«Tanti baci appassionati, mia sporca bestiolina»: lettere d’amore a Hitler
«Tanti baci appassionati, mia sporca bestiolina»: lettere d’amore a Hitler
Cultura

«Tanti baci appassionati, mia sporca bestiolina»: lettere d’amore a Hitler

I miei desideri si mescolano alle mie paure. La lettera potrebbe non arrivarvi. E potreste non avere il tempo per un bambino. Potreste sentirvi troppo vecchio per un bambino e aver già da tempo allontanato quest’idea come impossibile. Malgrado tutto, …Leggi tutto

I miei desideri si mescolano alle mie paure. La lettera potrebbe non arrivarvi. E potreste non avere il tempo per un bambino. Potreste sentirvi troppo vecchio per un bambino e aver già da tempo allontanato quest’idea come impossibile. Malgrado tutto, un figlio vostro dovrebbe davvero vedere la luce. Questo è il mio più grande desiderio, che aspiro a soddisfare con tutta la forza del mio cuore. Friedel S.


…considera ciò che un Sagittario può fare con un Ariete.
La femmina eterna vi ha attirato! Allora esulta, o cuore mio, e lasciati abbracciare dalle stelle! E dimmi ancora una volta: o giovane donna, mia giovane donna come vi amo. Come mi ami? Tu sei i fiori dei campi. O, le margherite! 
Perché essere così timidi e agire per vie segrete? Io non posso indovinare i tuoi pensieri. Ieri sono rimasta fino alle 11.30 nei locali della società di tiro della città, ma purtroppo non ti ho visto. Tu cerchi una donna, io cerco un uomo. Noi avremmo potuto vivere insieme già da due anni, se tu non agissi per vie così segrete. Io non aspetto una risposta da parte vostra solo da due anni, più o meno, ma da sette o otto.


Alessandria, Egitto, 21 novembre 1938

Signore, non so davvero come iniziare questa lettera. Tanti, tantissimi sono stati gli anni di difficoltà, angosce e preoccupazioni morali, di inconsapevolezza, di ricerca di qualcosa di nuovo… Ma tutto questo ha avuto fine in un solo istante non appena ho capito di averlo trovato in voi, (…). So che avete una grossa e potente personalità, e che io non sono altro che una semplice donna insignificante che vive in un paese lontano, nel quale probabilmente non farà più ritorno; ma voi dovete darmi ascolto. Grande è la felicità quando alla fine si incontra lo scopo della propria vita, quando un raggio di luce attraversa le nuvole e ogni cosa si illumina! Questo è ciò che mi è successo… Tutto è stato rischiarato da un amore così grande, l’amore per il mio signore, un amore così grande che talvolta vorrei morire con una vostra foto davanti agli occhi per non dover mai più vedere altro che voi. (…). Vostra fino alla morte, Baronessa Elsa Hagen von Kilvein.

Mio caro, sono stata felice di sapere che avete ricevuto il mio miele… Vorrei mandarvene ancora, di tanto in tanto, così da poter partecipare un po’ ai vostri pranzi… Che piacere sapere che questo prodotto naturale della nostra terra di Pomerania contribuisce a colmare il vostro enorme dispendio di energia fisica e mentale. Con ammirazione e profondo sentimento, Frau von Heyden, Plòtz.

 

Berlino, 10 settembre 1939

Mio caro e delizioso A., ho bisogno di scriverti perché mi sento tanto sola. A casa mia i ragazzi sono andati entrambi a passeggiare, Lenchen è da un amico e io mi tengo impegnata con qualche lavoretto. Rammendo le calze, per esempio, e faccio il bucato. Volevo uscire, però piove, e comunque ho tante cose da fare; sempre a lavorare, mio caro [...]. Non faccio che guardare le tue fotografie. Me le metto davanti e poi le stringo a me. Sì, sì, amore mio, mio caro, mio buon Adolf, l’amore è vero come l’oro [...]. E poi, ormai, mio caro, suppongo tu abbia ricevuto il mio pacco con il dolce, e che ti sia piaciuto. Tutto quello che ti mando, te lo mando per puro amore. Ma adesso concludo. Amore mio, mio caro, mio buon A., mille baci e abbracci dalla tua cara buona Miele.


Berlino, 17 luglio 1941

Caro Adi! Di sicuro sentirai un po’ la mia mancanza. Desidero spedirti ancora una fotografia, come simbolo del mio amore. Eccotene una piccolina. Qui assomiglio a una Madonna in cielo. A volte mi sento tanto triste. Il 23 luglio vado al mio paese natale. Tu sarai già a Karlsbad… da lì ti penserò più spesso. Tanti baci appassionati, mia sporca bestiolina. Ritschi.

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Lascia che oggi ti stringa al cuore e che ti ringrazi per tutto il tuo lavoro, la tua applicazione e il tuo pensiero. Io non posso che pregare per il mio caro e supplicare il Signore per te, amore mio, e per la benedizione della tua opera immensa. Tutti i tuoi sforzi e le tue preoccupazioni non sono che per noi e per la nostra grande e bella patria [...]. Pensi anche molto alla tua Jose? Sì? Sì? Preservami, mio fedele amore, io ti sarò fedele in eterno, sarò buona e non ti darò pensiero. Oggi abbiamo fatto ancora una volta una bella passeggiata a cavallo e in auto a Spreitel. Lì c’è una bella casetta tra gli alberi. Lungo il percorso abbiamo intonato tutti delle belle canzoni, c’era ancora un posto libero in macchina e a me sarebbe piaciuto che il mio amore potesse essere dei nostri. Ma rallegriamoci della guerra. Sì? Sì? Mio caro. Io ti ringrazio anche per tutto quello che è amore e fedeltà, per tutto quello che è bellezza. Tu sei così adorabile e buono con me. E questo mi rende così felice, così ricca, mio grande e fedele amore. Ma mi rattrista tanto – e spesso – che tu, mio caro, abbia così tanto lavoro. Ma una volta conclusa la guerra le cose andranno meglio anche per te, amore mio [...]. Adesso dobbiamo di nuovo mettere fine  a questa piccola chiacchierata, amore mio. Ti ho raccontato tutto, lascia che ti stringa forte al cuore e accetta i saluti più sinceri e cordiali, mio fedele amore, Adolf Hitler.
La tua piccola Jose.

 

Alcune delle centinaia di migliaia di lettere inviate a Adolf Hitler tra il 1925 e il 1945. La corrispondenza, archiviata a Mosca, fu curata da Rudolf Hess fino al 1931, e in seguito da Albert Bormann. Nessuna delle donne conosceva personalmente il Führer.

Bibliografia: Letters to Hitler
La traduzione italiana qui riportata è presa da Diane Ducret, Le donne dei dittatori

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