Cultura

La foresta dei simboli

in una mostra a Milano dal 15 al 29 maggio la celebrazione dell' albero come metafora della vita

Anna Sutor_ INSIEME

Redazione

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Una volta il poeta Rabindranath Tagore scrisse che “gli alberi sono lo sforzo infinito della Terra per parlare al cielo in ascolto”. Proprio in questo sforzo gli alberi incarnano una virtù profondamente umana, quella di aspirare verso ciò che reputiamo degno di essere raggiunto. La mostra collettiva “Arte e Salute. Alle radici della prevenzione”,  esposta dal 15 al 29 maggio 2019 nello Spazio Eventi di Palazzo Pirelli a Milano, vicino la Stazione Centrale, offre metafore e suggestioni come questa attraverso 35 opere sul tema dell’albero.

Soffermandosi su ciascuna delle opere in mostra lo spettatore potrà indagare i molteplici significati suggeriti dalla pianta come congiunzione tra terra e cielo, con le sue radici che affondano nel terreno per trarre la forza di innalzarsi verso la luce, con i suoi processi ciclici di nascita, crescita e trasformazione.In particolare, grazie alle potenzialità espressive della “narrazione” artistica, la mostra intende veicolare in chiave estetica e simbolica alcuni messaggi di primaria importanza che costituiscono il cuore del progetto Family Health, da cui questo percorso espositivo trae ispirazione: sensibilizzare le persone sull’importanza della conoscenza della storia clinica personale e familiare, al fine di attuare un percorso di prevenzione mirata ed efficace, a tutela della propria salute e di quella della propria famiglia.

Il progetto Family Health, nato nel 2017 su iniziativa di Giuseppe Agosta, Presidente di Biomedia, partner dell’evento, si fonda sulla consapevolezza che ogni storia clinica costituisce il frutto di una complessa e in parte imprevedibile commistione di fattori genetici, familiari e ambientali, i quali sono alla base di situazioni fisiologiche e patologiche: tutti i dati sanitari di un individuo sono quindi essenziali per attuare una corretta ed efficace prevenzione e per tenere insieme il filo di continuità che lega tra loro le generazioni, ovvero l’Albero genealogico clinico della famiglia. Come spiega Agosta “L’importanza di una conoscenza approfondita della propria familiarità risulta elemento imprescindibile quando si tratta di prevenzione concernente anche la progenie. E’ proprio partendo da questa visione che ho creato, in seno il Progetto Family Health, il Fascicolo Sanitario Digitale Personale online che consente di archiviare tutti i dati sanitari personali e della propria famiglia, facilitando così la condivisione di tali informazioni con il medico curante e permettendo di monitorare la “storia clinica” familiare, ovvero l’albero genealogico clinico della famiglia.

Il tema della memoria familiare è quindi un concetto chiave nel determinare lo stato di salute della persona, ed è ben rappresentato dal simbolo dell’Albero, fil rouge tematico delle 35 opere protagoniste di questo percorso espositivo. Queste ultime compongono, nel loro insieme, una narrazione armonica carica di suggestioni visive e rimandi culturali capace di offrire all’osservatore una materia ricca di stimoli. Pittura, scultura, fotografia, collage, arte tessile, grafica, arte frattale, installazione: sono molte le forme d’arte rappresentate in mostra, al cui interno si intersecano poetiche eterogenee e stili variegati che spaziano dal figurativo al concettuale, passando attraverso l’iperrealismo, il simbolismo, l’astrattismo e il pop. Ad arricchire il percorso, l’uso di una pluralità di materiali, fra cui la ceramica, il tessuto, la carta, il cartone, il rame, l’oro, l’argento, il vetro, la terracotta, il metallo e il legno.

Linee di pensiero comuni, simboli e temi ricorrenti offrono un’ideale guida alla lettura di questo multiforme viaggio. Per fare qualche esempio, in alcuni lavori la figura dell’albero è presente nella sua evidenza figurativa, a partire dagli “Ulivi” del fotografo Edoardo Romagnoli che ci regalano i loro benefici frutti e risplendono su uno sfondo di pura luce, di cui il raffinato artista è indiscusso maestro. Dalla contrapposizione tra Uomo e ambiente naturale si passa alla sintesi proposta dall’opera visionaria “Insieme”, frutto dell’immaginario poetico dell’illustratrice Anna Sutor, in cui Uomo e Albero si fondono in un gioioso gioco di scambio, senza possibilità di distinzione o separazione; opera che dialoga con la scultura di Lucio Liguori, illustre esponente dell’arte ceramica vietrese, raffigurante un albero stilizzato dalla forma sinuosa e avvolgente, che prende vita dalla terra per culminare in un radioso volto umano. Entrambi questi lavori sono pervasi da un sentimento di speranza.

Forma e luce si fondono in un perfetto equilibrio estetico anche nell’opera di Luca Sciortino, scrittore e fotografo, che ha ritratto un imponente baobab in Namibia, cogliendolo nell’attimo del tramonto: “E io mi sono fermato...- osserva l’artista - ho guardato la vita protendersi verso l'eternità e l'eternità avvolgere la vita". La figura del baobab torna nell’opera di Valentina Piacenza, la cui espressività è data da un uso emozionale del colore e l’albero diviene il frammento di un diario personale dai toni caldi e vibranti di sentimento. Un acceso rosso lacca esalta l’energia materica della scultura-albero di terracotta creata da Lello Esposito, “artista di culto” per il suo modo di dare nuova vita agli archetipi e ai simboli della napoletanità.

A far da contrappunto all’accesa e contrastata espressività di queste opere, l’assoluta purezza estetica de “Il Re” di Daniela Giovannetti, che si impone sulla scena nella sua nuda e solenne forza visiva e comunica un senso di stabilità e durevolezza; un’immagine di “resistenza” che dialoga idealmente con l’opera “The Silent Giant” di Le Sauvage Décorateur, originalissimo interprete dell’arte del collage, in cui un grande albero è spettatore silenzioso delle contraddizioni del nostro tempo, elemento di continuità nella costante trasformazione della realtà.

La mostra è stata curata da Francesca Bianucci e Chiara Cinelli che dichiarano: «vogliamo portare al centro del dibattito l’Uomo, con le sue aspirazioni che investono un ambito più esteso dei soli “bisogni” primari, abbracciando quelle istanze immateriali che determinano l’agire umano in ogni ambito dell’esistenza. L’Arte esercita un ruolo fondamentale nel favorire il soddisfacimento di queste aspirazioni, contribuendo così al benessere della persona» E di questa tensione che muove l’essere umano, l’Albero, quale ideale elemento di congiunzione tra la Terra e il Cielo, è forse l’immagine più emblematica».

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