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5 libri da leggere a luglio 2018

Edgardo Franzosini, Uduvicio Atanagi, Hannah Tinti, Vincenzo Fiore e Salvatore Falzone: ecco i nostri consigli di lettura del mese

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Andrea Bressa

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Anche per luglio 2018 siamo pronti a proporre una nostra selezione di letture scelte fra le più recenti e interessanti, e che abbiamo avuto modo di leggere. Questa lista si apre con un bel libro di Edgardo Franzosini, sulla poco conosciuta e breve permanenza di Arthur Rimbaud a Milano nel 1875. Vi sono poi un horror oscuro, firmato dal misterioso autore Uduvicio Atanagi e illustrato da Akab, un toccante romanzo di Hannah Tinti che ci parla di un padre criminale e una figlia adolescente, e Vincenzo Fiore con una originale ed esaustiva biografia dedicata a Emil Cioran. Chiude l’elenco il libro d’esordio di Salvatore Falzone: una storia autobiografica di depressione e risalita.


Rimbaud e la vedova, di Edgardo Franzosini

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Copertina di 'Rimbaud e la vedova', di Edgardo Franzosini – Credits: Skira


Nel 1875 Arthur Rimbaud, appena ventenne e già deciso ad abbandonare la carriera di scrittore, passò da Milano, soggiornandovi per tre o quattro settimane, ospite di un’anonima vedova. Di questa sua permanenza meneghina, però, ci sono pochissimi indizi, così come non è mai stata chiarita l’identità di quella signora “molto civile”. Franzosini prova in questo libro a seguire e ricostruire le vicende del poeta francese a Milano, attingendo da testimonianze provenienti da biografie di amici e colleghi letterati di Rimbaud e da documenti dell’epoca. Un racconto solo verosimile, ma anche tanto garbato e piacevole, capace di trasportare il lettore in una Milano dall’atmosfera inedita. Per saperne di più, ecco la nostra recensione.

Rimbaud e la vedova
di Edgardo Franzosini
(Skira)
91 pagine


Lucenti, di Uduvicio Atanagi

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Copertina di 'Lucenti', di Uduvicio Atanagi (illustrazione di Akab) – Credits: Eris


Un romanzo di formazione sotto forma di onirico e oscuro horror: è ciò che propone il misterioso autore Uduvicio Atanagi (pseudonimo che si riferisce forse a un collettivo di scrittori o forse a un singolo). In un paese sperduto nella campagna toscana seguiamo le vicende di Mino, ragazzo bizzarro che preferisce immergersi nelle pozze di fango invece che giocare ai videogiochi con gli altri. C’è anche Lucio, che sparisce spesso nel bosco per giorni interi, ritornando poi con in vestiti lacerati e un’aria stravolta. E poi ci sono anche i Lucenti e le loro storie: famiglia maledetta i cui membri, nel corso dei secoli, fanno sempre inesorabilmente ritorno al vecchio podere in paese, fra presenze inquietanti e un’oscurità che sembra avere vita propria.
Il libro è arricchito dalle efficaci illustrazioni del fumettista Akab (Gabriele Di Benedetto).

Lucenti
di Uduvicio Atanagi
(Eris)
200 pagine


Le dodici vite di Samuel Hawley, di Hannah Tinti

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Copertina di 'Le dodici vite di Samuel Hawley', di Hannah Tinti – Credits: Nutrimenti


Samuel Hawley è un criminale in fuga. Sul suo corpo ci sono dodici cicatrici di pallottole, ognuna delle quali è la traccia di un errore passato. Samuel è anche un padre: ha una figlia adolescente di nome Loo, con la quale, finalmente, tenta di mettere fine alla loro esistenza randagia. Si fermano a Olympus, in Massachusetts, dove Samuel si reinventa pescatore, mentre Loo può provare a vivere una vita come tante, con i normali problemi degli adolescenti, conoscendo anche altre persone, frequentando la scuola. Va da sé, però, che il passato di Samuel non può essere cancellato con un colpo di spugna e, infatti, eccolo tornare a complicare di nuovo l’esistenza. Si tratta di un romanzo accattivante, grazie ai toni da thriller, ma anche toccante nei suoi aspetti più intimi, dedicati al rapporto e all’affetto fra padre e figlia.

Le dodici vite di Samuel Hawley
di Hannah Tinti
(Nutrimenti)
448 pagine


Emil Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia, di Vincenzo Fiore

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Copertina del saggio di Vincenzo Fiore su Emil Cioran – Credits: Nulla Die


Vincenzo Fiore propone un breve ed efficace saggio che racconta vita, pensiero e intenti del filosofo e intellettuale rumeno Emil Cioran. Un’opera esaustiva, che può però essere presa anche come punto di partenza per riscoprire la figura di Cioran nel panorama filosofico e culturale del secolo passato. Fiore non tralascia praticamente alcun tema toccato in carriera dal pensatore che affermava l’inutilità della filosofia e utilizzava la scrittura come strumento terapeutico per poter resistere al peso dell’esistenza. Apre il libro una lettera inedita di Cioran, mentre in chiusura si trovano un articolo della giornalista Carol Prunheber e vari ritratti fotografici firmati da Vasco Szinetar.

Emil Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia
di Vincenzo Fiore
(Nulla Die)
188 pagine


L’arte di rialzarsi, di Salvatore Falzone

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Copertina di 'L'arte di rialzarsi', di Salvatore Falzone – Credits: Marsilio


Classe 1998, Salvatore Falzone fa il suo esordio in libreria con questo romanzo autobiografico. Racconta la guerra di un ragazzo contro la depressione, lo smarrimento e la paura. Un messaggio di speranza e anche un modo per provare a conoscere meglio situazioni che possono accadere a tutti, ma che rimangono spesso nascoste fino a diventare irrimediabili. Il protagonista si chiama Salvatore, diciottenne di Alessandria che ha alle spalle un tentato suicidio, svariati ricoveri psichiatrici e che ha deciso di abbandonare gli studi al liceo, nonostante i brillanti risultati. Salvatore dubita di ogni cosa, è paralizzato dal terrore. Passa la sua esistenza a scappare dai problemi, atteggiamento che lo porta a tentare di farsi una nuova vita a Roma, dagli zii. Una fuga che non funziona e, ritornato ad Alessandria, cade di nuovo e nel modo più duro.

L’arte di rialzarsi
di Salvatore Falzone
(Marsilio)
302 pagine

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