa. Per questo sono esclusi i cittadini che ricevono l’assegno sociale o le pensioni di invalidità civile. Da tenere presente poi che l’importo è netto, non è soggetto a IRPEF e non incide sul reddito complessivo ai fini delle altre agevolazioni.
A chi spetta la quattordicesima: requisiti 2026 per i pensionati
Sono tre i requisiti fondamentali per ottenere la quattordicesima nel 2026. La prima condizione è anagrafica: servono almeno 64 anni di età entro il 31 dicembre. Chi raggiunge questo requisito entro il 31 luglio riceve il pagamento in estate, mentre chi compie gli anni nella seconda parte dell’anno dovrà attendere dicembre. Il secondo criterio riguarda la tipologia di pensione. La somma aggiuntiva è riconosciuta solo su trattamenti previdenziali, come pensioni di vecchiaia, anticipate, di reversibilità o invalidità contributiva. Infine, c’è da considerare il reddito: il limite massimo è pari a due volte il trattamento minimo annuo INPS. Per il 2026 le soglie di riferimento sono 11.931,08 euro e 15.908,10 euro. Sono invece esclusi i titolari di prestazioni assistenziali, chi supera i limiti di reddito, chi percepisce pensioni non gestite dall’INPS, come quelle delle casse professionali private.
Importi quattordicesima pensionati 2026: da 336 a 655 euro
L’importo varia in base al reddito e agli anni di contributi versati. Per i pensionati con reddito fino a 11.931,08 euro annui, gli importi sono più elevati: si parte da 437 euro per chi ha fino a 15 anni di contributi (18 per gli autonomi), si sale a 546 euro per chi ha tra 15 e 25 anni (tra 18 e 28 per gli autonomi), si arriva fino a 655 euro per chi supera i 25 anni di contributi (28 per gli autonomi).
Per chi ha redditi compresi tra 11.931,08 e 15.908,10 euro, la quattordicesima si riduce:
primo scaglione 336 euro, secondo 420 euro e infine 504 euro per chi ha una contribuzione più lunga. Se si rispettano i requisiti di età e reddito il diritto alla quattordicesima vale anche per le pensioni di reversibilità. Gli anni di contributi vengono calcolati sulla posizione del coniuge deceduto, mentre il reddito considerato è quello del beneficiario.
Quando viene pagata la quattordicesima INPS
Il pagamento avviene in modo automatico, non serve fare domanda. La somma compare nel cedolino con la voce “somma aggiuntiva”. Arriva a luglio 2026, per chi soddisfa i requisiti entro il 31 luglio e a dicembre 2026, per chi li raggiunge nella seconda metà dell’anno o va in pensione dopo l’estate. L’importo viene inizialmente riconosciuto in via provvisoria e può essere successivamente ricalcolato sulla base dei redditi effettivi.
Mancato pagamento: cosa fare se non arriva
Può accadere che la quattordicesima non venga accreditata anche se si possiedono i requisiti. In questi casi è possibile presentare una domanda di ricostituzione all’INPS, direttamente online oppure tramite patronato. Dopo le verifiche, l’importo viene generalmente riconosciuto nei mesi successivi. Per controllare la propria situazione è utile il cedolino pensione o si può entrare nella piattaforma Inps, nella propria sezione alla quattordicesima.
