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ANSA/FRANCO SILVI
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Economia

Auto, quanto risparmiamo unendo libretto e certificato di proprietà

Via libera a una riforma annunciata da tempo che renderà meno costoso vendere o acquistare una macchina

Finalmente l’Italia si mette al passo con l’Europa unificando il libretto di circolazione e il certificato di proprietà dell’auto, e integrando così le competenze della Motorizzazione civile e del Pubblico registro automobilistico (Pra) gestito dall'Aci. La novità, in realtà annunciata già da qualche tempo, è stata rilanciata in queste ore dal sottosegretario ai Trasporti Riccardo Nencini che ha sottolineato come la sua approvazione porterà, tra le altre cose, a un risparmio di 39 euro per gli automobilisti quando effettueranno il passaggio di proprietà di un veicolo. Attualmente infatti per ogni pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà si pagano 100 euro, che quando la riforma sarà a regime diventeranno 61.

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La piccola rivoluzione che, come evidenziato, oltre che burocratica sarà anche di carattere economico, passerà attraverso la creazione, presso il ministero dei Trasporti e delle infrastrutture di una nuova agenzia che in pratica accorperà le attuali funzioni di Pra e Motorizzazione civile, mettendo insieme competenze, ma soprattutto, banche dati. La nuova struttura consentirà infatti l'introduzione di un'unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento contenente i dati di proprietà e di circolazione degli autoveicoli. Il tutto, appunto, nell'ottica di una “semplificazione amministrativa nella gestione delle banche dati stesse", come esplicitamente richiesto qualche giorno fa dall’Authority Antitrust che era intervenuta sulla questione.

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Ma l’accorpamento di libretto e certificato di proprietà, come detto in apertura, ci permetterebbe finalmente anche di adeguare la nostra legislazione a quella europea. Nel resto dell’Unione infatti la carta di circolazione emessa dalle locali Motorizzazioni civili è l'unico documento valido e necessario per poter circolare a norma di legge. In Italia invece resisteva ancora questa vecchia formula della doppia certificazione. Oltre al libretto infatti, era obbligatorio, e per il momento lo è ancora, iscrivere il proprio veicolo al Pra gestito dall'Aci, perché solo attraverso questa procedura l'intestatario del veicolo diventava proprietario. Ora l’annuncio dell’unificazione dell’iscrizione, che dovrebbe permettere con un solo passaggio per essere in regola. E speriamo che sia davvero la volta buona.

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