Il giro del mondo in 80 libri
illustrazione di David Mosqueda
Il giro del mondo in 80 libri
Cultura

Il giro del mondo in 80 libri

Viaggio letterario attraverso 80 bestseller contemporanei: una finestra spalancata dietro le quinte della narrativa mondiale e sugli ultimi cent'anni di lavoro editoriale.

Qual è il misterioso ingrediente che a un libro - uno e non un altro - schiude le porte del successo? Perché non tutti i capolavori sono libri di successo, ma anche viceversa? Per trasformare un mazzo di segnature rilegate in oggetto di culto, simbolo, icona conta di più la scintilla del passaparola o la strategia del marketing? Insomma, come nasce un best seller? Se la ricetta è inafferrabile, il segreto è forse racchiuso nelle storie di questo libro: Il giro del mondo in 80 libri .

Frutto dell'appassionato lavoro di 34 studenti del Master Professioni e Prodotti dell'Editoria del collegio universitario S. Caterina da Siena di Pavia, racconta l'evoluzione di 80 casi editoriali suddivisi per area geografica. È una strada spesso tortuosa, quella dal manoscritto all'empireo letterario, che gli scrittori hanno percorso (almeno fin qui) in robusta compagnia: editori e correttori, editor e agenti, traduttori e critici letterari, pubblicitari e sceneggiatori oltre che, virtualmente, milioni di lettori chiamati a decretarne le fortune. Ecco dunque le storie celate dietro al successo dei libri di successo, talora avvincenti come trame che al destino piace nascondere dentro la trama ufficiale.

Ci si perde, a scorrere il sommario, in un classico gioco di riconoscimenti e sorprese, passando liberamente dagli eccessi del Grande Gatsby agli incubi di Se questo è un uomo, dalle Memorie di Adriano alle Confessioni di una maschera, dagli intrighi nel Nome della Rosa ai misteri del Codice da Vinci, dalla Lolita di Nabokov alle Mogli e concubine di U Tong, dalle stanze desolate del Processo ai corridoi insanguinati di Gomorra, dalla Cecità di Saramago alle visioni dell'Aleph, dalle magie del Piccolo Principe a quelle di Harry Potter, dai Picnic a Hanging Rock alla tavola apparecchiata di Un angelo alla mia tavola, dai presagi di 1984 allo choc del nuovo millennio: tutto Molto forte, incredibilmente vicino...

È divertente giocare al confronto, per esempio tra due casi letterari del Novecento divenuti simbolo e feticcio della libertà d'espressione: Il Dottor Zivago di Robert Pasternak (1957) e i Versetti Satanici di Salman Rushdie (1988). Come dire, quando un libro non ha bisogno di farsi pubblicità. Oppure, più prosaicamente, confrontare le cifre dei recenti campioni di vendite grazie al passaparola come Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, 23 milioni di copie vendute, con quelli che ricevettero una poderosa "spinta", come Il codice da Vinci di Dan Brown (10 000 copie mandate in anticipo ai critici) o gli ultimi Harry Potter di J.K. Rowling, clamorosi fast seller da 7000 copie acquistate al minuto (i primi giorni dopo l'uscita, il capitolo finale della saga).

È un piacere seguire la fortuna di filoni letterari capaci di attraversare il tempo e lo spazio, come il realismo magico. Le peregrinazioni indiane di Siddharta e le strade polverose di Macondo in Cent'anni di solitudine, i chiarori boreali nell'Anno della lepre e i simbolismi tropicali nel Dio delle piccole cose, fino allo struggente mix di fiction e memoria nel capolavoro di Jonathan Safran Foer ambientato in quella metropoli disorientata che fu la New York post 11 settembre. Del resto, ha spiegato lo scrittore americano, proprio "quando gli uomini hanno paura scrivono storie".

Un'altra tentazione è spulciare i casi celebri di abbagli editoriali. Il manoscritto del Gattopardo abbandonato sul pianoforte di casa Tomasi di Lampedusa a Capo d'Orlando, dopo il rifiuto della Mondadori nonostante il parere positivo di Elio Vittorini; la doppia bocciatura Einaudi di Se questo è un uomo (1947 e 1952); Paulo Coelho licenziato dal primo editore de L'Alchimista, deluso dalle 900 copie vendute nell'anno di uscita; Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson, ignorato da cinque case editrici e poi sospinto dal favoloso mondo della rete nella top ten dei libri più venduti su Amazon nel 2012.

Alla grafica di copertina sono dedicati bellissimi inserti a colori che mettono a confronto, quattro per volta, le diverse edizioni mondiali dei bestseller. Viste così, una accanto all'altra, queste piccole opere d'arte testimoniano l'evoluzione del gusto e della comunicazione visiva nel corso di un secolo, ma anche l'orientamento culturale predominante in ciascun paese e la potente influenza di forme d'arte come la pittura e il cinema. Particolarmente felice è il quartetto scelto per Il Dottor Zivago, fra cui spiccano la sovracoperta della prima edizione Feltrinelli 1957, firmata dal pittore realista milanese Ampelio Tettamanti e apprezzatissima da Pasternak, e l'edizione inglese Collins del 1959, ispirata al neoplasticismo di Mondrian.

"Da tante cose dipende la celebrità de' libri", diceva Alessandro Manzoni nel capitolo dei Promessi Sposi (formidabiile long seller) dedicato alla peste milanese. Da una però soprattutto: che se ne parli. Il giro del mondo in 80 libri non lo troverete probabilmente sugli scaffali delle grandi librerie, troppo affollate di aspiranti best seller, ma on line sotto diverse forme: libro cartaceo, progetto consultabile sul sito dedicato, e-book contenente un estratto degli 80 saggi.

AA.VV.
Il giro del mondo in 80 libri
Edizioni Santa Caterina
pp. 603, 22 euro

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