Junot Díaz torna con il romanzo "È così che la perdi"

Il Premio Pulitzer, autore del successo La breve favolosa vita di Oscar Wao, si ripresenta con un nuovo libro

junot-diaz

Un'immagine del Premio Pulitzer Junot Díaz – Credits: EPA/Juan Cedillo

Andrea Bressa

-

Nel 2008 si è aggiudicato il Premio Pulitzer grazie all'originalissimo romanzo La breve favolosa vita di Oscar Wao (Mondadori). Junot Díaz, scrittore statunitense di origine dominicana, ritorna, sempre per Mondadori, con È così che la perdi , titolo che sembra promettere un altrettanto grande successo.

Argomenti portanti dell’opera (del resto un fil rouge che accomuna tutti i lavori di Díaz) sono l’universo e le esperienze di vita degli immigrati dominicani negli Stati Uniti. Nello specifico, la storia di È così che la perdi è quella di Yunior, che nel libro si presenta così:

“Non sono un cattivo ragazzo. So che dicendolo sembro un po' paraculo, però è vero. Sono uguale agli altri: debole, pieno di magagne, ma tutto sommato buono. Eppure Magdalena non è d'accordo. Mi considera un tipico uomo dominicano: un ‘sucio’, uno stronzo”.

E in effetti Yunior è un misogino, un duro, uno arrabbiato con la vita che gli ha riservato l’etichetta di immigrato, figlio di un padre iper-machista, adultero convinto, che non fatica a diventare come il genitore. Di fronte alla malattia alla tragedia del fratello, malato di cancro, sembra non saper cosa fare, ma non si risparmia nell’umiliare sua madre, facendola impazzire di dolore. E lo stesso trattamento lo riserva a tutte le donne che gli capitano a tiro.

Un po' il rovescio della medaglia del sottomesso Oscar Wao, che nel primo libro finiva ucciso per amore. Ma Yunior è anche l’uomo che si emoziona pensando alla sua isola caraibica, e che crede nel profondo che, nonostante tutti i tradimenti e il proprio vivere controvento, ci sia sempre una nuova possibilità.

La narrazione è pervasa da un forte maschilismo, ed è costruita attraverso una scrittura diretta e pungente, che, in perfetto stile Díaz, passa con disinvoltura dall’inglese allo spagnolo, in un gioco di cambi di registro che ha messo alla prova Silvia Pareschi, traduttrice per l’edizione italiana.

La ricerca linguistica è uno dei tratti vincenti dell'autore che anche in Oscar Wao osava soluzioni ardite, come la fusione della narrazione tradizionale e l'immaginario dell'universo nerd (la fantascienza, i fumetti, il fantasy). Qui la linea stilistica è generata dalla polifonia dei personaggi, che danno vita a una composizione a più voci di esistenze destinate a perdersi.

---------------

- È così che la perdi - Junot Díaz (Mondadori)

- La breve favolosa vita di Oscar Wao – Junot Díaz (Mondadori)

© Riproduzione Riservata

Commenti