Gipi torna al fumetto con 'unastoria' intimista di guerra e follia
Copyright Gipi e Coconino Press per l'edizione italiana
Gipi torna al fumetto con 'unastoria' intimista di guerra e follia
Cultura

Gipi torna al fumetto con 'unastoria' intimista di guerra e follia

Il filo che lega un uomo al fronte durante la Prima Guerra Mondiale e il suo bisnipote ricoverato in psichiatria

Nudo e solitario: è un albero in mezzo al campo di battaglia, ma anche un uomo che cammina per strada perso nella sua mente.
Quando la sua vita va in pezzi ("tremila, quattromila") e con essa la realtà, lo scrittore Silvano Landi si perde, e vaga incessantemente tra il suo presente e il passato del bisnonno, soldato al fronte della Prima Guerra Mondiale.

Dopo anni lontano dal tavolo da disegno, Gipi torna al fumetto mettendosi a nudo senza l'umorismo, da lui definito come "scudo dei fragili", costruendo il percorso doloroso e affascinante attraverso una mente frammentata. Dalle pagine di "unastoria" , pubblicato da Coconino Press - Fandango , emergono pian piano i pezzi di due vicende che si fondono in una: presente e passato che dialogano attraverso il linguaggio del trauma e del dolore.

Mauro Landi è il bisnonno: Silvano trova le lettere che aveva scritto alla moglie mentre era in guerra. Il suo unico desiderio è quello di tornare a casa dalla sua famiglia, e la determinazione lo guida attraverso la guerra aiutandolo a riemergere dopo, ancora vivo anche se profondamente segnato.
Gipi illustra il grigiore della terra e degli uomini devastati dal conflitto, il fragore e il fuoco dello scontro, e si interroga su come un uomo contemporaneo possa rapportarsi ad un evento come la Prima Guerra Mondiale"Per uno scemotto che passa le giornate su Facebook del 2013, italiano," dice durante un incontro con il pubblico, "Come fai a raccontare della guerra? Con quale spudoratezza affronti una cosa del genere?". 

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Questo "conflitto di pudore" viene affrontato facendo "una apertura di capitolo completamente muta, una cosa dove proprio togli il volume al racconto, però quello che racconti è il massimo del fragore, cioè un attacco a tappeto durante la Prima Guerra Mondiale".
Gipi, che si autodefinisce "un gran paraculo", delega parte della responsabilità al lettore e alla sua immaginazione, coinvolgendolo della ricostruzione: "Se non metto suoni, se non ti dico cosa dicono i personaggi, tu gli farai dire le cose più forti in assoluto, perché gli farai dire le cose tue. Capito? Quindi io ti lascio i baloon vuoti".

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Un altro aspetto importante in "unastoria" è la malattia mentale, comunicata attraverso una trama completa ma frammentata, da immagini e sequenze che tornano ossessivamente, da mostri fittizi e reali, da splendidi lirismi denunciati come fuori luogo. 
Il libro è tutto un alternarsi di tecniche e impatti visivi diversi: scarabocchi in bianco e nero, paesaggi ad acquerello, dense sequenze a colori. A differenza che in passato (ad esempio in "La Mia Vita Disegnata Male" ) le varie rese non indicano più fili narrativi diversi ma sono al servizio dell'espressività della singola sequenza, e la grande varietà è funzionale al senso di frammentazione già comunicato a livello strutturale.

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"Unastoria" è un volume a fumetti di 128 pagine a colori. È pubblicato da Coconino Press  che lo propone a 18 Euro.

Nota: tutte le immagini sono copyright Gipi e Coconino Press per l'edizione italiana. 
Si ringrazia Serena Di Virgilio per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

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