Chi è Altavilla, il braccio destro di Marchionne che ha lasciato Fca

Storia dell'uomo che ha contribuito alla trattativa con Gm e che ha partecipato ai negoziati per la conquista di Chrysler

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Alfredo Altavilla, braccio destro di Sergio Marchionne, che ha dato le dimissioni da Fca – Credits: Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images

Chiara Degl'Innocenti

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La morte di Sergio Marchionne ha fatto clamore ma a fare molto rumore è stato anche l'addio, sbattendo la porta di Fca, di Alfredo Altavilla braccio destro del manager di Chieti che ambiva, visto il suo ruolo di responsabile delle attività europee all’interno del gruppo, a sedere nella stanza dei bottoni al posto proprio di Marchionne.

Chi è Alfredo Altavilla

Nato a Taranto 55 anni fa, sposato, un figlio, grande appassionato di moto e tifoso dell'Inter, ha trascorso in Fiat ben 20 anni della sua vita, di cui gran parte a fianco di Marchionne. Dopo aver fatto l’assistente all'Università Cattolica di Milano, nel 1990 inizia la sua carriera in Fiat Auto, dove inizialmente si occupa di operazioni internazionali nell'ambito delle attività di pianificazione strategica e sviluppo prodotto. Nel 1995 viene nominato Responsabile dell'Ufficio Fiat Auto di Pechino e quattro anni più tardi Responsabile delle attività in Asia.
Chief Operating Officer Europe, Africa and Middle East (EMEA) nel 2012, diventa Head of Business Development e membro del Group Executive Council (GEC) dal 2011.

Per quanto riguarda i negoziati per l’acquisizione di Chrysler, Altavilla ha, insieme a Marchionne, un ruolo da protagonista. Da qui la sua delusione nel mancato avvicendamento. Da uomo della trattativa con Gm, da testimone al fianco dello stesso Marchionne, a New York, della chiusura del business con la casa di Detroit che portò 2 miliardi di dollari di guadagni, si considerava tra i papabili in corsa per la successione.

Secondo le fonti citate dal quotidiano La Repubblica, Altavilla avrebbe provato a chiedere un cambio di direzione, ma la decisione era già stata presa: la scelta dell'azienda era caduta su Mike Manley, perché per un gruppo che fa utili soprattutto negli Usa potrebbe non venire “capito” un manager che non ha lavorato negli States. Voci? Verità? Da qui la delusione e la decisione di Altavilla di dimettersi. E questo è un fatto.

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