Edoardo Frittoli

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Manfred Von Richthofen, noto universalmente come il "Barone Rosso" veniva abbattuto il 21 aprile 1918 nei cieli della Somme, in Francia.

In poco più di due anni di servizio nell'Aviazione imperiale tedesca era diventato l' "asso degli assi" con 80 vittorie aeree confermate. Dopo la guerra sarà riconosciuto come il simbolo universale dei combattimenti nei cieli, imbevuti di cavalleria e di quel romanticismo tipico dell'alto lignaggio di molti aviatori di un secolo fa.

Manfred Frieiherr Von Richthofen era infatti nato in una famiglia aristocratica prussiana il 2 maggio 1892.

Seguendo la tradizione militare di famiglia, il giovane Manfred entrò alla Scuola di Applicazione militare all'età di 11 anni, uscendo come ufficiale nel 1911, venendo in seguito assegnato all'Arma di Cavalleria nel Primo Reggimento Uhlan.

Allo scoppio della Grande Guerra, Richthofen combattè in trincea sia sul fronte Orientale che in quello Occidentale guadagnandosi la prima croce di ferro. Poi fu controvoglia assegnato alla logistica, condizione che generò nel giovane aristocratico irrequieto la decisione di volgere lo sguardo al cielo. Chiese ed ottenne l'assegnazione al Servizio Aeronautico Imperiale tedesco dove cominciò a volare come osservatore rimanendo per tutta l'estate del 1915 sul fronte russo. Trasferito nuovamente in occidente, Manfred ebbe l'opportunità di conseguire il brevetto da pilota ed essere assegnato al prestigioso squadrone da caccia "Jasta II" dell'asso Oswald Boelcke. Di stanza in Francia, Richthofen ebbe la prima vittoria confermata il 17 settembre 1916 nei cieli di Cambrai. Poco dopo le sue primissime sortite,  il futuro Barone Rosso fu in grado di accodarsi e di abbattere in scia un caccia britannico, manovrando abilmente la mitragliatrice fissa del suo Albatros D.II, uno dei primi velivoli dotati di sincronizzazione attraverso il disco dell'elica.

Eccitato dalla prima vittoria, il Barone Rosso atterrò nei pressi del nemico abbattuto: il pilota e il mitragliere erano ancora vivi. Manfred li soccorse cavallerescamente nonostante il decesso per entrambi giungesse pochi minuti dopo l'abbattimento. Fu il pilota prussiano a rendere loro gli onori e a omaggiarne degnamente la sepoltura.

Nei mesi seguenti Von Richthofen affinerà le tecniche di combattimento, mai basate sull'iniziativa individuale ma costantemente svolte con l'ausilio dei gregari di squadriglia. All'inizio del 1917 gli abbattimenti del Barone Rosso erano già saliti a 16. I successi clamorosi dell'asso prussiano fecero sì che a Richthofen fosse assegnato uno squadrone da caccia, lo Jasta 11, per il quale volava anche suo fratello minore Lothar.

Sempre equipaggiati con gli Albatros, le fusoliere degli aerei della squadriglia erano variopinte: quella di Richthofen fu per la prima volta caratterizzata dal colore rosso vivo all'origine del suo immortale soprannome, che nelle lingue del nemico si declinava ne "Il cavaliere rosso", "il Piccolo Rosso" "Il diavolo rosso". Proprio la primavera del 1917 rappresentò l'apice delle imprese del Barone: soltanto nel mese di aprile furono oltre 20 le vittorie per l'"asso degli assi", che era ormai considerato il terrore dei cieli della Grande Guerra, simbolo della propaganda della Germania imperiale.

Nel giugno dello stesso anno Richthofen fu messo al comando di una intera squadra aerea, lo Jagdgeschwader I, nota poi con l'appellativo di "Circo Volante" a causa dei vibranti colori dei velivoli dei 4 squadroni che la componevano e dei grandi tendoni che ospitavano il comando e i piloti.

Nel suo nuovo ruolo, al Barone Rosso fu assegnato il nuovo triplano Fokker Dr.I, che diverrà il suo aereo iconico. Il 16 giugno 1917 durante un combattimento rischiò per la prima volta la vita, quando subì una frattura cranica per un colpo di striscio esploso dal nemico, dalla quale non si riprenderà mai completamente.

La mattina del 21 aprile 1918 Manfred Von Richthofen si alzerà in volo per l'ultima volta. Nel cielo di Vaux-sur-Somme ingaggiò un combattimento con una formazione britannica sopra la linea del fronte. Il Barone Rosso era sceso in picchiata per inseguire a volo radente un caccia nemico quando fu fatto bersaglio da terra degli artiglieri australiani che aprirono il fuoco contro la fusoliera rossa del Fokker. Dopo essere stato colpito una prima volta, Richtofen fu colpito ancora delle armi dell'asso canadese Arthur Roy Brown. Quando il Fokker rosso protagonista ormai di 80 vittorie aeree si schiantò nei campi, il mito dell'aviazione militare era già morto, trapassato da un proiettile in pieno petto.

Proprio gli Australiani accorsero per primi dove Richthofen era precipitato, recuperandone il corpo. L'asso degli assi sarà sepolto con l'onore delle armi in un piccolo cimitero nei pressi di Amiens. Aveva 25 anni. La sua fama ne ha già 100.

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